Hatikwà

Consiglio UGEIUGEI7 Agosto 2020
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di Manuel Moscato

 

Nella parashà che leggeremo questo Shabbat, Mosè continua i suoi discorsi di ammonimenti e raccomanda al popolo di osservare sempre le Mitzvot che ci ha comandato.

Nella prima chiamata della parashà, troviamo il comandamento di recitare la Birkat Amazon. Il verso infatti ci dice che ogni volta che mangiamo e ci saziamo, dobbiamo benedire Hakadosh Baruch Hu, ringraziandolo per il cibo che ci ha dato. Nella parashà troviamo anche il secondo brano dello Shemà.


Consiglio UGEIUGEI5 Agosto 2020
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1min115

di Giorgia Calò

 

Una storia che ricorda la vicenda del ritratto di Adele Bloch-Bauer, il dipinto di Gustav Klimt, rubato alla famiglia dai nazisti e restituito decenni dopo alla nipote di Adele, Maria Altmann, dopo una lunga causa con il Governo austriaco. Parliamo del processo di restituzione delle opere d’arte trafugate agli ebrei dai nazisti nel 1943.


Consiglio UGEIUGEI3 Agosto 2020
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4min302

di David Zebuloni 

 

Se la musica fosse una pietanza culinaria, Idan Raichel sarebbe senza dubbio un bel piatto di Hummus: semplice, buono e conciliante. Così come il hummus mette d’accordo tutti i commensali, ecco che anche la musica di Raichel ha il potere di mettere d’accordo tutti gli ascoltatori. Gli amanti del pop e gli amanti del jazz, gli appassionati di musica etnica e quelli di musica classica; tutti abbassano le armi difronte al suo genio musicale. Artista polistrumentista, compositore, paroliere e cantante, Idan Raichel ha segnato la musica israeliana più di quanto abbia fatto chiunque altro negli ultimi decenni. “Mi emoziono quando scopro che una mia canzone è diventata la colonna sonora della vita di qualcuno che non conosco”, mi racconta Raichel con tono sincero, senza troppa solennità. “Mi emoziono quando realizzo che una canzone che ho composto non mi appartiene più, che appartiene ormai a qualcun altro”. In effetti, quelle che dovevano essere canzoni appartenenti ad un genere musicale di nicchia, si sono rivelate invece apparetenere ad un raro genere musicale che non vede confini né frontiere. Sfidando ogni scuola di rating, Raichel riesce a tramutare un brano in lingua amarica in un vero e proprio tormentone radiofonico. Ed ecco che il parallelismo con il piatto di hummus riemerge dal subconscio (o forse dallo stomaco?) di chi scrive. Le opere dell’artista israeliano sono semplici e basilari, così come può essere semplice e basilare solo un piatto di ceci. Senza troppe sovrastrutture e ghirigori, Raichel racconta la vita e l’amore con semplicità disarmante. Quando si esibisce, predilige spesso locali intimi e poco illuminati. Al centro del palcoscenico solo un pianoforte e un microfono, nulla di più. Poi, quando comincia a cantare, rivela avere una voce delicata e sottile, priva di manierismi. Con la sua genuinità Raichel conquista un pubblico sempre più ampio, collaborando così con artisti internazionali del calibro di Alicia Keys, Mayra Andrade, Andreas Scholl, Mina, Celentano e Ornella Vanoni. Dopo aver girato il mondo, dopo aver calcato i palcoscenici più importanti d’Europa e degli Stati Uniti, arriva il momento di tornare a casa. Idan Raichel viene scelto infatti dal Ministero della Cultura per accendere una delle dodici fiaccole in onore della settantaduesima Festa d’Indipendenza israeliana. Uno dei massimi riconoscimenti esistenti ad oggi nello Stato d’Israele. Tra una lacrima e l’altra, accendendo la fiaccola, Raichel dichiara in diretta nazionale: “Dedico questa fiaccola ai grandi artisti che hanno segnato la storia di questo paese. La dedico ai miei colleghi musicisti, quelli sul fronte e quelli dietro le quinte. Io e voi non siamo altro che l’anello di una lunga catena.”


Consiglio UGEIUGEI14 Luglio 2020
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6min247

Pubblichiamo un appello firmato da più di duecento giovani ragazze e ragazzi appartenenti alle Comunità ebraiche d’Italia, recante un punto di vista contrario all’estensione della legge civile israeliana su parte dell’area C in Cisgiordania.
Lo proponiamo senza allinearci alla visione dei firmatari, bensì per dar voce ad un punto di vista, in quanto ricordiamo che HaTikwa è un giornale aperto al libero confronto delle idee, nel rispetto di tutte le opinioni.

 

Siamo un gruppo di giovani ebree ed ebrei italiani che vivono fra l’Italia, l’Europa e Israele.
Portatori di sensibilità politiche e religiose differenti, ci accomuna la forte opposizione
all’occupazione israeliana dei territori palestinesi e, oggi, al piano di annessione previsto
dal nuovo governo israeliano. Con questo appello vogliamo aggiungere il nostro contributo
alle numerose voci che si sono levate a riguardo nella diaspora e nel mondo.
L’accordo di coalizione raggiunto da Benjamin Netanyahu e Benny Gantz prevede che il
nuovo esecutivo dia inizio al processo di annessione di parti della Cisgiordania nel luglio
2020. L’annessione unilaterale di porzioni della Cisgiordania rappresenta un colpo fatale
per la realizzazione di un futuro di giustizia e pace tra israeliani e palestinesi, e viola il diritto
internazionale.
Se portata a termine, l’annessione consoliderà de jure la discriminazione sistemica dei
palestinesi, negando i loro diritti individuali e collettivi. Inoltre, il Primo Ministro israeliano ha
dichiarato che ai residenti palestinesi dei territori annessi non verrebbe conferita la
cittadinanza. La criticità di questo progetto è resa ancora più acuta dal quadro all’interno
del quale si inserisce – il “Deal of the Century” del Presidente Trump – che dietro la falsa
promessa della creazione di uno Stato palestinese, prospetta in realtà un’entità priva di
continuità territoriale e di sovranità politica.
Il progetto di annessione di parte dei territori palestinesi mette ulteriormente in pericolo la
prospettiva di uguaglianza e libertà per entrambi i popoli. Pertanto, sentiamo l’obbligo di
opporci con forza a questo progetto e di contribuire al dibattito all’interno delle comunità
ebraiche e delle società di cui facciamo parte, invitando chiunque si riconosca in questo
appello, senza distinzione di età, a sottoscriverlo.

Lea Airoldi, Bianca Ambrosio, Amanda Assin, Ruben Attias, Giorgio Berruto,
Michael Blanga-Gubbay, Sara Buda, Giorgia Calò, Enrico Campelli, Teodoro Cohen,
Daniel Damascelli, Sara De Benedictis, Daniel Disegni, Aliza Fiorentino, Alex Fishman,
Benjamin Fishman, Michael Hazan, Gaia Litrico, Micol Meghnagi, Jonathan Misrachi, Bruno
Montesano, Susanna Montesano, Yael Pepe, Dana Portaleone, Susanna Portaleone,
Emanuel Salmonì.

 

Con il supporto di:

Anna Airoldi,
Charly Alazraki,
David Alazraki,
Giulio Ambrosio,
Michele Ambrosio,
Joy Arbib,
Daniel Aschner,
Ariela Assin,
Luciano Assin,
Simone Bedarida,
Marina Benveniste,
Rosa Benveniste,
Elia Benveniste,
Daniel Blanga Gubbay,
Nicola Boeri,
Stella Boghen,
Edith Bruck,
Manuel Buda,
Daniele Cabibbe,
Miriam Camerini,
Alessia Campagnano,
Nathan Campioni,
Guido Carasso,
Arturo Cohen,
Tommaso Cohen,
Milca Colombo,
Miriam Cones,
Bruno Contini,
Riccardo Correggia,
Ruben Correggia,
Elia Cortellini,
Sonia Cruciani,
Ilan D’Urbino
Carmen Dal Monte,
Elena Damascelli,
Giuseppe Damascelli,
Lucio Damascelli,
Alessandro Dayan,

Nathan De Pas Habib,
Davide Della Rocca,
Roberto Della Rocca,
Sara Della Seta,
Tali Dello Strologo,
Esther Di Cave,
Diana Di Segni,
Dario Diaz,
Giovanni Dossena-Frank,
Valeria Fano,
Clara Fellus,
Davide Fiano,
Nannerel Fiano,
Tami Fiano,
Paola Fierro,
Andrea Fiorentino,
Daniele Fiorentino,
Gaia Fiorentino,
Samuel Fiorentino,
Jonathan Fiorentino,
Etan Fiorentino,
Micol Fischer,
Alessia Fischer,
Mila Fischer,
Liana Fischer,
Lorenzo Foà,
Alessandro Foà,
Daniele Foà,
Rachele Forte,
Giulia Frova,
Franca Fubini,
Bice Fubini,
Gaia Gabbai,
Claudio Gabbai,
Ruggero Gabbai,
Viola Gabbai,
Nina Gabbai,
Edoardo Gabbai,

Carlo Ginzburg,
Lisa Ginzburg,
Wlodek Goldkorn,
Francesca Gorgoni,
Alessandro Graziola,
Alda Guastalla,
Ludovica Guetta,
Joel Hazan,
Beatrice Hirsch,
Rachele Jesurum,
Isaak Kohali,
Lidia Krieger,
Nelly Krivacek,
Daniel Lascar,
Elisa Lascar,
Bruna Laudi,
Debora Laufer,
Miriam Leonardi,
Elena Leonardi,
Daniel Levi,
Elisa Levi Sabattini,
Yanir Levy,
Giorgio Litrico,
Micol Luperini,
Giacomo Luperini,
Lorenza Luzzati,
Leone Manfredini,
Eva Mangialajo Rantzer,
Chiara Melli,
Davide Misrachi,
Davide Mizrachi,
Manfredo Montagnana,
Marina Morpurgo,
Nyranne Moshi,
Mino Negrin,
Mical Nelkan,
Gabriele Nissim,
Sarah Parenzo,

Alissa Pavia,
Giulia Pavoncello,
Claudia Pepe,
Sara Peters,
Debora Peters,
Giulia Pieri,
Giordana Pieri,
Giulio Piperno,
Marta Pozzi,
Lea Preziosi,
Rachele Richini,
Riccardo Richini,
Sara Salmonì,
Daniele Saroglia,
Maria Savigni,
Marco Schneebalg,
Victor Schnur,
Guri Schwarz,
Davide Sciaky,
Elia Sciama Bandel,

Ivan Sciama Bandel,
Davide Sciamma,
Gabriele Sciamma,
Anna Segre,
Ruben Segre,
Alice Silva,
Alex Soria,
Daniel Soria,
Livia Soro,
Marta Spizzichino,
Keren Strulovitz,
Samira Strulovitz,
Leanna Strulovitz,
Arnaldo Tagliacozzo,
Deborah Taub,
Dafna Terracina,
Shulamit Terracina,
David Terracini,
Benedetto Terracini,
Lorenzo Joel Terranova,

Alessandro Terranova,
Ludovico Tesoro,
Tullia Todros,
Gad Torrefranca,
Hanna Torrefranca,
Rebecca Treves,
Shulamit Treves,
Graziella Uziel,
Lilj D. Uziel,
Marco Vigevani,
Ada Vita Finzi,
Micaela Vitale,
Alida Vitale,
Laura Vitale,
Daniel Volterra,
Natali Werba,
Milton Werba,
Buni Zeller,
Aurora Zeller-Celso.


Consiglio UGEIUGEI9 Luglio 2020
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1min780

HaTikwa, di Redazione

 

Piatto classico della cucina israeliana, la Shakshuka non stanca mai. La si può mangiare a colazione, pranzo o cena e ogni volta stravolgerla con un nuovo ingrediente. Ricetta semplice e nutriente, la Shakshuka ha origine libiche, ma negli anni è diventata parte della DNA culinario israeliano più di qualunque altra pietanza. Servita a tavola nella stessa padella in cui viene preparata, la Shakshuka consiste in una salsa a base di cipolla, aglio, pomodori, peperoncini, spezie varie e le immancabili uova. Nelle sue varianti, si possono aggiungere alla salsa  gli spinaci, le melanzane fritte o del formaggio feta. Il tutto verrà poi accompagnato con una pita, il pane tipico locale. In pochi minuti otterrete un piatto che soddisferà tutti i vostri commensali. Provare per credere!