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Consiglio UGEIConsiglio UGEI1 settembre 2012
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Capitale del Belgio e delle austere istituzioni europee. Patatine fritte, birra e cioccolata gli orgogli nazionali. Una minuscola statua, il Manneken Pis, il monumento simbolo della città. Insomma, non si può certo dire che Bruxelles sia un posto di cui ci si innamori a prima vista. Non troverete le atmosfere romantiche parigine o i ritmi underground di Londra, ciò nonostante gli spiriti più coraggiosi sapranno ignorare il tempaccio (la consultazione del meteo è vivamente sconsigliata) e il brusio dei luoghi comuni, per conoscere una città che dentro di sé ne contiene molte altre.

D’altronde adottare un basso profilo e moderare le aspettative è il metodo infallibile per lasciarsi meravigliare da questa città. Sorprese riservate solo a chi la città decide di viverla, sia ben chiaro, accettandone i ritmi un po’ distanti da quelli del nostro bel paese. Armatevi dunque di santa pazienza e lasciatevi cullare dalla calma belga! In fondo se una romana DOC ha cominciato ad usare la bicicletta in città dopo anni di maniacale amore per il proprio scooter, chiunque altro può farcela.

Ed è così che ci si ritrova a gustare un’ insospettata cultura musicale, fatta di gruppi emergenti e maratone di musica jazz in giro per i quartieri della città, il tutto accompagnato dalla famosa birra belga, di cui bisogna riconoscere la qualità e il prezzo a buon mercato.

Passeggiando per la piazza Saint Boniface ci si può imbattere in una graziosa bottega di abiti fai da te, dov’ è possibile noleggiare una postazione fornita di stoffe e macchina da cucire vecchio stile, per creare il proprio pezzo esclusivo ed inimitabile. Occhio all’agenda e non vi sfuggirà la possibilità di visitare le serre reali di Laeken, un giardino magnifico e surreale aperto ai visitatori solo pochi giorni l’anno. Se è arrivato il momento per un po’ di relax, un salto nella libreria francofona Filigranes è d’obbligo e alla lettura, potrete unire anche un caffè ed una fetta di torta.

Alla vita belga si alterna un via vai di studenti Erasmus, stagisti, giovani laureati e talentuosi professionisti che approdano qui ogni anno richiamati dal mercato del lavoro europeo. Le frustrazioni legate alla penosa ricerca di un lavoro nel proprio Paese di origine si dimenticano in fretta nell’energico tran-tran degli expat (così ci chiamano!).

L’aperitivo a Place du Luxembourg ai piedi del Parlamento Europeo il giovedì sera è un must al quale è difficile sottrarsi, così come lo spritz il mercoledì sera nel quartiere di Chatelain un richiamo irresistibile. Sono migliaia i giovani stranieri che affollano la città, entusiasti della loro esperienza internazionale ma pur sempre con un pizzico di nostalgia di casa.

Sarà forse questa nostalgia che ha fatto di Bruxelles una città-fiera di culture, religioni e tradizioni locali da tutto il mondo.

La vita ebraica non è da meno. Quando il venerdì sera la voglia di shabbat in famiglia ci getta un po’ nello sconforto basta scegliere tra le molteplici opportunità. Bruxelles perderebbe la sua allure se non vi fossero rappresentate anche tutte le sfumature di ebraismo. Ortodossi, chabad, reformer, laici, il mercato non potrebbe essere più vasto. Basta sapersi guardare intorno e sembrerà di sentirsi a un passo da casa.

 Melissa Sonnino


Consiglio UGEIConsiglio UGEI1 agosto 2012
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“Barcelona es poderosa”: con questo ritornello Woody Allen dedicava il suo film Vicky Cristina Barcelona alla capitale catalana, in una commedia romantica cui la bellezza della città faceva da sfondo. Senza dubbio la città presenta numerose attrattive: tra le prime al mondo come numero di visitatori all’anno, Barcellona combina alle bellezze artistiche il dinamismo di una grande città europea con una consistente presenza internazionale. La città offre numerose opportunità sia in termini di studio che di svago: per chi come me viene da una città industriale, poi, l’aggiunta del mare e la possibilità di raggiungere in tempi ragionevoli qualsiasi posto (ottimo il servizio di bike sharing Bicing) rende la città unica nel suo insieme. Dal punto di vista puramente accademico sono numerose le Università di primissimo livello, soprattutto per quanto riguarda la ricerca biomedica, quella economica e l’architettura: Il tutto in un ambiente sufficientemente creativo e allo stesso tempo orientato all’eccellenza scientifica.

La scelta di dove abitare a Barcellona dipende molto da dove si ha in mente di svolgere la propria attività, sia di studio che di lavoro: è comunque abbastanza facile trovare sistemazione con altri studenti, le università dispongono di residenze proprie, e il costo della vita non è proibitivo, anche se bisogna stare attenti a non cadere nelle classiche trappole per turisti.

Barcellona è un originale misto fra tradizione e modernità, sia in generale che nello specifico della tradizione ebraica. Capita spesso di passeggiare di sera nelle viuzze del Barrio gotico e incappare nei resti di un antico mikveh del Call, l’antico quartiere ebraico, riflettendo sui fasti di un’epoca lontana in cui la presenza ebraica era tanto importante da chiamare l’unico promontorio della città Montjuic, in ricordo dell’antico cimitero ebraico che vi sorgeva. Si tratta di un retaggio ebraico che la città ha iniziato a riscoprire negli ultimi anni, grazie al lavoro delle Comunità ebraiche e di molte associazioni simpatizzanti che hanno sensibilizzato le istituzioni cittadine in questo senso. Al di là degli eventi di carattere religioso, infatti (una sinagoga ortodossa che funziona a pieno ritmo dove si trovano molteplici minyanim per Shabbat e i moadim), vi sono molte iniziative di carattere culturale, come ad esempio il festival di cinema ebraico che si svolge ogni anno in collaborazione con l’Institut Francès. Unico neo sembra essere la scarsità di attività giovanili di aggregazione, che soffrono dell’esiguità dei numeri della Comunità, degli effetti della crisi economica che ha allontanato molti giovani ebrei da Barcellona e della frammentazione tra diverse comunità (ortodossa, lubavitch e reform), frammentazione che porta ad avere molta cultura ebraica ma relativamente poca vita ebraica.

Il tema dell’identità catalana merita a mio avviso una riflessione speciale, soprattutto se lo si compara a quello dell’identità ebraica. Nelle scuole di Barcellona così come in tutta la Catalogna vi è una continua opera di rafforzamento delle radici della cultura e della lingua catalana, senza che questo però precluda all’apertura verso l’esterno. In questo senso Barcellona sembra poter dare un esempio per noi giovani ebrei italiani verso un equilibrio tra tradizione e modernità dove il primo aspetto viene approfondito senza che ciò vada a scapito del secondo.

 Michele Rimini


Consiglio UGEIConsiglio UGEI1 luglio 2012
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“Quando un uomo è stanco di Londra, è stanco della vita, perché a Londra si trova tutto ciò che la vita può offrire”. Così parlava della capitale inglese Samuel Johnson nel lontano 18esimo secolo, ma le cose non sono cambiate di molto: la vita londinese, con i suoi locali, ristoranti e spettacoli, con i continui spostamenti in metropolitana, i musei e le passeggiate nei parchi presenta talmente tante diverse opportunità che risulta davvero difficile stancarsene. La prima scelta obbligata per qualsiasi studente in arrivo, ovviamente, riguarda il luogo dove abitare. Londra, con i suoi 40 km di diametro, offre di tutto, dalle zone residenziali upper-class di Chelsea e South Kensington, a quelle più festaiole e trasandate di Camden Town, il tutto a prezzi per camera singola paragonabili a quelli di affitto di un bilocale in centro a Padova. La mia scelta si è quindi orientata per una camera in zona ebraica, a Hendon, sulla Northern Line, a circa mezz’ora di metropolitana dal centro. Ritrovarsi a vivere praticamente sopra ai negozi kasher, dai supermercati alle rosticcerie, dai ristoranti alla carta ai fast food, è una grande scoperta che, devo dire, influenzerà gravemente sul peso segnato dalla bilancia… Hendon offre poi l’imbarazzo della scelta per quanto riguarda il Tempio dove andare a Shabbat. Essendo un po’ estraneo ai vari riti, così diversi da quello italiano, ho provato circa una decina di minyanim, tutti a pochi minuti a piedi da casa, per poi rimanere fedele alla sinagoga Ner Yisrael, dove vado per i chaggim e il venerdì sera, e a un minyan per studenti universitari organizzato da alcuni ragazzi di Ner il sabato mattina. Sarà stata l’esperienza del Bené Akiva, o forse le tonalità della tefillà più simile a quelle nostre, ma il rito askenazita mi ha ammaliato, convincendomi a non provare altrove (anche se continuo ad andare al Tempio ogni Shabbat con il mio siddur Bené Romì). Hendon è abitata principalmente da modern orthodox, ebrei religiosi, che si dedicano allo studio della Torah (e non solo) così come agli studi universitari. La maggior parte delle famiglie che ho conosciuto posseggono la raccolta del Talmud nelle proprie librerie, a fianco ai libri di finanza, medicina e legge. Le signore coprono i propri capelli, ovviamente niente strette di mano, ma case bellissime, figli (tanti) puliti e curati, e un giusto equilibrio fra una vita religiosa osservante e l’appartenenza alla società del 21esimo secolo. L’ospitalità di queste famiglie è qualcosa di straordinario, cui difficilmente avrei creduto prima di vederlo con i miei occhi.

Vivere una vita ebraica però non vuol dire solamente Tempio e Shabbat, ma anche eventi sociali. Dalle feste quasi mensili alle Jewish societies all’interno delle università, le opportunità per conoscere coetanei ebrei sono davvero moltissime, e per qualsiasi target, per cui non c’è il rischio di ritrovarsi in un ambiente eccessivamente religioso o a disagio.

Al di fuori della vita ebraica, poi, vale la pena riuscire a ritagliarsi del tempo, magari dopo gli ultimi esami, per passare qualche serata pazza al Fabric o al Ministry of Sound, scoprire qualcosa di carino ai mercatini di Portobello o Brick Lane, o lasciarsi sedurre dal fascino dello skyline al tramonto, sulla collina di Primrose Hill.

Benedetto Sacerdoti



UGEI

L’Unione Giovani Ebrei d’Italia coordina ed unisce le associazioni giovanili ebraiche ed i giovani ebrei che ad essa aderiscono.


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