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Consiglio UGEIConsiglio UGEI21 gennaio 2016
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sinagogaIl 17 gennaio sono stato invitato al Tempio Maggiore di Roma in qualità di Presidente UGEI, in occasione della visita di Papa Francesco. Non scrivo per farvi una cronaca dell’evento, cosa che potete trovare ovunque con video associati, ma per raccontare impressioni e pensieri.

Ad aprire le danze è stata Ruth Dureghello, Presidente della Comunità di Roma.
Un discorso in cui la Presidente ha voluto mandare il messaggio di essere una donna forte, adatta a guidare una grande comunità come quella romana, discorso che si è concluso con  una denuncia dei continui attacchi terroristici islamici che subisce Israele, così come l’Europa.
Un discorso che ha emozionato migliaia di membri comunitari, che hanno espresso con energia il proprio appoggio a questa presidenza.
Un discorso però, secondo il mio parere, a tratti, fuori contesto.

Non fraintendetemi, ho apprezzato il contenuto di ciò che è stato detto, semplicemente credo che alcuni argomenti non fossero adatti né al momento né alla figura politica da lei rappresentata.
In un’occasione unica di dialogo interreligioso, condivisione e confronto è giusto rinnovare la volontà di collaborazione e il riconoscimento reciproco delle autorità religiose, seppur marcando la propria autonomia (come ribadito da אני מאמין , cantato in chiusura), ma non è l’occasione in cui sfruttare la visibilità per discorsi prettamente politici, discorsi che mi sarei eventualmente potuto aspettare da un rappresentante del governo israeliano, piuttosto che dal Presidente della Comunità di Roma.

Ruth Dureghello, Papa Francesco, Renzo Gattegna
Papa Francesco con Ruth Dureghello e Renzo Gattegna

A seguire un altro bell’intervento, quello del Presidente dell’Unione delle Comunità Renzo Gattegna che, seppur con un registro meno sensazionalistico, ha affrontato i temi dell’antisemitismo sia nell’opinione pubblica sia come causa di attentati. Gattegna ha concluso il proprio discorso trattando un tema molto attuale, l’utilizzo di simboli e stereotipi, da sempre esistenti e ancora più oggi, per veicolare il messaggio di odio antiebraico. L’unica spiacevole nota rimane il fatto che un intero settore del pubblico presente, forse troppo affaticato dagli entusiasmi suscitati dal discorso precedente, o forse non coinvolto da un intervento poco enfatico, sembrava incapace di applaudire alle sue parole.

Il successivo discorso del padrone di casa, rav Di Segni, impegnato tra l’altro a sottolineare che “le differenze religiose non devono essere giustificazione all’odio e alla violenza”, passando per citazioni di versi di Torà e Talmud, è stato il più incisivo e calzante. Già dall’incipit in modo amichevole e molto intelligente, il suo chazaqà è apparso realmente come l’aspettativa che questa occasione diventi una consuetudine, un invito a portare avanti le nostre battaglie comuni insieme anche in futuro. Il discorso ha toccato il tema del confronto, anche negli usi religiosi, portando come esempio il Giubileo che trova le proprie radici nella Torà. Rav Di Segni ha poi ribadito però come l’incontro non dovesse essere finalizzato a una discussione teologica, cosa che sarebbe risultata insensata essendo le due fedi distinte e autonome, ma fosse invece un momento per riaffermare con forza che tali differenze religiose non devono essere causa di odio e violenze, bensì di collaborazione, anche nello schierarsi contro ogni tipo di fondamentalismo di matrice religiosa.

Papa Francesco incontra rav Riccardo Di Segni
Papa Francesco incontra rav Riccardo Di Segni

L’ultimo intervento è stato quello del Papa. Israele, inteso come Stato, non è stato nominato nel suo discorso, è stato invece chiamato “Terra Santa”. Sembra questo l’unico messaggio recepito nel mondo ebraico, da quello che leggo online. Una grossa mancanza, sia chiaro, ma davanti al forte monito contro l’antisemitismo, la condanna del terrorismo la cui violenza, ha detto, è “in contraddizione con ogni religione degna di questo nome”, il ricordo della Shoah, l’importanza data alla Memoria e l’augurio di proseguire un percorso iniziato cinquant’anni fa, una mancanza che passa in secondo piano.

Saremo noi, le nuove generazioni e quelle future, ad essere chiamati a continuare questa chazaqà, e a far sì che il legame e il rispetto tra le due istituzioni possano essere tali che nel prossimo incontro non ci sia bisogno di parlare di Israele ma che il nome dello Stato di Israele possa essere nominato anche da un Papa.

Arièl Nacamulli, nato a Roma, studente al Politecnico di Milano
Arièl Nacamulli, nato a Roma, studente al Politecnico di Milano

Consiglio UGEIConsiglio UGEI14 gennaio 2016
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ujwhiteAncora una volta l’UGEI, in partnership con l’organizzazione JWhite, fra il 28 dicembre e il 3 gennaio, ha organizzato lo storico campeggio invernale sulle Dolomiti, ma quest’anno si è presentato con una formula tutta nuova. La località scelta è Falcade, paese veneto della Val di Fassa, dove si sono ritrovati più di 60 giovani ebrei da tutta Europa e non solo, ma a differenza dei campeggi precedenti è stata adottata la formula “peer to peer”! Uno staff ridotto ha organizzato la logistica, mentre le attività sono state gestite dagli stessi partecipanti, che hanno potuto mettere in gioco le proprie abilità. Chi ha organizzato lo stretching per il dopo sci, chi un’attività sull’aliyah, chi un dibattito sul rapporto fra ebrei e shabbat, oggi. Questo nuovo format ha creato un’atmosfera coinvolgente e ha reso i partecipanti membri attivi del campeggio.

A pochi giorni dalla chiusura dell’UJWhite si possono fare le prime considerazioni in merito alla riuscita dell’evento.

I partecipanti si sono mostrati soddisfatti dell’evento, così come attestato anche dai social; il numero dei partecipanti è più che una volta e mezza rispetto allo scorso anno, con un’ottima partecipazione soprattutto di italiani; lo stesso staff (pagante) si è potuto godere la vacanza grazie al format “peer to peer”.

falcadeL’evento certamente, dati i numeri, non è ancora perfetto, ma ha tutte le potenzialità per raggiungere i numeri delle vecchie Wing, può vantare un bilancio con segno eccezionalmente positivo e ha richiesto, da parte dello staff, un impegno non eccessivo una volta iniziato il campeggio, due fattori che, insieme al trend nel numero di partecipanti e la loro soddisfazione, incoraggiano a portare avanti questo progetto anche per i prossimi anni.

Arièl Nacamulli
Arièl Nacamulli, nato a Roma, studente al Politecnico di Milano
Giulio Piperno
Giulio Piperno, romano, studia psicologia alla Sapienza

 


 


Manuel Kanahmanuel9 settembre 2011
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Evviva gli sposi! Ottime notizie a settembre, ben due matrimoni ci vedono un pò coinvolti in questo mese, le coppie infatti si sono conosciute partecipando agli eventi per i giovani ebrei. Tutto il Consiglio ( e siamo sicuri parecchi ugeini), esprime le sue congratulazioni e un grande Mazal Tov a Michal Terracini e Ariel Techiouba e a Gabriel Maisto e Sharon De Jong.


Manuel Kanahmanuel9 settembre 2011

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Per la Giornata Europea della Cultura Ebraica come vi raccontiamo in questa pagina l’Ugei sarà fisicamente presente a Napoli e con lo spirito su Facebook.

Mentre scrivo gli echi di un brutto affare mi tornano in mente, tempo fa infatti leggevo la notizia di un giovane ebreo a Venezia che in coda in un negozio di una grande catena di elettrodomestici ha sentito la conversazione di un’addetta che si lasciava scappare affermazioni antisemite.

Non so quanti dei lettori abbiano avuto il dispiacere di una simile esperienza, nel mio caso è accaduto. La differenza fra le nostre storie è che chi stava accanto a me ha reagito prontamente, rispedendo le offese al mittente e stringendomi in un abbraccio morale.

Ciò che lega questi fatti è l’importanza della conoscenza. Sono gli ignoranti che si permettono certe esternazioni, chi non intende conoscere una cultura diversa, chi non accetta le molteplici opinioni, chi si arrocca sulle proprie convinzioni.

Ritengo che la Giornata Europea della Cultura Ebraica rappresenti un momento essenziale di apertura verso l’esterno, un momento di condivisione di ciò che di meglio può offrire l’ebraismo.

La presenza dell’Ugei in una piccola comunità come Napoli, declina la voglia di stare insieme, di scambiare esperienze con ebrei di tutta l’Italia e con i visitatori. Per lo stesso motivo abbiamo deciso di lanciare una maratona di messaggi sulla nostra pagina Facebook, vogliamo sapere cosa farete nel corso della Giornata, vogliamo un abbraccio.


Consiglio UGEIConsiglio UGEI27 luglio 2011

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Questo mese vi raccontiamo i nostri sforzi di avvicinarci e soddisfare il più possibile le richieste e le volontà dei ragazzi Ugei. Il questionario elaborato dai consiglieri attende solo di essere compilato dai destinatari. Vi chiediamo uno spicchio del vostro tempo per aiutare questo consiglio a migliorare e per indirizzare quelli futuri.

I mesi passati hanno visto l’impegno dell’Ugei nella gestione della delicata situazione creatasi a partire dalle dichiarazioni del Presidente del GMI Omar Jibril. In passato le nostre associazioni hanno lavorato assieme, unite nel tentativo di instaurare un dialogo importante e arricchente.

Purtroppo la relazione, come accade anche fra le persone, attraversa un periodo burrascoso. L’interesse e i messaggi di sostegno ricevuti da ogni direzione, fra cui quello di Dounia Ettaib Presidente dell’Associazione Donne Arabe d’Italia, ci hanno sostenuto e hanno rinnovato la nostra volontà di lavorare perché il rapporto si possa ricomporre al più presto, consci dell’importanza di una collaborazione basata sul reciproco rispetto.

La vicenda ha anche rappresentato il punto di partenza per una interessante intervista all’On. Fiamma Nirenstein che riportiamo in parte.

In chiusura vorrei esprimere la mia felicità e i miei auguri personali a Simone Mortara, un amico sincero che ho avuto l’onore di conoscere grazie all’Ugei.



UGEI

L’Unione Giovani Ebrei d’Italia coordina ed unisce le associazioni giovanili ebraiche ed i giovani ebrei che ad essa aderiscono.


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