Tra storia e strategia: perché la destra italiana sostiene Israele

di David Zarfati
Quello a cui assistiamo da molti anni è un sostegno costante della destra italiana allo Stato di Israele. Le ragioni di questa vicinanza sono diverse: dalla collocazione di Israele nel blocco occidentale al suo rapporto con gli Stati Uniti, fino alle cooperazioni militari e agli scambi commerciali.
Prima del 1956, all’interno del Movimento Sociale Italiano esistevano due correnti principali. Da un lato la linea filoisraeliana guidata da Arturo Michelini, che vedeva Israele come una roccaforte occidentale in Medio Oriente; dall’altro la destra spiritualista influenzata da Julius Evola, che sosteneva l’indipendenza del mondo arabo e considerava Israele un elemento estraneo all’area.
Nel congresso di Milano del 1956, la componente evoliana guidata da Pino Rauti lasciò il partito fondando Ordine Nuovo. Questo gruppo sviluppava posizioni ostili a Israele, legate a una visione panarabista e a un antisemitismo di tipo culturale. Con questa scissione, il MSI perse gran parte della componente panarabista, rafforzando le posizioni filoisraeliane, pur mantenendo al suo interno ambienti giovanili con derive antisemite.
Nel 1969 tornò segretario Giorgio Almirante che, nonostante il passato legato alla propaganda razzista del fascismo — fu tra i collaboratori della rivista La difesa della razza, nata in seguito al Manifesto della razza del 1938 — sostenne Israele per ragioni strategiche: il suo ruolo anticomunista, la contrapposizione alla sinistra filopalestinese e la volontà di uscire dall’isolamento post-fascista.
Nello stesso anno, l’accordo con Rauti riportò nel partito una componente che manteneva posizioni filopanarabiste e ostili a Israele, riaprendo tensioni interne. Tuttavia, fino alla morte di Almirante nel 1988, il MSI rimase prevalentemente su posizioni filoisraeliane.
Dopo una breve fase guidata da Rauti, nel 1990 la segreteria passò a Gianfranco Fini. Con la Svolta di Fiuggi del 1995, il MSI ruppe con il fascismo e nacque Alleanza Nazionale. Rauti e i suoi seguaci non aderirono e fondarono la Fiamma Tricolore. Nel 2003 Fini visitò Israele, definendo le leggi razziali “il male assoluto del XX secolo”.
Giorgia Meloni è erede di questo percorso politico: nel 2012 ha fondato Fratelli d’Italia insieme a Guido Crosetto e Ignazio La Russa.
Anche gli altri principali partiti della destra italiana hanno mantenuto una linea simile. Forza Italia, fondata da Silvio Berlusconi, e la Lega, guidata da Matteo Salvini, hanno entrambe consolidato un forte sostegno a Israele.
In conclusione, il sostegno della destra — insieme a parte del centro e del centrosinistra riformista — allo Stato di Israele deriva soprattutto da fattori geopolitici e di politica internazionale, mentre le posizioni più critiche si concentrano nelle componenti più radicali dei due schieramenti.
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