shaul ladany

Consiglio UGEIConsiglio UGEI31 gennaio 2018
shaul-468x312.jpg

2min141

Domenica 28 gennaio a Bologna si è svolta la seconda edizione della Run for Mem, la corsa per la Memoria organizzata dall’Ucei, e per il secondo anno anche l’Unione dei Giovani Ebrei d’Italia (Ugei) parteciperà alla manifestazione. Quest’anno, però, oltre ai ragazzi disposti a collaborare con lo staff, ci sono stati ugeini anche tra i corridori. Abbiamo così avuto la possibilità di conoscere Shaul Ladany, israeliano nato a Belgrado nel 1936 e marciatore professionista, che ha cominciato a correre nel 1944, quando sopravvisse al campo nazista di Bergen Belsen, e ha continuato a farlo durante le Olimpiadi di Monaco del 1972, sfuggendo all’attentato compiuto dall’organizzazione terroristica araba palestinese “Settembre nero”. Una vita, la sua, che sembra epitome dell’intera parabola ebraica nel Novecento. Mi piace pensare che lo sforzo di breve durata di una corsa alluda a quello, prolungato, che è indispensabile fare per salvaguardare e far vivere la memoria. Nulla è acquisito, credo, una volta per tutte. Un piccolo sforzo, oggi, può forse aiutarci a ricordarlo.

Giorgio Berruto

Da Moked.it


Consiglio UGEIConsiglio UGEI29 gennaio 2017
run3-500x281.jpg

6min123

run1Una corsa per il ricordo. Run for Mem, la corsa come valore simbolico della vita che porta con sé la memoria di quanto è accaduto in Europa poco più di 70 anni fa, è stata organizzata dall’UCEI per ricordare le vittime della Shoah e si è tenuta domenica 22 gennaio nelle strade del centro di Roma. Ai due percorsi stabiliti ha preso parte circa un migliaio di persone, che si sono divise tra un tragitto più lungo, di dieci chilometri, per gli atleti e l’altro di tre, per tutti coloro interessati a prendere parte alla commemorazione.

Il percorso è stato articolato seguendo alcune tappe scelte come simbolo della Shoah: la corsa ha avuto inizio da Largo 16 ottobre 1943, proprio il luogo in cui all’alba di quel giorno gli ebrei vennero portati via dalle proprie case dai soldati tedeschi. La tappa successiva è stata in Via degli Zingari, dove vi è una targa (posta nel gennaio 2001), in memoria delle vittime sinti e rom che subirono deportazioni, violenze e omicidi; anche nella lingua romanì esiste un termine per definire la Shoah: Porrajmos, che significa distruzione.

run2La corsa avrebbe dovuto rendere omaggio anche presso il convento delle Suore Oblate del Santo Bambino Gesù in via Urbana, dove viveva don Pietro Pappagallo, che ospitò i perseguitati politici o razziali e i militari sbandati, offrendo loro ospitalità e documenti falsi, fino a quando, nel gennaio 1944, fu arrestato e torturato e condotto due mesi dopo presso le Fosse Ardeatine, dove fu ucciso. I partecipanti, invece, hanno deviato direttamente verso il Museo Storico della Liberazione in via Tasso, dove nei mesi dell’occupazione nazista erano stati stabiliti il comando tedesco e il comando di polizia e ancora oggi vi sono come testimonianza le anguste celle carcerarie, prive di fonti di luce e di finestre, dove sono stati detenuti i prigionieri in condizioni inumane, come l’ufficiale Giuseppe di Montezemolo, poi ucciso nella rappresaglia delle Fosse Ardeatine. Ora il museo, gestito da personale volontario, conserva le memorie di quell’oscuro periodo. Piazza Santa Maria Liberatrice ha rappresentato l’ultima tappa, prima del ritorno in Largo 16 ottobre; i giardini lì situati sono intitolati ai Di Consiglio, famiglia di commercianti del quartiere di Testaccio, di cui 26 membri furono uccisi durante la Shoah.

Secondo da sinistra, Shaul Ladany
Secondo da sinistra, Shaul Ladany

Anche il percorso sviluppato sui tre chilometri è partito da Largo 16 ottobre, per poi però passare vicino alle sedi del carcere di Regina Coeli: una parte di esso (il terzo e il sesto braccio) fu occupato dal Comando tedesco per recludere le persone arrestate dai nazifascisti: i prigionieri furono poi costretti a partire per i campi di sterminio (di 335 persone, solo 22 sopravvissero). Dopo l’8 settembre del 1943, con l’armistizio firmato dal governo Badoglio e dagli Alleati, il carcere fu luogo della lotta al nazifascismo da parte della Resistenza romana. I partecipanti sono passati attraverso l’Isola Tiberina, dove vi è l’ospedale Fatebenefratelli, il cui personale medico e infermieristico, tra cui il direttore e dottore Giovanni Borromeo e l’infermiera Dora Focolari, contribuì al salvataggio della popolazione sfollata.

La manifestazione si è conclusa in Largo 16 ottobre 1943, dove i partecipanti sono stati accolti tra gli applausi di coloro che erano in attesa del loro arrivo. In particolare è stato tributato onore a un ospite e atleta d’eccezione, Shaul Ladany, professore alla Ben Gurion University del Negev, sopravvissuto al campo di concentramento di Bergen Belsen nel 1944 quando era solo un bambino e anche al massacro avvenuto durante le Olimpiadi estive di Monaco nel 1972, quando l’organizzazione terroristica palestinese Settembre Nero attaccò la delegazione israeliana all’interno del villaggio olimpico.

Susanna Winkler, romana, studia beni culturali
Susanna Winkler, romana, studia beni culturali

Consiglio UGEIConsiglio UGEI10 gennaio 2017
runformem-500x300.jpg

4min157

runformem

Il prossimo 22 gennaio 2017 a Roma, nell’ambito delle celebrazioni per il Giorno della Memoria, l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane si farà promotrice, in collaborazione con l’associazione Maccabi Italia e Maratona di Roma, di una corsa non competitiva alla scoperta dei luoghi della Memoria. Sono previste iniziative dedicate alla Memoria, che accompagneranno la corsa o il cammino dei partecipanti.
L’UGEI parteciperà alla realizzazione di questo importante evento, distribuendo materiali ai partecipanti e collaborando con l’organizzazione.

Di seguito l’articolo di Paolo Conti sul Corriere della Sera di oggi.

Per la prima volta in Europa, la Giornata della Memoria verrà celebrata da una Comunità ebraica — quella italiana — con una corsa. L’iniziativa, voluta dalla nuova presidente dell’Unione delle comunità ebraiche italiane, Noemi Di Segni, e in sintonia col Comitato di coordinamento per le celebrazioni in ricordo della Shoah di palazzo Chigi, si intitola «Run for Mem / Corsa per la Memoria verso il Futuro». L’appuntamento è per domenica 22 gennaio alle 10 a Roma in piazza 16 ottobre 1943, al Portico d’Ottavia, cuore storico dell’ebraismo romano ma anche del rastrellamento nazista di quel tragico giorno del 1943. Interessante scorrere la lista delle adesioni: accanto al mondo ebraico (Unione nazionale e Comunità romana, World Jewish Congress, Ambasciata d’Israele in Italia, Federazione associazioni Italia-Israele, The Jewish Agency for Israel, Fondazione Mu) compaiono il Coni, le Acli, la Comunità di Sant’Egidio, la Polizia e i Carabinieri ma anche la Coreis, la Comunità religiosa islamica italiana, che sarà presente con una propria delegazione. Dunque un appuntamento aperto all’intera comunità italiana, in coraggioso ed eloquente contatto anche con una rappresentanza del mondo islamico.

Spiega Noemi Di Segni: «Vogliamo consegnare un messaggio, soprattutto alle nuove generazioni. Cioè che dopo una caduta, anche la più tragica e dolorosa, occorre alzarsi e riprendere a correre valorizzando la vita. E, insieme, un altro messaggio, destinato a chi invece corre ogni giorno senza fermarsi: mai tralasciare la Memoria, indispensabile strumento per affrontare il futuro. Le iscrizioni sono aperte a tutti, stanno già arrivando molte e significative adesioni: una grande festa democratica, un appuntamento immancabile per tutti i cittadini che hanno a cuore il presente ma soprattutto il futuro».

Previste due corse, una sportiva da 10 chilometri e una stracittadina di soli 3,5 chilometri. Il percorso toccherà molti luoghi legati alla Memoria non solo ebraica. Si parte da piazza 16 ottobre 1943, dunque la deportazione nazista degli ebrei romani, via degli Zingari, in ricordo della persecuzione nazista dei Sinti e dei Rom, via Tasso, carcere e luogo di tortura delle SS, Regina Coeli, dove vennero radunati gli ebrei romani il 16 ottobre 1943. Testimonial d’eccezione, Shaul Ladany, professore universitario, ex marciatore professionista, scampato al campo di Bergen Belsen ma anche all’attentato contro gli atleti israeliani alle Olimpiadi di Monaco del 1972. Da allora, dice, non ha mai smesso di correre.



UGEI

L’Unione Giovani Ebrei d’Italia coordina ed unisce le associazioni giovanili ebraiche ed i giovani ebrei che ad essa aderiscono.


Contattaci