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Consiglio UGEIConsiglio UGEI28 ottobre 2018
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L’Unione Giovani Ebrei d’Italia ha appreso inorridita quanto accaduto ieri nella sinagoga Tree of Life di Pittsburgh, in Pennsylvania, Stati Uniti.

Ci stringiamo alla comunità ebraica e alle famiglie delle vittime. I luoghi di culto sono da sempre simbolo di pace e luogo di rifugio, e la loro violazione è un abominevole segno di intolleranza. Atti di violenza insensata, inaccettabili in qualunque circostanza, e usati troppo spesso come tattica di divisione tra i popoli.

Possa il ricordo di tutte le vittime della strage di Pittsburgh essere di benedizione.

La Presidente Carlotta Micaela Jarach

28 ottobre 2018


Consiglio UGEIConsiglio UGEI8 agosto 2018
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Ultima sera. Pub: divertirsi non è mai stato un problema per il gruppo Taglit 2018.
Fra balli, risate e canzoni cantate a squarciagola, anche questa notte è passata…

Abbiamo parlato a lungo delle famose Start-Up israeliane, con l’ambasciatore italiano per esempio, e oggi abbiamo avuto la fortuna di incontrare un ragazzo che, insieme al suo migliore amico, ha fondato un nuovo tipo di social network, che non si basa sulle connessioni wireless ma sulle relazione vere e personali. La loro Start-Up è BKind, il suo funzionamento è semplice, bisogna registrare la loro carta, normale carta plastificata grande come una di credito. Il passaggio avviene quando una qualunque persona compie una buona azione nei tuoi confronti per il solo piacere di aiutare, senza secondi fini, a quel punto riceve la carta per donarla a sua volta quando vorrà. (Vi invitiamo a controllare il loro sito e a informarmi su questa bella iniziativa, BKind.com)

È giunto il momento nel quale i pensieri razionali e le conoscenze da noi apprese lasciano spazio ai sentimenti che sempre sopraggiungo alla fine di un’esperienza così intensa. Può sembrare banale, possono sembrare parole senza significato, ma credetemi, il gruppo che si è venuto a formare è davvero una grande famiglia. Sono passati 10 giorni ed è difficile racchiudere tutti i pensieri in un breve articolo, figurarsi in una sola parola, ma una cosa è certa: certi legami non si possono spezzare una volta tornati da questo viaggio. È un filo che unisce tutti quanti.

Saliamo nuovamente sul pullman, è proprio questo il luogo cardine del viaggio,  un posto fisso in cui ci sentiamo liberi, ma che allo stesso tempo ci porta in giro per Israele. Fra una canzone e l’altra si iniziano a vedere le prime facce tristi, i primi pianti e anche i primi abbracci che promettono di essere solo un arrivederci. Magari non ci vedremo per lunghi periodi, ma sicuramente ci sarà un momento in cui ci riuniremo per ricordare e gioire insieme una volta di più.

Non esiste una chiusura degna per concludere a parole questa esperienza, ma quello che si può fare è invitare tutte le persone che leggeranno questo articolo a partecipare al Taglit e se non possono, di proporre questo viaggio ai propri figli, nipoti e conoscenti che hanno un minimo legame con Israele e l’ebraismo.

Un ultimo ma doveroso pensiero va ai nostri super madrichim, Alessia e Yehonatan, e alla fantastica Naama che ci ha presi per mano e guidati dentro le storie e i racconti di questo meraviglioso paese. Grazie davvero di cuore!

L’anno prossimo a Gerusalemme!

Simone Israel


Consiglio UGEIConsiglio UGEI4 giugno 2018
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“The Racist Law” è il nome del convegno tenutosi domenica 27 maggio a Roma, presso il MAXXI. Il tema della conferenza è stato l’antisemitismo, in particolare nel contesto della storia italiana.

Inizia con i saluti dell’Ambasciatore nonché capo della delegazione italiana IHRA (International Holocaust Remembrance Alliance) Sandro De Bernardin a della Presidentessa UCEI Noemi Di Segni, i quali introducono il tema dell’antisemitismo, ponendo come punto di domanda e riflessione, come e quando vederne i primi segnali nella nostra società. Sono seguiti gli interventi dei numerosi ospiti, che hanno affrontato l’argomento da diversi punti di vista. Steve Katz, esperto americano della storia della Shoah ha fornito un’introduzione storica dell’antisemitismo. Partendo dalla concezione apostolica degli ebrei, sviluppa un discorso in tappe storiografiche, passando per il medioevo, la rivoluzione francese, fino al XX secolo. Con il cristianesimo nasce la concezione metafisica dell’ebreo, quella parte di umanità che ha rifiutato la rivelazione messianica. Il deicidio come colpa ontologica rende l’ebreo colpevole e crudele per natura agli occhi della popolazione europea. La sua condizione di diverso e malvagio sembrerebbe apparentemente trovare la sua fine con le rivoluzioni americana e francese e la conseguente emancipazione; ma ne fa invece seguito un antisemitismo diverso, su base etniconazionale prima, per poi raggiungere il culmine fra le due guerre mondiali, con l’antisemitismo razzista su base biologica. Segue l’intervento dell’ex premier Giuliano Amato, che inizia il suo discorso ragionando sulla “differenziazione” e la “discriminazione” in ambito legale. La differenziazione non è un male di per sé, siamo tutti ugualmente diversi, ma lo diventa quando diventa presupposto di discriminazione, favorendo un gruppo e perseguitando un altro. Il percorso per l’uguaglianza è stato lungo e non è ancora completamente raggiunto. Riflette sull’importanza del linguaggio giuridico, non sempre rispecchiato nei comportamenti degli individui, ma comunque alla base della giustizia sociale. Sottolinea, infine, la differenza fra il razzismo usato nel corso dei secoli per la sottomissione dei popoli diversi dal proprio e l’antisemitismo del XX secolo; il primo con il fine di sfruttamento dei diversi e del consolidamento di società gerarchizzate; il secondo con il fine della totale eliminazione degli ebrei. Il discorso inizia quindi a focalizzarsi sulle leggi razziste. A contestualizzarle all’interno del regime fascista è l’intervento successivo della professoressa Lucia Ceci, insegnante di Storia a Tor Vergata, che descrive i “testi di legge organica su Eritrea a Somalia”, del 1933. E’ a partire da questi infatti che inizia a comparire il linguaggio razzista all’interno del regime. Con la conquista dell’Etiopia, l’Italia diventa razzista; la legislazione antiebraica rappresenta un salto di qualità, non considerabile una conseguenza inevitabile della legislazione razzista coloniale, ma nel clima culturale della quale si inserisce. Il professor Francesco Cassata ha invece spiegato il ruolo dell’eugenetica, soffermandosi sull’influenza del cattolicesimo nell’eugenetica italiana. A dare informazioni tecniche e dettagliate sulle leggi razziste del 1938 è Michele Sarfatti, con l’intervento conclusivo della prima sessione.

La seconda sessione inizia con l’intervento di Roberto Finzi, professore di storia economica, sulla sorte dei professori universitari ebrei cacciati con le leggi razziste. Il mondo universitario italiano non ha mai fatto i conti con questa vicenda. Un’occasione di rinnovamento mancato, quello che successe nel dopoguerra. Casi tragici come il caso Terni ne sono emblema. Una parentesi del rapporto fra Chiesa e persecuzioni razziste durante la seconda guerra mondiale viene fornita dal Professor Melloni (università di Modena). Gli speaker successivi riprendono una prospettiva più internazionale, con l’intervento di Michel Rosenfeld sull’antisemitismo e la discriminazione razzista in America, del professor Shaub sulla discriminazione nei confronti dei convertiti nel mondo ispanico e del Professor Ten Have sulle legislazioni razziste nei paesi occupati, con l’esempio particolare dell’Olanda. A concludere il seminario è l’intervento (fuori programma) di Yehuda Bauer, per decenni capo delle ricerche storiche dello Yad Vashem e fondatore di IHRA, con un sollecito legare tutta la teoria esposta durante la giornata con quello che è la realtà quotidiana: l’antisemitismo non è sempre presente e non va dato per scontato, ma quando c’è, è importante saperlo affrontare

Una conferenza dunque ricca di spunti di riflessioni e di ricordo degli eventi passati. L’antisemitismo va e viene nel corso della storia e dei popoli, ma conoscendo il passato e comprendendone le dinamiche saremo pronti ad affrontare il futuro.

Giulio Piperno


Consiglio UGEIConsiglio UGEI31 maggio 2018
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L’Unione Giovani Ebrei d’Italia accoglie con piacere l’invito dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai e il Vicepresidente Ruben Spizzichino, nella sua carica di Consigliere al Dialogo interreligioso, parteciperà alla conferenza stampa del 5 giugno “Appello per la pace”, formulato congiuntamente dal Premio Nobel per la Pace Adolfo Perez Esquivel, vicino a Papa Francesco e al leader buddista della Soka Gakkai Internazionale Daisaku Ikeda.

Mercoledì 6 giugno inoltre Esquivel e il figlio di Ikeda, Hiromasa, in rappresentanza del padre, incontreranno i giovani per poter condividere e affidare loro l’appello.

L’evento è aperto a tutti.

Vi aspettiamo numerosi all’Ex Dogana, Viale dello Scalo S. Lorenzo 10, Roma dalle ore 19:30.

È gradita la conferma a info@ugei.it


Consiglio UGEIConsiglio UGEI27 aprile 2018
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Ciao a tutti! Mi presento, sono Elias, ho 23 anni, vivo a Padova e… sono ebreo! So che quest’ultima affermazione sembrerà strana ai più e magari vi strapperà una risatina visto che l’articolo è pubblicato proprio sul giornale dell’UGEI. Ma credetemi, in confronto a città più grandi quali Milano e Roma, dove le comunità sono ben più numerose e la vita ebraica è molto più rigogliosa, qua a Padova siamo davvero quattro gatti! In passato mi era già capitato di partecipare a diversi momenti, che avevano come obiettivo principale raggruppare noi gruppetti di ragazzi ebrei delle comunità più piccole e cercare di rinvigorire e di mantenere attiva la nostra vita ebraica. Col passare del tempo, per varie ragioni, mi sono purtroppo allontanato da queste iniziative, fino a smettere totalmente di frequentarle.

Tornando al presente: a distanza di una decina d’anni, il buon Giulio Piperno da Roma si è scoperto dal nulla studiare a Padova. Lo avevo conosciuto a un campeggio della Shomer anni fa, ed è stato lui che, dopo un po’ di tentennamenti, è riuscito a convincermi a partecipare allo Shabbatton qui a Padova dal 13 al 15 aprile. All’inizio ero un po’ scettico all’idea, prevalentemente per la paura di dovermi confrontare con altri ragazzi molto più presenti di me a queste iniziative, perché pensavo che questo potesse farmi sentire un pesce fuor d’acqua.

Che dire, le mie erano inutili preoccupazioni. Anzi, mi ha fatto assai piacere riavvicinarmi e riscoprire questa realtà dalla quale da tempo mi ero allontanato! Tanto che ci è voluto pochissimo a convincermi a iscrivermi a Lag Ba’Omer in Toscana! Perciò per concludere in primis vorrei ringraziare Giulio per avermi spronato a partecipare. In secundis, mi rivolgo a voi ragazzi, che come me appartenete alle comunità più piccole e che magari proprio per questo motivo come me vi siete allontanati dalla vita ebraica: partecipate agli Shabbattonim e in generale a queste iniziative, se ne avete l’occasione. Si sta in buona compagnia, ci si diverte e, ribadisco, gli ebrei di Roma e Milano non mordono!

Un saluto a tutti e, per chi viene, ci si vede a Lag Ba’Omer!!

Elias Babad



UGEI

L’Unione Giovani Ebrei d’Italia coordina ed unisce le associazioni giovanili ebraiche ed i giovani ebrei che ad essa aderiscono.


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