Immagine

Consiglio UGEIUGEI13 Giugno 2018
31956997_10156278028398446_6252568893655613440_o-1280x1707.jpg

4min1456

Appena ho visto che l’UGEI offriva l’opportunità di andare dieci giorni negli USA ne ho subito approfittato. Ho così deciso di rispondere al bando presentato ai giovani ebrei italiani da ADL, Anti-Defamation League, per partecipare alla delegazione europea: non conoscevo ADL prima d’ora, ma dopo una breve ricerca non ho avuto esitazioni. ADL infatti nello specifico è un’organizzazione non governativa internazionale ebraica con sede negli Stati Uniti che si occupa, tra le tante cose, di combattere l’antisemitismo e tutte le forme di pregiudizio religioso soprattutto attraverso istruzione ed educazione. Proprio per questo obiettivo, hanno organizzato il programma “First Responders Programme”, ovvero come salvaguardare la cultura ebraica e saper interagire con reazioni antisemite all’interno della propria comunità d’appartenenza. Sentivo di dover partecipare, perché penso che saper contrastare e difendere la propria comunità da discriminazioni razziste e antisemite sia molto importante e soprattutto poter trasmettere ad altri cosa ho imparato durante questa esperienza sia di rilevante importanza.

Sono tornato ormai da Washington un mese fa, e non esito a dire che sono stati semplicemente dieci giorni fantastici. Da questo viaggio porto con me molte cose tra cui l’esperienza di poter dire di aver visto gli Stati Uniti con occhi diversi da quelli del classico turista. La conferenza più interessante alla quale ho partecipato è senz’altro quella all’interno di Capitol Hill. Entrare all’interno del parlamento americano e poter esprimere la propria identità ebraica e soprattutto parlarne con parlamentari e senatori non è certamente una cosa da tutti i giorni. Mi è piaciuta soprattutto perché si nota che negli Stati Uniti è diffusa una forte identità ebraica: inoltre, parlare con senatori americani è senz’altro un’esperienza molto particolare e affascinante di cui pochi possono usufruire. Sono ufficialmente entrato a far parte di un gruppo di persone provenienti da tutta Europa e anzi alla fine dell’esperienza posso dire di aver trovato una seconda famiglia. Tutt’ora ci teniamo in contatto e abbiamo dei progetti insieme. Penso che lo scopo di questa esperienza fosse proprio questo, unire varie comunità provenienti da tutto il mondo e far sì che collaborino in futuro.

Questa esperienza è stata per me molto formativa dal punto di vista ebraico perché mi fa capire che non siamo soli e che ogni nazione ha problemi di antisemitismo che vengono contrastati in maniera diversa ma soprattutto che ci sono realtà come ADL che si occupano di aiutare e proteggere l’identità ebraica. Ti senti di far parte di qualcosa. Grazie all’UGEI ho così potuto approfondire la conoscenza e l’incontro con le altre unioni giovanili europee per elaborare briefing su come comportarsi in periodi storici e sensibili come questi. Penso che non sia un’opportunità da perdere, ma non è per tutti. Bisogna davvero avere a cuore la propria comunità e conoscerla bene, in modo da farla conoscere anche ad altri. Se verrà riproposto, consiglio a chiunque parta di essere molto motivato perché non è una vacanza ma quasi un lavoro, ma è sicuramente molto formativo da tutti i punti di vista.

Ruben Veneziani 
abita a Roma e studia ingegneria delle telecomunicazioni alla Sapienza


Consiglio UGEIUGEI31 Maggio 2018
istituto-buddista-italiano.jpg

1min1811

L’Unione Giovani Ebrei d’Italia accoglie con piacere l’invito dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai e il Vicepresidente Ruben Spizzichino, nella sua carica di Consigliere al Dialogo interreligioso, parteciperà alla conferenza stampa del 5 giugno “Appello per la pace”, formulato congiuntamente dal Premio Nobel per la Pace Adolfo Perez Esquivel, vicino a Papa Francesco e al leader buddista della Soka Gakkai Internazionale Daisaku Ikeda.

Mercoledì 6 giugno inoltre Esquivel e il figlio di Ikeda, Hiromasa, in rappresentanza del padre, incontreranno i giovani per poter condividere e affidare loro l’appello.

L’evento è aperto a tutti.

Vi aspettiamo numerosi all’Ex Dogana, Viale dello Scalo S. Lorenzo 10, Roma dalle ore 19:30.

È gradita la conferma a [email protected]


Consiglio UGEIUGEI29 Maggio 2018
logopakino.png

3min1296

Una grafica nuova per riuscire a raccontarci al meglio ai nostri membri e al pubblico tutto. È questo il leitmotiv che ha accompagnato il rifacimento del sito internet ugei.it, che si è arricchito non solo di colori e foto, ma anche di contenuti.

Tutto è iniziato a dicembre, quando in Congresso è emerso un messaggio abbastanza chiaro: il sito è obsoleto, va rivisto, ripensato, ma soprattutto, va inserita una sezione privata, perché le comunicazioni ai membri non si perdano, nel marasma del web.

E così abbiamo fatto: ci siamo rimboccati le maniche e dopo ricerche, chiamate, preventivi, un nome. Pakino.

Ci abbiamo messo diversi mesi, ma il risultato è più che soddisfacente: seguendo passo passo le mie innumerevoli indicazioni, email e telefonate, alcune chiare, altre assolutamente incomprensibili, ora siamo online.

Un layout semplice, ma allo stesso tempo credo molto intuitivo: l’idea che ha mosso l’intero progetto era creare una più netta distinzione tra cosa facciamo noi in Consiglio e invece cos’è il progetto HaTikwa. Perché si dice sempre che l’UGEI non è il Consiglio, che ogni membro è viva espressione dell’intera Unione. E speriamo che questo nuovo biglietto da visita risponda ai vecchi (e futuri) dubbi.

Non dare nulla per scontato: per questo, nel menu denominato “Chi siamo”, non solo i nomi e i volti del “Consiglio Esecutivo”, o lo “Statuto”, ma anche un elenco di “Cosa facciamo” e dei vari “Comunicati Stampa”. E ancora, l’area “Dicono di noi”, con elenchi (in divenire) della presenza dell’UGEI nei media italiani ed esteri (a questo proposito, ogni segnalazione è bene accetta!).

Il sito è pubblico, ma ogni giovane ebreo potrà richiedere le credenziali ed accedere quindi a servizi esclusivi, tra cui i verbali del Consiglio, offerte di lavoro, borse di studio, link utili e, ovviamente, l’elenco delle attività UGEI. Il sito è molto dinamico: sono tante le iniziative a cui stiamo lavorando e che, pian piano saranno più concrete, verranno pubblicate, in un’apposita area “Iniziative”, di cui ora grazie alle cronache di HaTikwa, c’è un piccolo assaggio in Home. Come non sono statiche le rubriche di HaTikwa stessa, che aspettano di essere riempite ogni mese da voi, con nuovi spunti, nuovi articoli e nuove discussioni.

Non mi resta quindi che augurare a tutti una buona navigazione.

Shavua tov
Carlotta Micaela Jarach
Presidente UGEI 2018

Consiglio UGEIUGEI29 Maggio 2018
img_329.png

3min1710

Un sondaggio in numerosi paesi europei da parte dell’Agenzia FRA consentirà il monitoraggio dettagliato della situazione attuale, premessa indispensabile per ogni azione di contrasto al fenomeno dell’odio antiebraico, dell’antisemitismo e del pregiudizio

Il 9 maggio è partito un sondaggio on line sul tema dell’antisemitismo, al quale anche gli ebrei italiani sono invitati a partecipare. Si tratta di una iniziativa dell’Agenzia per i Diritti Fondamentali dell’Unione Europea (FRA) con sede a Vienna. La FRA non è nuova a queste indagini. Già nel 2012 era stato condotto uno studio in Italia, Francia, Belgio, Germania, Regno Unito, Svezia, Ungheria, Romania e Lettonia.

FRA è interessata a sentire le opinioni e esperienze di persone che vivono in Italia, che si autodefiniscano Ebrei e che abbiano almeno 16 anni attraverso il sondaggio visibile su www.eurojews.eu.

Di seguito, il messaggio che FRA stessa ha inviato ai membri dell’UGEI.

 

“È probabile che di tanto in tanto Lei riceva inviti a partecipare a sondaggi, ma vorremmo caldeggiare la sua partecipazione a questo in particolare. FRA intende infatti usare i dati per consentire alla Comunità Europea di animare le proprie politiche future di fronte all’antisemitismo, e intende incoraggiare i governi dei diversi Paesi membri e le Comunità Ebraiche nazionali a fare altrettanto. Si tratta indubbiamente di un’iniziativa molto importante, ed è essenziale che il massimo numero possibile di Ebrei contribuiscano allo studio. È molto rara la possibilità di poter aiutare a contrastare genuinamente l’antisemitismo. Lei potrà avere un ruolo attivo in questo sforzo semplicemente contribuendo con la Sua esperienza alla nostra indagine.

 

 

Oltre a completare il questionario, la preghiamo di voler gentilmente inviare questa mail ad altri membri Ebrei della Sua famiglia, amici, e colleghi, idonei al sondaggio e incoraggiandoli a partecipare allo studio.

Inoltre, se Lei è attivo/a in una organizzazione ebraica, La pregheremmo di attivarsi per promuovere l’inchiesta. Basta mandare avanti questa mail ad altri indirizzi. Tenga presente solamente che per partecipare, le persone contattate devono essere Ebrei, avere compiuto i 16 anni di età, ed essere residenti in uno dei tredici paesi dell’Unione Europea che partecipano all’indagine – Austria, Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Italia, Lettonia, Olanda, Polonia, Spagna, Svezia, Regno Unito, e Ungheria.

Con molti ringraziamenti anticipati.

Può leggere altri dettagli su questo progetto facendo click qui


Consiglio UGEIUGEI23 Maggio 2018
bassa_n-500x332.jpg

2min801

Il primo fine settimana di maggio per Lag Baomer si è tenuto l’evento UGEI rinominato Spring Baomer, sponsorizzato da Masa e Junction. Di seguito il pensiero di uno dei partecipanti.

Non è facile fare un resoconto di quei quattro giorni così pieni di attività ed emozioni.
Si potrebbe provare a descrivere la location, la campagna toscana nei dintorni di Firenze, bella come un quadro, ma ovviamente non sarebbe abbastanza.
Si potrebbero elencare le attività del programma che, sebbene siano state in parte condizionate dalle nuvole, hanno reso la permanenza non solo divertente e piacevole ma anche interessante e stimolante, ma ovviamente non sarebbe abbastanza.
Anche elogiare l’organizzazione e gli organizzatori non sarebbe abbastanza, non darebbe mai pienamente merito alla passione e all’impegno che tutti loro hanno messo dentro questo evento.
L’unica cosa potrebbe essere descrivere le relazioni umane, che si sono formate durante questo fine settimana, e forse nemmeno quello sarebbe abbastanza. Qualcuno si conosceva già, qualcuno non conosceva nessuno e qualcuno conosceva solo qualcuno, ma questo breve periodo così intenso di convivenza ha fatto nascere delle amicizie, di quelle vere, e mi ha fatto provare delle emozioni, così intense, che mi porto dietro per il resto della vita. E quando poi ripenso alle risate e alle situazioni passate assieme, ovunque io sia, il mio viso si apre in un sorriso. Nessuno di quelli che ho attorno può capire: e anche provassi a spiegarglielo, non sarebbe abbastanza.
Lo Spring Baomer è stato pazzesco, e lo so che questo resoconto è illeggibile, semplicemente perché non è abbastanza.

Il nipote di Tevye il lattaio