Begin

Consiglio UGEIConsiglio UGEI7 Marzo 2019
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HaTikwà (D.Zebuloni) – Menachem Begin fu un Primo Ministro devoto e determinato, un concertato di carisma e di ideali. Amava le folle e le folle amavano lui: pendevano dalle sua labbra, lo invocavano, lo acclamavano nelle piazze. Si spense il 9 Marzo del 1992, all’età di 78 anni. Visse una vita piena, di gioie e di dolori. Una vita scandita da perdite strazianti e traguardi straordinari.
 Molti israeliani sostengono che Begin fu il più grande leader che lo Stato Ebraico abbia mai visto: il più coraggioso, il più coerente, il più umile. E proprio della sua umiltà si parla molto in questi giorni, alla vigilia del ventisettesimo anniversario dalla sua scomparsa. Begin, per esempio, decise di non essere sepolto sul Monte Herzel insieme agli altri Capi di Stato israeliani; preferì piuttosto riposare sul Monte degli Ulivi, accanto ai compagni Meir Feinstein e Moshe Barazani, due storici membri dell’Irgun che, dopo essere stati catturati e condannati a morte, decisero di suicidarsi in cella piuttosto che consegnarsi al nemico.

Un’altra storia riemersa questa settimana è quella di Nathan Moshe, che nel 1981 diventò ufficialmente il parrucchiere del Primo Ministro. “Ero un soldato semplice che si occupava di tagliare i capelli agli altri soldati che servivano nella mia stessa base”, racconta Moshe. “Un giorno il mio comandante mi disse di prepararmi velocemente per uscire, Begin stava aspettando che andassi a tagliargli i capelli”. Da allora quel soldato semplice diventò il parrucchiere ufficiale di un uomo altrettanto semplice. “Andavo a casa sua il venerdì, una volta ogni tre settimane ed oggi, a distanza di ventisette anni dall’ultima volta, mi manca moltissimo quell’uomo. Era uno di noi, era uno del popolo.”



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