Cultura

Consiglio UGEIUGEI24 Novembre 2020
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di Michelle Zarfati 

 

Esistono scrittori in grado di raccontare la storia con estrema delicatezza. Lia Levi è una di queste, e il suo ultimo romanzo Ognuno accanto alla sua notte, pubblicato dalle Edizioni E/O, ne è la prova lampante. Un altro tassello che va ad aggiungersi alla sua produzione letteraria, che da anni ormai fa divulgazione storica, soprattutto tra i ragazzi, attraverso una scrittura profondamente evocativa, capace di insegnare le atrocità che hanno segnato gli ebrei durante il secondo conflitto mondiale con estremo candore.


Consiglio UGEIUGEI22 Novembre 2020
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1min149

di Nathan Greppi 

 

Nell’epoca dei social, in cui tutti si mettono in mostra per le questioni più insignificanti, è difficile pensare che qualcuno possa scrivere un libro nascondendo la propria identità, e creandosene una falsa. Certo, ci sono casi come quello di Elena Ferrante, ma si tratta di eccezioni. Tra queste eccezioni va annoverato il caso di Gli Ebrei e i Giapponesi, un controverso saggio pubblicato esattamente 50 anni fa e il cui autore si firmava come Isaia Ben Dasan.


Consiglio UGEIUGEI18 Novembre 2020
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1min500

di Sharon Zarfati

 

Per parlarvi di Rabbi Lord Jonathan Sacks vi racconto di un evento che ha da sempre elargito un certo fascino nei miei pensieri. L’ha raccontata ad una platea di persone, prima dell’inizio di una lezione a cui ho avuto la fortuna di partecipare.
Come tutti noi sappiamo uno dei precetti ebraici implica il non prostrarsi davanti ad un re, perché l’unico Re del popolo ebraico è Il Santo Benedetto Egli Sia. E diciamo che nel 2020, il 99,9% degli ebrei non sia mai stato messo alla prova rispetto a questa mitzvà. Parliamoci chiaro… A quanti di voi è capitato di incontrare un re? E ancora più specificatamente: a quanti di voi è capitato di dover dire: “Scusi sua Maestà, ma io non posso prostrarmi perché sono ebreo”?


Consiglio UGEIUGEI10 Novembre 2020
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4min155

di Rebecca Locci

 

ELLA: «Ha detto che fino al quinto giorno si sentiva euforico. Cosa è accaduto il sesto giorno?»
D: «Non sa cos’è accaduto il sesto giorno?»
ELLA: «Ha creato l’uomo?»
D: «Maledetto venerdì.»
ELLA: «Addirittura?»
D: «Addirittura. Non c’è giorno da allora che non mi strappi i capelli che non ho. Perché non mi sono fermato il quinto giorno? Che scemo, idiota, fesso, babbeo, imbecille! Che mondo meraviglioso era finché non siete arrivati voi. Un vasto, tranquillo parco safari.»
ELLA: «Fra l’altro, non che sia importante, ma secondo studi scientifici c’è voluto qualcosa come quindici milioni di anni prima che arrivasse il primo uomo.»
D: «Non me lo dica! A me è sembrato giusto un giorno. Come vola il tempo quando ti diverti.»

 

Oh Dio Mio! è un testo teatrale del 2011 che ha reso famosa all’estero la drammaturga israeliana Anat Gov, ed è stato pubblicato recentemente in Italia grazie alla casa editrice Giuntina.

Ella è una psicologa, che vive con il figlio autistico Lior. Da sempre si dice che suo marito non tornerà da lei, che ormai si è risposato e ha altri figli sani. Eppure, non riesce a smettere di sperarci.

Ella lavora in casa, da tempo ormai è diventata atea, non pensa ad altro che a come accudire suo figlio nel migliore dei modi. Tutto sembra essere nella norma, ma un singolare giorno la psicologa riceve un paziente piuttosto particolare. Quest’uomo che si fa chiamare Signor D e ha un’aura misteriosa difficile da definire, ha urgentemente bisogno di una seduta con Ella.

Ella non tarderà a scoprire che il Signor D non è altro che Dio. Sì, avete letto bene: Dio. E non è mai stato così depresso e umano. La sua malattia dura da, facendo un calcolo approssimativo: duemila anni.

Che fare? Ella è scettica, il Signor D sembra essere decisamente fuori dalla sua portata. Come potrebbe mai aiutarlo? Non è un paziente per nulla facile, senza contare che molti dei suoi problemi non si possono nemmeno imputare ad una madre.

Dopo le prime effettive difficoltà, Ella decide di provarci. Decide di dedicare quella sola ora al Signor D per cercare di guarirlo. Si scopre così che Dio non solo si è ammalato a causa dell’uomo, ma ha anche deciso di ritrarsi dalla Storia abbandonando una delle sue creazioni al pieno libero arbitrio. Il Signor D sta così male, non è più in grado di compiere miracoli, non ce la fa proprio più, che vorrebbe addirittura morire.

Ella cercherà quindi di condurre un dialogo volto a scoprire tutti i nodi più nascosti dell’io del Creatore, per scoprire quali siano i problemi alla base della sua crisi esistenziale. Ci riuscirà? E allo stesso tempo, cosa scoprirà di sé stessa?

Anat Gov ci regala un brillante scritto teatrale, originale e dal ritmo calzante. Dotato del miglior umorismo yiddish, Oh Dio Mio! sviscera i più grandi temi teologici, con un carattere frizzante ed esplosivo ma allo stesso tempo leggero, e decisamente adatto a tutti.

Perché è una lettura consigliata? Perché è così breve ma così intenso. Perché è in grado di far riflettere a fondo. Perché è quasi impossibile non farsi coinvolgere e provare empatia. Perché seppur leggero non è superficiale. Perché in fondo se si ha bisogno di ritrovare il buon umore questa è la lettura adatta. Perché chiunque forse ha bisogno di un abbraccio, e tutti se lo meritano.

 


Consiglio UGEIUGEI8 Novembre 2020
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“Tear down this wall”, così esordì il Presidente degli Stati Uniti Ronald Reagan di fronte alla Porta di Brandeburgo nel 1987. Un momento che preannunciò una svolta epocale nella storia d’Europa e del Mondo. Un invito senza precedenti rivolto al Segretario Generale del Partito Comunista dell’Unione Sovietica Michail Gurbacёv ad aprire la barriera che per quasi trent’anni ha diviso non solo la città, ma l’intero continente.

Per 44 anni all’ombra del Muro di Berlino, l’Europa ha dovuto soffrire il dolore della separazione tra il progresso del mondo riscopertosi libero e l’angoscia di un ininterrotto totalitarismo. In 4 decadi, laddove c’erano le macerie e la distruzione della guerra mondiale, la Repubblica Federale Tedesca ha ricostruito università, teatri e innumerevoli musei. Al contrario, tra le fila dei sovietici persisteva il controllo della stampa, l’arretratezza economica, la degenerazione della qualità di vita.

Fu poco dopo, il 9 Novembre di 31 anni fa, che, finalmente, di fronte alla chiamata della Storia per portare pace e prosperità in tutta Europa, il muro fu abbattuto. Dopo decenni di tensioni, la Guerra Fredda, che portò l’umanità a un passo dal conflitto atomico, giunse al termine. Per questo, ancora oggi, celebriamo con gioia tale ricorrenza e ancor di più risuonano nei nostri animi le sagge parole del Presidente Reagan: “Finché questo muro sarà tenuto in piedi, non sarà solo la questione tedesca a rimanere aperta, ma la questione della libertà per tutta l’umanità”.



UGEI

L’Unione Giovani Ebrei d’Italia coordina ed unisce le associazioni giovanili ebraiche ed i giovani ebrei che ad essa aderiscono.


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