shoah

Consiglio UGEIConsiglio UGEI12 novembre 2012
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Quando un paio di settimane fa ho visto, a Roma, le scritte sui muri di Piazza per ricordare Shlomo Venezia, sono rimasto un po’ perplesso.

Mi sono chiesto “Ma non c’è un modo migliore di ricordare?”. Tra le risposte che mi sono venute in mente, le uniche pubblicabili sono:

1. No. Le cerimonie sono formali, una scritta sul muro è autentica.

2. Forse, ma non bastano. L’abitante del mondo moderno è abituato a scrivere sul Muro virtuale, e quando questo non basta, si rivolge al muro fisico.

3. Si. La scritta sul muro è più che un ricordo un urlo. Chi l’ha fatta voleva dimostrare autenticità, senza pensare ai danni collaterali.

4. Probabilmente, ma a chi ha fatto la scritta che importa? Lui ha lasciato il segno. Se un giorno riceverà la domanda “ma non avevi un modo migliore di ricordare?”, forse non risponderà, o balbetterà qualcosa del tipo “eh beh, ma mi è venuto così”.

Non so se queste risposte sono legittime. Fatto sta che mi sembra che a costo di ricordare – e di ricordare anche immediatamente! – forse pensiamo che tutto sia legittimo. Ma siamo sicuri che ricordare sia la nostra massima priorità?

La dedica sui muri del ghetto

Ci sono periodi in cui anche in Israele il ricordo diventa un imperativo assoluto. Uno di questi periodi è verso Maggio, quando cadono i vari giorni del ricordo della Shoah e dei soldati caduti nelle guerre di Israele. L’altro periodo è proprio in queste settimane, quando viene ricordato l’assassinio di Rabin, sia in data ebraica che in data civile, per essere sicuri che tutti ne prendano parte. Il giorno stesso dell’anniversario, in radio si sentiranno solo canzoni dedicate alla pace ed in televisione si parlerà principalmente di “tu dov’eri quando è stato ucciso Rabin?” e si intervisteranno tutte le parti in causa. La nipote Noah, il presidente Peres, la guardia, il medico. E così via per una settimana almeno. All’assassinio del Presidente del Consiglio per mano di un cittadino viene data la stessa importanza che viene data alla morte delle migliaia di soldati dal 1948 ad oggi, ed ai caduti nella Shoah.

La domanda rimane la stessa. Ma non c’è un modo migliore di ricordare?

Nel caso di Rabin, quest’anno c’è stata una svolta. La cerimonia principale, quella celebrata nella piazza oggi intitolata allo stesso Rabin dove egli fu assassinato nel 1995, invece di venire organizzata dalla famiglia Rabin o da organizzazioni di sinistra come ogni anno è stata organizzata dai movimenti giovanili. Il significato è enorme: il ricordo di Rabin non è più un patrimonio privato della sinistra israeliana che ne sostiene gli ideali politici, ma diventa un esempio per ricordare a tutti i giovani che l’ideologia non regge senza un popolo unito. Per questo motivo, per la prima volta quest’anno anche i membri del Sionismo Religioso sono intervenuti a supportare la nuova agenda. Diciassette anni dopo, la tragedia diventa una spinta positiva e naturale per promuovere una società migliore.

Cosa promuove la scritta sul muro in Piazza? Forse fa da contrappeso alle scritte antisemite che Venezia vedeva sui muri di Roma e che tanto lo preoccupavano. Ma non sono sicuro che essa basti a promuovere un ricordo utile a migliorare la comunità. Il ricordo rimane un ricordo a se stante, importante “per non dimenticare”, o per altri slogan. Il bambino che è nato ieri e che vedrà la scritta ogni giorno quando andrà a scuola cosa imparerà da quella scritta?

Forse il prossimo passo è fare del ricordo uno strumento utile per insegnare a tutti i membri della comunità qual è il prossimo passo per educare le nuove generazioni al loro futuro, e non solo al nostro passato.

Concludo con una battuta di Guri Alfi, un comico israeliano. Quando in una trasmissione un suo collega afferma, pungente, che “noi siamo il popolo del libro, ma abbiamo perso il segnalibro”, Alfi ribatte veloce: “A noi non serve il segnalibro per ricordare! Ci basta la Shoah”.

 Avy Leghziel

(su Twitter: @avyleg)

 


Consiglio UGEIConsiglio UGEI3 maggio 2011
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“Aver partecipato a questo viaggio ci rende orgogliosi come ebrei ma soprattutto come giovani”. Queste le parole pronunciate dal presidente Ugei Daniele Regard al rientro dal Viaggio della Memoria organizzato dalla Provincia di Roma nei luoghi dello sterminio nazista nella prima metà di aprile. Regard e altri esponenti istituzionali tra cui il Presidente della Provicia Nicola Zingaretti e Riccardo Pacifici accompagnavano in Polonia 350 ragazzi di Roma e dintorni. E’ la prima volta che un presidente dell’Ugei viene invitato al Viaggio della Memoria in questa veste.


Manuel Kanahmanuel25 gennaio 2011

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Giornata ebraica della memoria: fratellanza tra giovani musulmani ed ebrei per la salvaguardia delle minoranze religiose

In occasione della Giornata della Memoria della Shoah, celebrata giovedì 27 gennaio 2011 dalla comunità ebraica, i giovani della CO.RE.IS. (Comunità Religiosa Islamica) Italiana rinnovano l’espressione della fratellanza religiosa che li lega ai fratelli ebrei, in particolare verso i giovani dell’UGEI (Unione Giovani Ebrei d’Italia), con i quali condividono da alcuni anni lo stesso impegno nella testimonianza religiosa.

La memoria della tragedia dell’olocausto è l’occasione per rinnovare insieme alla comunità ebraica l’impegno di testimonianza comune come giovani religiosi, ebrei e musulmani, eredi degli insegnamenti della nostra tradizione sacrale, affinché siano riconosciute e rispettate le comunità religiose del monoteismo abramico anche quando presenti come minoranze, e venga valorizzato il loro ruolo all’interno della società, specialmente quando sanno essere un esempio di dialogo e di collaborazione sul piano religioso, sociale e culturale.

In tal senso la Sezione Giovani della COREIS parteciperà con il suo responsabile ‘Isa Abd al Haqq Benassi e con Maryam Turrini domenica 30 gennaio alla “Visita al campo di concentramento di Fossoli”, nei pressi di Carpi (MO), organizzato dai giovani ebrei dell’UGEI, evento al quale parteciperà anche il nuovo presidente dell’UGEI Daniele Regard.

Una rappresentanza dei giovani musulmani della COREIS parteciperà anche alle celebrazioni della Giornata da parte della Comunità Ebraica di Torino giovedì 27 gennaio, con la camminata silenziosa “Il popolo e il silenzio”, presso la sede della Comunità nella Piazzetta Primo Levi, e l’opera “Il gioco delle sorti” alla Casa del Teatro Ragazzi e Giovani.


Manuel Kanahmanuel23 gennaio 2011

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Per quest’anno l’Ugei ha deciso di promuovere alcuni eventi significativi e di organizzare una visita guidata al Campo di Concentramento di Fossoli.

La visita al Campo ha un chiaro significato: la maggior parte degli ebrei italiani che hanno visto la morte nei campi di concentramento sono transitati per questo luogo e riteniamo sia importante che la nostra generazione, i nipoti di quelli che hanno vissuto tutto questo, ricordino la storia dei propri nonni per poterla tramandare.

Inoltre, crediamo sia di forte impatto emotivo poter tornare liberi all’interno del Campo di Concentramento per poter affermare a gran voce “Am Israel Chai”

per info e prenotazioni scrivere a: eventi@ugei.it – speriamo di vedervi numerosi

Di seguito una breve descrizione delle manifestazioni in programma

Spettacolo teatrale Il Memorioso – breve guida alla memoria del Bene

Milano, 26 gennaio ore 9.30.

Lo spettacolo, tratto dai libri di Gabriele Nissim Il Tribunale del Bene e La Bontà insensata, è ispirato alla figura di Moshe Bejski.

Per anni presidente della Commissione dei Giusti presso il Memoriale di Yad Vashem a Gerusalemme, Bejski ha dedicato la propria esistenza a rintracciare e ricordare tutti quegli uomini che hanno rischiato la vita per aiutare gli ebrei durante la persecuzione nazista.

Lo spettacolo è a ingresso libero su prenotazione fino a esaurimento posti. Tel. 02 36707648 Mail segreteria@gariwo.net



maratona letteraria Una poesia per ricordare

Milano, 27 gennaio ore 11.00

Dalla tarda mattinata sino al pomeriggio (ore 17.00 c.a.) verranno pubblicamente lette poesie di martiri della Shoah e di sopravvissuti, come pure brevi frammenti di testi in prosa. Si alterneranno alla lettura sia persone contattate dalla Comunità ebraica e amici, sia -qualora lo desiderino, al fine di manifestare la loro vicinanza e solidarietà- i passanti che lo richiedano.



Mostra Il popolo del silenzio installazione di sculture di Antonio Catalano, Casa degli Alfieri

Torino, 27 gennaio ore 17.00

Piazzetta Primo Levi ospiterà l’installazione di 36 sculture-contenitori di oggetti vari, foglie, semi, scritti e pensieri. Custodi silenziosi della memoria dei Lamed Vav, 36 Giusti tra le Nazioni che secondo la tradizione ebraica sono presenti in ogni generazione e vengono ricordati per l’altruismo e il coraggio manifestato durante la Shoah. Il Popolo del Silenzio è un gruppo unito di figure solitarie e silenziose, simbolo di più di 400 italiani insigniti della medaglia di Giusto tra le Nazioni.

Posizionati su binari immaginari, potranno essere riempiti dai visitatori e dalle scolaresche con diversi contenuti: scritti, lettere, libri, ricordi che svelano emozioni, sogni e pensieri sul Giorno della Memoria. Il popolo silenzioso sarà testimone delle parole di Primo Levi sull’uomo, sui sommersi e i salvati.

(si richiede la partecipazione di alcuni ragazzi per spostare durante la manifestazione le sculture in una muta marcia)



Visita Campo di Concentramento di Fossoli, al Museo Monumento al Deportato e alla Sinagoga di Carpi

Carpi-Fossoli, 30 gennaio ore 12.30

Visita organizzata dall’Unione dei Giovani Ebrei d’Italia.

Durante la visita al Campo verranno letti alcuni Salmi e verrà recitato un Kaddish.



UGEI

L’Unione Giovani Ebrei d’Italia coordina ed unisce le associazioni giovanili ebraiche ed i giovani ebrei che ad essa aderiscono.


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