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Consiglio UGEIConsiglio UGEI13 dicembre 2018
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Come Unione Giovani Ebrei d’Italia, in relazione a quanto accaduto a Roma, nella notte tra il 9 e il 10 dicembre, abbiamo contattato la Presidente dell’Associazione Arte in Memoria, Adachiara Zevi, che si occupa del collocamento delle pietre di inciampo: per dimostrare la nostra resilienza, UGEI ha dato così avvio ad una raccolta fondi allo scopo di restituire a Roma un pezzo importante del suo passato. L’iniziativa mira al coinvolgimento di tutti: basta collegarsi al sito www.ugei.it/donazioni ed è possibile devolvere una qualsiasi cifra tramite PayPal. Oppure, tramite normale bonifico bancario con la causale “Pietre” a: U.G.E.I. UNIONE GIOVANI EBREI D’ITALIA, IBAN: IT 47 X 02008 05205 000102513201. BIC/SWIFT: UNCRITM1706

Per maggiori informazioni: info@ugei.it

Carlotta Micaela Jarach
Presidente UGEI

 


Consiglio UGEIConsiglio UGEI10 dicembre 2018
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Milano,  10 dicembre 2018

La Shoah è stata esattamente questo: vilipendio non solo della persona fisica, ma anche della sua umanità, e in ultima analisi della sua memoria. Ciò che è accaduto stanotte è un atto vandalico senza dubbio: di stampo antisemita? Non se ne ha la certezza, ma è la pista più probabile. Curiosa però la tempistica: il 10 dicembre è la giornata dei diritti umani, poiché fu firmata oggi, nel 1948, la Dichiarazione Universale dei Diritti umani promossa dalle Nazioni Unite. A 70 anni da allora, ciò indica, forse, che per alcuni non tutti gli esseri umani hanno uguali diritti?

Oggi sono stati pubblicati i risultati dell’indagine sull’antisemitismo portata avanti dall’European Union Agency for Fundamental Rights: il 90% degli ebrei europei percepisce un aumento di antisemitismo in Europa, e il 30% ne è stato vittima. Sono dati che dovrebbero fare riflettere soprattutto chi sfrutta l’odio e la paura per il proprio tornaconto politico. Ci sarà un presidio silenzioso stasera in via Madonna dei Monti 82, davanti a dove erano state installate le pietre quasi sette anni fa, promosso dall’Associazione Arte in Memoria e il primo municipio di Roma. Crediamo che la partecipazione sia doverosa per dare un segnale, ed è per questo che UGEI aderisce, a fianco della comunità ebraica di Roma e dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane. Invitiamo la società civile nel suo insieme a partecipare al nostro fianco.

 

Carlotta Micaela Jarach
Presidente Unione Giovani Ebrei d’Italia


Consiglio UGEIConsiglio UGEI28 ottobre 2018
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L’Unione Giovani Ebrei d’Italia ha appreso inorridita quanto accaduto ieri nella sinagoga Tree of Life di Pittsburgh, in Pennsylvania, Stati Uniti.

Ci stringiamo alla comunità ebraica e alle famiglie delle vittime. I luoghi di culto sono da sempre simbolo di pace e luogo di rifugio, e la loro violazione è un abominevole segno di intolleranza. Atti di violenza insensata, inaccettabili in qualunque circostanza, e usati troppo spesso come tattica di divisione tra i popoli.

Possa il ricordo di tutte le vittime della strage di Pittsburgh essere di benedizione.

La Presidente Carlotta Micaela Jarach

28 ottobre 2018


Consiglio UGEIConsiglio UGEI8 agosto 2018
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Ultima sera. Pub: divertirsi non è mai stato un problema per il gruppo Taglit 2018.
Fra balli, risate e canzoni cantate a squarciagola, anche questa notte è passata…

Abbiamo parlato a lungo delle famose Start-Up israeliane, con l’ambasciatore italiano per esempio, e oggi abbiamo avuto la fortuna di incontrare un ragazzo che, insieme al suo migliore amico, ha fondato un nuovo tipo di social network, che non si basa sulle connessioni wireless ma sulle relazione vere e personali. La loro Start-Up è BKind, il suo funzionamento è semplice, bisogna registrare la loro carta, normale carta plastificata grande come una di credito. Il passaggio avviene quando una qualunque persona compie una buona azione nei tuoi confronti per il solo piacere di aiutare, senza secondi fini, a quel punto riceve la carta per donarla a sua volta quando vorrà. (Vi invitiamo a controllare il loro sito e a informarmi su questa bella iniziativa, BKind.com)

È giunto il momento nel quale i pensieri razionali e le conoscenze da noi apprese lasciano spazio ai sentimenti che sempre sopraggiungo alla fine di un’esperienza così intensa. Può sembrare banale, possono sembrare parole senza significato, ma credetemi, il gruppo che si è venuto a formare è davvero una grande famiglia. Sono passati 10 giorni ed è difficile racchiudere tutti i pensieri in un breve articolo, figurarsi in una sola parola, ma una cosa è certa: certi legami non si possono spezzare una volta tornati da questo viaggio. È un filo che unisce tutti quanti.

Saliamo nuovamente sul pullman, è proprio questo il luogo cardine del viaggio,  un posto fisso in cui ci sentiamo liberi, ma che allo stesso tempo ci porta in giro per Israele. Fra una canzone e l’altra si iniziano a vedere le prime facce tristi, i primi pianti e anche i primi abbracci che promettono di essere solo un arrivederci. Magari non ci vedremo per lunghi periodi, ma sicuramente ci sarà un momento in cui ci riuniremo per ricordare e gioire insieme una volta di più.

Non esiste una chiusura degna per concludere a parole questa esperienza, ma quello che si può fare è invitare tutte le persone che leggeranno questo articolo a partecipare al Taglit e se non possono, di proporre questo viaggio ai propri figli, nipoti e conoscenti che hanno un minimo legame con Israele e l’ebraismo.

Un ultimo ma doveroso pensiero va ai nostri super madrichim, Alessia e Yehonatan, e alla fantastica Naama che ci ha presi per mano e guidati dentro le storie e i racconti di questo meraviglioso paese. Grazie davvero di cuore!

L’anno prossimo a Gerusalemme!

Simone Israel


Consiglio UGEIConsiglio UGEI4 giugno 2018
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“The Racist Law” è il nome del convegno tenutosi domenica 27 maggio a Roma, presso il MAXXI. Il tema della conferenza è stato l’antisemitismo, in particolare nel contesto della storia italiana.

Inizia con i saluti dell’Ambasciatore nonché capo della delegazione italiana IHRA (International Holocaust Remembrance Alliance) Sandro De Bernardin a della Presidentessa UCEI Noemi Di Segni, i quali introducono il tema dell’antisemitismo, ponendo come punto di domanda e riflessione, come e quando vederne i primi segnali nella nostra società. Sono seguiti gli interventi dei numerosi ospiti, che hanno affrontato l’argomento da diversi punti di vista. Steve Katz, esperto americano della storia della Shoah ha fornito un’introduzione storica dell’antisemitismo. Partendo dalla concezione apostolica degli ebrei, sviluppa un discorso in tappe storiografiche, passando per il medioevo, la rivoluzione francese, fino al XX secolo. Con il cristianesimo nasce la concezione metafisica dell’ebreo, quella parte di umanità che ha rifiutato la rivelazione messianica. Il deicidio come colpa ontologica rende l’ebreo colpevole e crudele per natura agli occhi della popolazione europea. La sua condizione di diverso e malvagio sembrerebbe apparentemente trovare la sua fine con le rivoluzioni americana e francese e la conseguente emancipazione; ma ne fa invece seguito un antisemitismo diverso, su base etniconazionale prima, per poi raggiungere il culmine fra le due guerre mondiali, con l’antisemitismo razzista su base biologica. Segue l’intervento dell’ex premier Giuliano Amato, che inizia il suo discorso ragionando sulla “differenziazione” e la “discriminazione” in ambito legale. La differenziazione non è un male di per sé, siamo tutti ugualmente diversi, ma lo diventa quando diventa presupposto di discriminazione, favorendo un gruppo e perseguitando un altro. Il percorso per l’uguaglianza è stato lungo e non è ancora completamente raggiunto. Riflette sull’importanza del linguaggio giuridico, non sempre rispecchiato nei comportamenti degli individui, ma comunque alla base della giustizia sociale. Sottolinea, infine, la differenza fra il razzismo usato nel corso dei secoli per la sottomissione dei popoli diversi dal proprio e l’antisemitismo del XX secolo; il primo con il fine di sfruttamento dei diversi e del consolidamento di società gerarchizzate; il secondo con il fine della totale eliminazione degli ebrei. Il discorso inizia quindi a focalizzarsi sulle leggi razziste. A contestualizzarle all’interno del regime fascista è l’intervento successivo della professoressa Lucia Ceci, insegnante di Storia a Tor Vergata, che descrive i “testi di legge organica su Eritrea a Somalia”, del 1933. E’ a partire da questi infatti che inizia a comparire il linguaggio razzista all’interno del regime. Con la conquista dell’Etiopia, l’Italia diventa razzista; la legislazione antiebraica rappresenta un salto di qualità, non considerabile una conseguenza inevitabile della legislazione razzista coloniale, ma nel clima culturale della quale si inserisce. Il professor Francesco Cassata ha invece spiegato il ruolo dell’eugenetica, soffermandosi sull’influenza del cattolicesimo nell’eugenetica italiana. A dare informazioni tecniche e dettagliate sulle leggi razziste del 1938 è Michele Sarfatti, con l’intervento conclusivo della prima sessione.

La seconda sessione inizia con l’intervento di Roberto Finzi, professore di storia economica, sulla sorte dei professori universitari ebrei cacciati con le leggi razziste. Il mondo universitario italiano non ha mai fatto i conti con questa vicenda. Un’occasione di rinnovamento mancato, quello che successe nel dopoguerra. Casi tragici come il caso Terni ne sono emblema. Una parentesi del rapporto fra Chiesa e persecuzioni razziste durante la seconda guerra mondiale viene fornita dal Professor Melloni (università di Modena). Gli speaker successivi riprendono una prospettiva più internazionale, con l’intervento di Michel Rosenfeld sull’antisemitismo e la discriminazione razzista in America, del professor Shaub sulla discriminazione nei confronti dei convertiti nel mondo ispanico e del Professor Ten Have sulle legislazioni razziste nei paesi occupati, con l’esempio particolare dell’Olanda. A concludere il seminario è l’intervento (fuori programma) di Yehuda Bauer, per decenni capo delle ricerche storiche dello Yad Vashem e fondatore di IHRA, con un sollecito legare tutta la teoria esposta durante la giornata con quello che è la realtà quotidiana: l’antisemitismo non è sempre presente e non va dato per scontato, ma quando c’è, è importante saperlo affrontare

Una conferenza dunque ricca di spunti di riflessioni e di ricordo degli eventi passati. L’antisemitismo va e viene nel corso della storia e dei popoli, ma conoscendo il passato e comprendendone le dinamiche saremo pronti ad affrontare il futuro.

Giulio Piperno



UGEI

L’Unione Giovani Ebrei d’Italia coordina ed unisce le associazioni giovanili ebraiche ed i giovani ebrei che ad essa aderiscono.


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