genova

Consiglio UGEIConsiglio UGEI11 febbraio 2018
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In numerosi libri Lia Levi ha raccontato la normalità, l’esperienza quotidiana sull’orlo di essere rovesciata e di tramutarsi in tragedia. E’ così fin dall’opera prima “Una bambina e basta”, in cui ha narrato la propria storia di salvezza nella Roma controllata dalle forze nazifasciste, e di nuovo nel più recente romanzo “Questa sera è già domani”, pubblicato ancora con le edizioni e/o e da poche settimane disponibile in libreria. In questi libri, come nell’attività che la vede impegnata da anni nelle scuole, Lia Levi elabora i ricordi per trasformarli in memoria: un processo in cui si perde qualcosa e si conserva altro, essenziale in ogni caso per mantenere vivi accadimenti del passato in un contesto mutato.

In “Questa sera è già domani” la scrittrice di famiglia piemontese recupera i ricordi del marito Luciano Tas, giornalista e saggista noto nell’ambiente ebraico italiano scomparso nel 2014. Lia Levi racconta la sua storia, quella di un ragazzo prodigio in grado di stupire tutti e di iscriversi a classi con compagni più grandi, che a un certo punto però rientra nella normalità dei propri coetanei. Siamo a Genova negli anni trenta, anni di regime ormai consolidato. Al centro della vicenda la figura della madre del ragazzo, che quando si rende conto che il figlio non è un genio matura nei suoi confronti un atteggiamento di opposizione e autentico rancore.

Lia Levi con il marito Luciano Tas (1927-2014), la cui storia è raccontata nel romanzo “Questa sera è già domani”

Non mancano gli spunti di riflessione sull’ebraismo. “Tu credi in Dio solo qualche volta. Sappi che invece Dio crede in te sempre”, dice il rabbino Bonfiglioli al ragazzo. E molte pagine più avanti: “La tradizione, sai, è l’albero. La foglia, se non è attaccata all’albero, diventa secca, vola via e dopo poco non è più neanche una foglia”. A ricordare agli ebrei, senza eccezioni, una appartenenza più o meno sbiadita interviene la campagna antisemita del regime fascista e la legislazione razzista del 1938, che trasforma gli stranieri in apolidi e priva dei diritti tutti. Si sviluppa allora a più riprese, durante riunioni affollate di parenti, il dibattito tra chi consiglia di andare via, finché è possibile, e chi vuole rimanere.

Nell’ultima parte del romanzo la famiglia del protagonista cerca di riparare in Svizzera dopo l’occupazione tedesca del Paese in seguito all’armistizio dell’8 settembre 1943, con cui ha inizio per gli ebrei italiani la persecuzione delle vite. Sulle ultime avventurose pagine aleggia l’incubo del respingimento alla frontiera elvetica per persone ormai prive di risorse economiche e spossate dalla paura e dalla fuga. Sono pagine commoventi che richiamano alla mente i fatti di oggi, a noi così vicini eppure percepiti di solito come tanto lontani, di fronte ai quali solo a parole, e neanche sempre, Paesi democratici sono disposti ad accogliere chi giunge dopo percorsi spesso rocamboleschi da contesti di stenti e di conflitto. Mentre “si sente ribollire la terra, con questa nuova vena di stampo fascista”, come ha dichiarato Lia Levi in una recente intervista. E’ un’analogia però e non un paragone, perché i contesti sono molto differenti e il Mediterraneo del 2018 non è l’Europa sotto il dominio nazifascista. Ma la vita, la vita delle persone è la medesima. Ed è quello che più conta: la vita delle persone e basta.

Giorgio Berruto

Da Moked.it


Consiglio UGEIConsiglio UGEI7 novembre 2017
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Napoli, Roma, Genova, Milano e Torino. Sono le cinque città in cui l’Unione dei Giovani Ebrei d’Italia (Ugei) nel corso di quest’anno ha organizzato eventi di tre giorni, dal venerdì alla domenica. In una parola: shabbatonim. Napoli a fine febbraio, Roma per Lag Ba’omer a maggio, Genova in occasione della Giornata europea della cultura ebraica, a settembre. A cui aggiungere la quattro giorni di Irua in Toscana, un progetto realizzato grazie all’organizzazione Ucei, il Viaggio della Memoria a Dachau e Mauthausen che si è concluso ieri, la costante attività del nostro organo Hatikwà, “un giornale aperto al confronto delle idee”, e molto altro.

Saremo a Milano dal 17 al 19 novembre, e le iscrizioni per chi viene da fuori sono ancora aperte (ma i posti sono molto limitati!) al costo eccezionale di 30 euro. Sabato sera si prevede festa grande in modalità Silent Disco. Il congresso annuale Ugei, invece, si svolgerà a Torino nei giorni di Chanukkà, dal 15 al 17 dicembre. Anche in questo caso non mancheranno i momenti di svago, ma sarà soprattutto l’occasione per un confronto su quanto fatto quest’anno e ci sarà ampio spazio per dibattito e proposte nuove, oltre che per il rinnovo delle cariche esecutive. Anche per il congresso le iscrizioni sono aperte, noi stiamo definendo gli ultimi dettagli e l’entusiasmo è alto. Infine una nota personale. E’ un piacere e una soddisfazione che la città in cui si svolgerà il congresso sia Torino, che per me è un po’ come uno shtetl, la comunità in cui da poco più di tre anni mi sento a casa pur provenendo da un’altra regione. E allora non posso non pensare a numerose persone che conosco, e anche a me stesso, che fino a pochi anni fa degli eventi Ugei non volevano saperne, e infatti non ne sapevano nulla. Poi hanno provato. E, molto spesso, non hanno più smesso.

Leggi i dettagli e iscriviti subito!
Milano
Torino

Giorgio Berruto

Da Moked.it


Consiglio UGEIConsiglio UGEI10 febbraio 2017
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Questo il comunicato completo dell’Ugei contro il raduno dell’ultradestra a Genova, previsto per sabato 11 febbraio. Il comunicato è stato ripreso e diffuso da numerosi media locali. Di seguito l’articolo pubblicato da Ligurianotizie.it che fa il punto della situazione e riporta la posizione dell’Ugei.

Forza Nuova conferma convegno a Sturla e accusa, la situazione

GENOVA. 10 FEB. Il convegno dei movimenti nazionalisti europei di ‘Alliance for Peace Freedom’ previsto per sabato pomeriggio alle 15.30 a Genova si farà e con ogni probabilità si svolgerà quasi certamente nella sede di Forza Nuova, in via Orlando a Sturla, la conferma compare sulla pagina Facebook della stessa Forza Nuova Genova.

I militanti di estrema destra hanno tentato di prenotare il Ristorante San Nazaro di corso Italia sul lungomare della città ma il ristorante, in subconcessione dalla società Bagni marina genovese di proprietà del Comune di Genova che dapprima a confermato con caparra, ha poi negato la disponibilità dello spazio.

Lo si viene a sapere proprio da Forza Nuova che sulla sua pagina Facebook scrive, postando tanto di ricevuta di caparra: “Un po’ di verità…. da almeno 10 giorni si parla del convegno della cosiddetta ‘ultradestra’ sui giornali ed in TV e ora tocca a noi raccontare la verita’!!! Da settimane avevamo prenotato diverse sale, regolarmente pagate, con regolare fattura, senza trucco e senza inganno!!! Allo StarHotel dopo aver avuto con loro almeno tre incontri di persona, fermato la sala, firmato regolare contratto, fatta regolare fattura, ricevuto i complimenti per la nostra educazione, ci viene comunicato un imprevisto guasto tecnico proprio il giorno dopo la pubblicazione sui giornali di quel luogo scelto da noi. Fermiamo un’altra sala, paghiamo regolarmente, ci facciamo fare fattura, ma i proprietari ricevono una lettera in cui gli si comunica che possono fare tutto tranne che concedere spazi a noi!!! Noi volevano solo fare un semplice convegno, con parlamentari (e quindi eletti democraticamete dal popolo con libere elezioni) ed ex parlamentari. Noi volevamo farlo e lo faremo. Lo faremo a casa nostra, presso la nostra sede genovese di Sturla.
È indecente il comportamento di un sindaco che aizza la folla contro un partito regolarmente costituito che ha diritto di parlare e riunirsi. È indecente il comportamento di un centro destra, in particolare quello regionale, liberale solo a parole, che ha paura di se stesso. Quando ci leccano il culo per avere i nostri voti alle elezioni non siamo “nazifascisti” e pericolosi per la democrazia. Quando invece vogliamo solo fare un convegno, lo diventiamo. Ce ne ricorderemo!!
E’ indecente il comportamento della sinistra che prima toglie diritti ai lavoratori (voucher, articolo 18, precariato diffuso) e poi li aizza contro i “fascisti”!!! Governate da anni, avete il ministro dell’interno, abbiate il coraggio di mettere sotto accusa Forza Nuova e di farla sciogliere perché anticostituzionale. Fatelo. Provateci. Fino ad allora abbiamo gli stessi diritti di tutti gli altri, e come tali siamo liberi di riunirci per un semplice convegno e di invitare chi ci pare!!! Per non parlare della stampa cittadina: alcuni giornalisti addirittura “taggavano” su Facebook i compagni ed altri scrivevano di non mandare comunicati stampa ma di fare il giro degli alberghi per dissuaderli a darci le sale. Senza contare i like dati ai post dei più skifosi esponenti dell’antifascismo genovese!! Se ci saranno disagi per i genovesi la colpa non sarà certamente nostra ma di chi dall’alto di un presunta superiorità morale si arroga democraticamente il diritto di scegliere chi deve parlare e chi non può farlo, chi ha diritto di riunirsi e chi non può farlo, chi può esistere e chi deve morire!! Tutto ciò è intollerabile. Diamo pertanto appuntamento ai genovesi liberi domani pomeriggio in via Orlando a Sturla”.

Nel frattempo il livello di allarme in città è molto alto, testimonianza ne sono le scritte apparse in molte parti della città. L’ultima proprio nel centro di Genova, vergata in rosso sulle strisce pedonali di via Ceccardi ed il giorno dopo rivergata in nero. Per questi motivi si è svolta anche una riunione del comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica in Prefettura.

Nel mentre Anpi, sindacati e militanti del Pd stanno definendo le modalità della contro manifestazione. Il presidio sarà convocato alle 12 in piazza Ragazzi del 99 per un ‘presidio antifascista ed antinazista’ per poi scendere verso via Sturla con ogni probabilità in modo simile a quello usato per l’inaugurazione della sede di Forza Nuova. Ci sono anche tante associazioni di sinistra che scrivono: “Lanciamo un appello a tutti i genovesi per una ampia e unitaria mobilitazione, nella consapevolezza che il fascismo è il contrario dell’intera Costituzione Italiana, nata dalla Resistenza, di cui contiene per intero i valori”.

È previsto l’impiego di almeno 400 uomini delle forze dell’ordine, mezzi e barriere per impedire al corteo, che vedrà schierati anche la Fiom e i camalli della Culmv, di giungere presso la sede del convegno. Poi a parte ci saranno centri sociali ed antagonisti che hanno dichiarato di non fare fronte comune con Pd e sindacati.

Aderiscono all’iniziativa: ‘CGIL – tutte le categorie, ARCI, Comunità di San Benedetto al Porto,  Partito Democratico Genova, Sinistra Italiana Genova, Liguria Possibile, PRC Liguria e Federazione Genova , Rete a Sinistra Liguria, Lista Doria, Giovani Democratici Liguria, Partito Comunista Italiano, Legambiente Liguria, Music for Peace, Auser,  Rainbow Pangender Pansessuale Genova Liguria Gaynet, Emergency Genova, Fratellanza Donne, Usciamo dal Silenzio Genova, Circolo “Foresti-De Vena” Amicizia Italia Cuba, Libera Genova, Libera Liguria, Left Lab,  Coordinamento Liguria Rainbow,  Coordinamento Liguria Rainbow,  Osservatorio Sguardo Sul Mondo APS,  Comitato per gli Immigrati e contro ogni forma di discriminazione, Sinistra Anticapitalista Coordinamento provinciale – Genova,  Ass.ne Senza Paura,  Ass.ne Il Pane e le Rose, L Altra Campomorone Comitato Borzoli & Fegino-Comitato Certosa,  Movimento Federalista Europeo e della Gioventù Federalista Europea – Genova,  Comitato Liberi Cittadini di Certosa,  La Casa della Legalità,  Rete di donne Per la politica’.

Anche l’Ugei, l’Unione Giovani Ebrei d’Italia aderisce alla “legittima rivendicazione dei diritti di libertà e democrazia”, ma non sarà in piazza “per la concomitanza con il giorno di festa ebraico dello Shabbat”.

Da Ligurianotizie.it



UGEI

L’Unione Giovani Ebrei d’Italia coordina ed unisce le associazioni giovanili ebraiche ed i giovani ebrei che ad essa aderiscono.


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