Hatikwà
Foto catalogo museo fischietto in terracotta Rutigliano Bari

Consiglio UGEIConsiglio UGEI17 Novembre 2019
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HaTikwa (N. Greppi) – Quello dell’antisemitismo di estrema destra è un tema che a più riprese torna a far parlare di sé soprattutto dopo fatti atroci, l’ultimo dei quali è stato l’attentato davanti alla sinagoga di Halle in Germania. Per capire meglio l’argomento, HaTikwa ha deciso di sentire due esperti con opinioni molto diverse tra loro: Elia Rosati, docente a contratto di storia contemporanea all’Università degli Studi di Milano, esperto di neofascismo, autore dei saggi Storia di Ordine Nuovo e Casapound Italia; e Francesco Giubilei, editore e presidente della Fondazione Tatarella, esperto di conservatorismo, i cui ultimi libri sono Europa Sovranista e Storia della cultura di destra.

Cosa pensate dell’attentato di Halle? È un caso isolato o rientra in uno schema più grande?

Giubilei: Non è un caso isolato, rientra senza dubbio a un attacco generale alle religioni. Siamo in una società sempre più secolarizzata, e ciò comporta che vi siano attentati contro cristiani, musulmani o ebrei come in questo caso. In secondo luogo è evidente come vi sia un accanimento contro le radici giudaico-cristiane dell’Occidente, che si manifestano in questo modo. Il problema è che mentre fino a poco tempo fa gli attacchi contro cristiani ed ebrei avvenivano soprattutto dove questi sono minoranze, come in Medio Oriente, adesso avvengono anche in Occidente.

Rosati: Non è isolato, ma occorre comprendere bene il fenomeno dei “lupi solitari”. Non vi è un’organizzazione internazionale dietro a questi assassini neonazisti, ma è un fenomeno con più cause: la prima è un imbarbarimento generale del dibattito pubblico, anche in relazione allo hate speech; un’altra è la costante sottovalutazione delle organizzazioni giovanili neofasciste. Il lupo solitario è frutto di una larga diffusione di determinate idee su internet e/o nel dibattito mainstream, e di un contesto politico e culturale che non estromette i discorsi d’odio e le posizioni esplicitamente o cripticamente fasciste. A volte i terroristi di questo tipo sono sì delle persone emotivamente disturbate, che però sono passate attraverso movimenti forum su internet o partiti di destra: Luca Traini, l’attentatore di Macerata, era stato candidato con la Lega nel suo paese e aveva frequentato manifestazioni di gruppi neofascisti come CasaPound, mentre lo stragista norvegese Anders Breivik era stato iscritto al Partito del Progresso, la più importante formazione razzista del suo parlamento nazionale.

Cosa pensate degli attacchi diretti a Liliana Segre? Secondo voi esiste un problema di antisemitismo in Italia?

Giubilei: Io credo che la stragrande maggioranza degli italiani sia fatta da gente perbene che rispetta il popolo ebraico. Poi ci sono sempre dei fanatici che esprimono posizioni offensive che purtroppo vengono spesso amplificate dal web.

Rosati: In Italia vi è un grave problema di xenofobia e razzismo, dovuti alla crisi economica. In questo contesto l’antisemitismo è nuovamente tornato attraverso una narrazione distorta della difficile fase socio-economica, per cui si è passati dal criticare aspramente “l’usura” delle banche ad attaccare le oscure “elite” finanziarie, e in particolare personaggi di origine ebraica come George Soros, accusato di voler distruggere l’identità europea finanziando le Ong, i partiti e i giornali a favore della “Grande Sostituzione Etnica”, del “Complotto Gender” o del “Globalismo”. Oppure basta vedere come vengono trattati giornalisti come Gad Lerner quando provano a fare reportage sulle formazioni di destra, in primis La Lega.

Come si fa a distinguere la destra radicale da quella moderata?

Giubilei: Come spiegava lo scrittore e giornalista Giuseppe Prezzolini, non esiste una sola destra ma tante destre, spesso divise sui temi economici o sulla politica estera; oggi, in particolare, sono divise su quali rapporti avere con gli Stati Uniti e sulla questione israelo-palestinese.

Rosati: Negli ultimi 15-20 anni si è ridotto il confine tra destra conservatrice e radicale; in Occidente questo processo è iniziato dopo l’11 Settembre, in Italia dalla metà degli anni ’90 (con la vittoria della coalizione di destra plurale di Berlusconi-Bossi-Fini), per cui idee che una volta erano limitate a piccoli circoli di destra radicale oggi sono al centro dei programmi dei maggiori partiti, come la Lega o tra i Repubblicani americani sotto Trump.

Hatikwa è una rivista giovanile: quali dovrebbero essere le maggiori preoccupazioni dei giovani ebrei italiani?

Giubilei: Come per tutti i giovani italiani, le grandi sfide sono da un lato il problema del lavoro, e dall’altro la perdita dell’identità.

Rosati: Dovrebbero preoccuparsi del fatto che oggi è difficile staccare il razzismo da posizioni antisemite contemporanee e negazioniste, perché parliamo di un unico blocco di pensiero molto radicato nella cultura di destra occidentale e che ha contagiato, purtroppo, la narrazione mainstream della crisi economica e della globalizzazione.


Consiglio UGEIConsiglio UGEI14 Novembre 2019
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HaTikwa – Care ugeine, cari ugeini,

finalmente a mente fredda mi trovo a scrivervi questo messaggio. Avrei voluto farlo appena finito l’evento, ma la stanchezza accumulata ha avuto la meglio. Domenica si è concluso il JIR-Jewish International R(h)ome. Sono stati tre giorni indimenticabili che porterò sempre nel mio cuore.
Se a gennaio qualcuno avesse ipotizzato la realizzazione di questo evento, probabilmente sarei scoppiata a ridere. Il primo anno di presidenza, appena ventenne e con pochissimi contatti all’estero. Sarebbe stata una vera utopia. Però il network ebraico internazionale è sempre stato un punto fisso di questo Consiglio, per questo abbiamo deciso di inviare i nostri rappresentanti in giro per l’Europa durante tutto l’anno e comprendere come lavorano e collaborano le altre unioni ebraiche giovanili. E così da Zurigo passando per Malaga con scalo a Washington, qualcosa ha cominciato a cambiare. Le relazioni internazionali iniziavano a essere serrate, l’interesse dall’estero fondato, e tutto prendeva un’altra forma. Un grande evento internazionale promosso da UGEI non era così impossibile. Impegno e dedizione hanno portato i loro frutti. Ringrazio i miei consiglieri per lo sforzo e le pressioni che hanno dovuto sopportare per la realizzazione di questa manifestazione. E soprattutto, noi consiglieri tenevamo a ringraziare tutte e tutti voi per aver reso possibile e memorabile questo evento. Grazie per averci fatto assaporare quell’atmosfera serena e armoniosa che non si gustava da tempo. Grazie per averci fatto sentire una vera famiglia. Il vostro sorriso è la ricompensa più grande. Ci vediamo al Congresso.

 

Keren Perugia, Presidente UGEI


Consiglio UGEIConsiglio UGEI13 Novembre 2019

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Con la presente, ai sensi dell’art. 15 dello Statuto UGEI si procede alla convocazione del XXV Congresso Ordinario in data 13-15 dicembre 2019 a Firenze con il seguente ordine del giorno:

1-Relazione Presidente, relazione Tesoriere e Revisori dei conti;

2-Proposte di mozioni e di modifiche statutarie degli art. 1, art. 4, art. 5, art. 6, art. 8, art. 9,art. 10, art. 11, art. 12, art. 16, art. 17, art. 21, art. 22, art. 23, art. 24, art. 25, art. 26, art. 26bis, art. 34, art. 35;

3-Vari ed eventuali;

4-Elezione del nuovo Consiglio UGEI e rinnovo dei Revisori dei conti per il 2020


Consiglio UGEIConsiglio UGEI12 Novembre 2019
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HaTikwa – Un evento simile non si era ancora visto in Italia: la manifestazione internazionale J.I.R. Jewish International R(h)ome, che si è tenuta dall’8 al 10 novembre a Roma, promossa dall’Unione Giovani Ebrei d’Italia in collaborazione con EUJS European Union of Jewish Students, WUJS World Union of Jewish Students, ARIEL – Union of Jewish Students Geneva, RUJS Russian Union of Jewish Students, Delet Assessorato ai Giovani CER e Masa Israel ha contato centinaia di partecipanti attivi provenienti dalle varie comunità ebraiche italiane e da decine di altre comunità ebraiche europee.

Lo Shabbaton ha riunito infatti all’interno delle mura della Sala Pitigliani oltre 200 ragazze e ragazzi provenienti da 22 nazioni. Uno Shabbat dallo spirito ebraico e dal carattere internazionale, con workshop e attività numerose che hanno visto la partecipazione straordinaria del Presidente mondiale degli studenti ebrei (WUJS) Avigayil Bernstein, il neoeletto board dell’European Union of Jewish Students, il Presidente dei giovani russi, Shota Mirilashvili e il Consiglio giovanile ebraico di Ginevra.

I giovani partecipanti, europei e non, sono rimasti affascinati dalla ricchezza culturale che la Comunità ebraica di Roma ha avuto da offrire. Dalle preghiere svolte nel Tempio Maggiore, al tour nell’antico Ghetto, per continuare con le specialità culinarie tipiche della cucina giudaica romanesca.

Un traguardo altrettanto straordinario è stato raggiunto sabato sera al party conclusivo JIR Exclusive Party in collaborazione con Delet Assessorato ai Giovani C.E.R. che ha avuto luogo nell’elegante location Shari Vari, dove il numero di partecipanti si è raddoppiato. Da anni non si registrava tale mobilitazione, una partecipazione che ha superato ogni aspettativa.

“Siamo orgogliosi e molto soddisfatti del grandissimo successo che questo Shabbaton ha riscosso. La partecipazione sia dei ragazzi italiani che dei ragazzi stranieri è andata oltre ogni più rosea aspettativa. Per tutto il weekend abbiamo respirato un clima di gioia e lo Shabbat passato tutti insieme è stato davvero indimenticabile ed emozionante. Lo Shabbaton ha visto la sua massima partecipazione al grande party a cui hanno partecipato circa 400 persone”, ha dichiarato la Presidente dell’Ugei, Keren Perugia.

“Siamo felici e orgogliosi di aver accolto questo importante evento nella nostra Italia, nella Comunità ebraica più antica d’Europa. Siamo riusciti ad abbattere i confini, fisici e culturali, che esistevano tra noi. Siamo riusciti a connettere centinaia di giovani ebrei europei e gettare così le basi per un network vincente. Ma non è finita qui, siamo già all’opera per il prossimo evento. Seguiteci!”, ha aggiunto Ruben Spizzichino, Vicepresidente dell’Ugei.

“Obbiettivo raggiunto!”, ha concluso Raffaele Rubin, Assessore alle Politiche Giovanili della Comunità Ebraica di Roma. “Vogliamo dare sempre più strumenti ai nostri ragazzi, a breve si formerà la Commissione Giovani che per me è una parte fondamentale. Ho voglia di sentire i ragazzi, ho voglia di creare questo laboratorio di idee in cui ognuno potrà dire la sua. Già vi anticipo che l’obiettivo è di fare presto un altro evento per i ragazzi un pelino più grandi, proprio per pensare a tutti quanti.”


Consiglio UGEIConsiglio UGEI6 Novembre 2019
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HaTikwà (Redazione) – Lo scorso venerdì 25 ottobre ha aperto i lavori la storica manifestazione “Spirito di Assisi”, tenuto per la prima volta nella città d’Assisi il 27 ottobre 1986 su istanza di Papa Paolo Giovanni II e giunto alla sua 33° edizione. L’iniziativa è frutto dell’incontro tra i rappresentanti delle diverse religioni riunite assieme con lo scopo comune di pregare per la pace.

La tre giorni interreligiosa è iniziata venerdì 25 ottobre alle 10:15 presso il Salone papale del Sacro Convento, Basilica di San Francesco, con il panel “Quale Economia a partire dalle fedi“. Tra i relatori della tavola rotonda Alessandro Busti per la fede Baha’i, Yasmin Doghri  in rappresentanza dell’Islam, Alessio Lanfaloni per i cattolici e Graziano Di Nepi, Tesoriere dell’Unione Giovani Ebrei d’italia.

Il dibattito è stato preceduto dal vivace scambio di idee tra il Vescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino, Mons. Domenico Sorrentino e la Prof.ssa Annarita Caponera, docente di Ecumenismo e Dialogo Interreligioso, la quale ha evidenziato l’importanza dei precetti religiosi nel circuito economico odierno e come ricercare un’economia alternativa a quella di mercato dominante.

La conversazione entra nel vivo quando il moderatore, Tonio Dell’Olio, Presidente della Commissione Spirito di Assisi, pone a Graziano Di Nepi la seguente domanda: “Il popolo ebraico è spesso oggetto di caricature e barzellette in temi patrimoniali, io ritengo che questo non abbia fondamento storico, ma  perché si è sviluppata questa idea?”. Per il Tesoriere dell’UGEI, tale pregiudizio è fortemente radicato nella storia: il Popolo Ebraico è sempre stato per antonomasia errante e sempre costretto a dover cambiare regione in modo estremamente repentino. A tal proposito, la maggior parte dei mezzi economici e di pagamento dovevano avere la peculiarità di essere perfettamente mobili e di non essere soggetti a confische ed espropri. Inoltre – prosegue Di Nepi – gli unici lavori permessi agli ebrei durante il periodo del Ghetto erano la vendita di stracci e l’usura. Quest’ultima ha certamente incentivato una visione collettiva miope e bigotta. “Nonostante le mura dei ghetti siano state abbattute, le mura più difficili da distruggere sono quelle dei pregiudizi”, ha concluso il giovane Tesoriere.

La discussione è proseguita con domande di carattere generale rivolte alla fede Baha’i e poi con la spiegazione da parte di Yasmin Doghri sulle dinamiche islamiche in campo economico e in particolare sul principio della “Zakat”,  l’obbligo religioso prescritto dal Corano di “purificazione” della propria ricchezza tramite donazione di una piccola quota del proprio patrimonio.

In conclusione è stato ripreso il tema dell’economie alternative a quelle di mercato. Lampante è l’esempio citato da Di Nepi:” In Israele  è stata attuata per un periodo la logica del Kibbutz, una piccola società basata sul capitale umano dei partecipanti con scambi esterni ridotti al minimo. Le regole economiche sarebbero in realtà già scritte nei testi sacri bisognerebbe solamente applicarle con cognizione di causa”.

 

E così, tra la meraviglia e la soddisfazione della folta platea, volge al termine la tavola rotonda dei giovani leader religiosi. Con la consapevolezza che solo attraverso un impegno comune potremo costruire un mondo migliore.

 

 



UGEI

L’Unione Giovani Ebrei d’Italia coordina ed unisce le associazioni giovanili ebraiche ed i giovani ebrei che ad essa aderiscono.


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