alessandro lovisolo

Consiglio UGEIConsiglio UGEI20 Dicembre 2018
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Curiosità: è stato il primo sentimento che ho percepito quando la Presidente Carlotta Jarach ad ottobre ha iniziato a parlarmi del progetto Tandem. Curiosità per un progetto interreligioso con un format classico, ma reinterpretato per essere più moderno e funzionale possibile. Curiosità per la possibile risposta di un target (gli studenti universitari di diverse città italiane) non facilissimo da raggiungere e da far appassionare con discussioni di questo tipo. Curiosità per un programma in cui vedevo fin da subito gli importanti obiettivi culturali e sociali.

Scrivo oggi, a qualche giorno di distanza dal primo incontro seminariale del progetto, tenutosi all’Università dell’insubria di Como: non provo più semplice curiosità, ma ho ora certezza che questa iniziativa sia vincente e destinata ad accrescere il bagaglio culturale ed educativo degli studenti che partecipano e dei tutor che ne  tengono i dibattiti, io in primis.
Perché? Perché la partecipazione e l’interesse verso le lezioni della mattinata sono stati incredibili, oltre 140 studenti hanno partecipato attivamente; perché i temi scelti per la giornata, ovvero la libertà religiosa, la sicurezza e i modelli di famiglia tra oriente ed occidente, davano numerosi spunti di riflessioni; perché gli interventi dei tre rappresentanti religiosi, Rabbino David  Sciunnach, lmam Hamid Di Stefano e Don Andrea Messaggi, sono stati illuminanti e hanno evidenziato quante similitudini realmente esistano tra le tre grandi religioni monoteistiche; perché le trattazioni dei docenti e dei giornalisti intervenuti nella mattinata hanno restituito in maniera chiara la situazione storica e sociale in cui viviamo correlata ai tre temi del seminario.

Ma il momento di cui sono stato più soddisfatto e in cui ho davvero capito che il progetto stava riuscendo è stato il dibattito pomeridiano sui tre temi proposti a cui ho partecipato come tutor e moderatore. In esso infatti ho sentito discussioni stimolanti, ho percepito interesse concreto verso i temi proposti e verso le religioni e le culture nelle quali questi argomenti venivano declinati, ma soprattutto ho capito che da quelle tre ore pomeridiane di parole tutti i partecipanti, me compreso, uscivano arricchiti e migliorati come individui.

Per tutti questi motivi spero che questo progetto, cominciato così bene, possa essere seguito, nei prossimi appuntamenti in primavera, da altri incontri che vadano nella medesima direzione.

Alessandro Lovisolo


Consiglio UGEIConsiglio UGEI8 Gennaio 2018
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Cari Ugeini ed Ugeine,

Alzi la mano chi conosce tutti e sette. Come pensavamo, ecco quindi una piccola presentazione personale dei vostri consiglieri.

“Mi chiamo Alessandro Lovisolo, ho 20 anni, sono di Torino e studio architettura. Ho scelto di candidarmi e poi di far parte di questo consiglio UGEI perché credo che si debba migliorare il senso di comunità dei giovani ebrei italiani, in primis con una maggiore partecipazione e un maggior interesse agli eventi organizzati, per creare un gruppo unito di dibattito e scambio culturale; per questo motivo ho deciso di assumere il ruolo di consigliere addetto alla comunicazione con gli enti giovanili per far conoscere l’UGEI anche alle nuove generazioni.”

“Voglio raccontarvi una breve storiella yiddish. C’era una volta un uomo che, avvicinatosi ad un ebreo gli chiese: “Ma perché voi ebrei rispondete a una domanda con un’altra domanda?”. E l’ebreo: “Perché non dovremmo rispondere così?”. Per far fede al mio sottilissimo senso dell’umorismo, in effetti, a chiunque mi abbia chiesto il perché della mia candidatura a Torino ho risposto proprio “Perché no?”. Che in fondo è stato veramente così, naturale, quasi scontato, una battuta non cercata, che ho deciso di partecipare più attivamente alla vita dell’UGEI, di fare quel passo in avanti. Mi presento: sono Carlotta, 24enne, estremamente chiacchierona, scienziata o letterata, dipende a chi lo si chiede. Milano è la mia casa, anche se negli ultimi anni ho passato più tempo in aeroporto o stazione, valigia in mano, che tra le vie meneghine. Le mie attività ebraiche spaziano dalla Shomer durante il liceo, ad alcuni progetti dell’UCEI, e più assiduamente dal 2014 ad ora in CEM a Milano come giornalista per il Bollettino. Per questo anno ho moltissime idee, e soprattutto energia, essenziale per migliorare e rendere sempre più inclusiva la nostra Unione. Il sentimento propositivo e aperto che ho percepito a Torino spero rimanga non solo tra noi consiglieri, ma in generale tra tutti gli Ugeini e tutte le Ugeine. I protagonisti principi del nostro mandato.”

“Mi chiamo Luca Spizzichino, ho 22 anni, vivo a Roma e studio economia e finanza. Lavoro per il Dipartimento Educativo Ufficio Giovani e scrivo per il mensile Shalom della Comunità ebraica di Roma. Nella vita sono sempre stato molto introverso, ma da qualche anno sentivo la necessità di dover tirar fuori la mia voce e di rendermi parte attiva della nostra unione. In questo Congresso, il secondo a cui partecipo, mi è scattata la molla! Le riflessioni sulla situazione attuale dell’ebraismo giovanile italiano, e le mozioni che sono state discusse, hanno fatto sì che mi candidassi per entrare a far parte di questo consiglio. Se ho deciso di candidarmi é perché vorrei fare in modo che le idee uscite fuori durante questo congresso diventino qualcosa di concreto e non parole al vento. Quest’anno oltre a ricoprire il ruolo più consono con il mio percorso di studi, il tesoriere, sarò anche il responsabile per gli eventi a Roma, so già che sarà un lavoro difficile ed estenuante, ma cercherò in tutti i modi di portare avanti il mio compito, non creando conflitti con le diverse realtà locali, cercando, anzi, di creare un clima di collaborazione e coesione. L’energia e la forza di volontà in questo nuovo consiglio non mancano e sono sicuro che insieme ai miei compagni di viaggio riusciremo a fare grandi cose!”

“Mi chiamo Simone Israel, ho vent’anni e sono nato a Verona. Studio a Torino e sono al secondo anno di Ingegneria Biomedica. Ho deciso di candidarmi dopo aver intrapreso un progetto nel 2017 chiamato MiNYanim, volto a formare dei ragazzi europei su nozioni come ebraismo, Israele e la sua storia e soprattutto leadership. Ho partecipato attivamente all’UGEI dal congresso di Bologna nel novembre 2016, prima ho frequentato l’Hashomer Hatzair per 7 anni. Sono il consigliere che si occupa di tutta la parte che riguarda il sito ed i social network e svolgo anche il ruolo di Direttore esecutivo.”

“Il mio nome deriva dal nome ebraico ‘Alisa’, che significa gioia, nome ebraico che venne dato a mia madre alla sua nascita. I miei genitori, allora a Londra, decisero di renderlo più italiano aggiungendoci una ‘s’ in mezzo, rendendolo Alissa, confondendo tutti perché non è né Alessia, e nemmeno Elisa. Ho 25 anni e al momento lavoro a Bruxelles, dove ho intrapreso un percorso lavorativo volto a combattere il fenomeno della radicalizzazione violenta. Da più giovane, ho partecipato all’Hashomer Hazair a Milano e, durante la mia formazione universitaria, intrapresa alla Statale di Milano dove ho studiato Relazioni Internazionali, ero coinvolta in molte attività della CEM. Vorrei dare più voce ai giovani ebrei d’Italia e far conoscere loro le attività portate avanti da altri enti simili in Europa; per questo mi sono esposta come responsabile delle attività internazionali, oltre che come responsabile del giornale Hatikwà.”

“Ruben Spizzichino, ho 22 anni e sono nato e cresciuto a Roma. Appassionato di comunicazione pubblica e d’impresa, sono attivo nel volontariato, i primi passi nel movimento giovanile Benè Akiva. Oggi responsabile dell’Assessorato alle Politiche Giovanili over 18 della Comunità Ebraica di Roma e al secondo anno come Vice Presidente dell’Unione Giovani Ebrei d’Italia, delega al dialogo interreligioso. Auspico in un consiglio equilibrato, unito e motivato.”

“Mi chiamo Giulio Piperno, romano di nascita padovano di adozione, sono salito in Veneto per intraprendere un corso di studi in neuroscienze. Sono sempre stato partecipe all’interno dei movimenti giovanili, e dopo il mio percorso alla Hashomer Hatzair sono passato all’UGEI per mantenere vivo il mio attivismo. Ho seguito il master Hans Jonas in leadership ebraica e sono stato consigliere UGEI nel 2016. Ho viaggiato molto, anche grazie agli eventi UGEI, e ho avuto modo di conoscere le diverse realtà giovanili ebraiche, realtà anche molto diverse da quella di mia provenienza. Credo sia molto importante il confronto fra i ragazzi di queste diverse realtà, ed è per questo che ho preso l’incarico di responsabile di piccole e medie comunità. Sono arrivato all’UGEI in un momento di transizione tra una generazione e un’altra, e c’era molta incertezza sul futuro. Oggi tale transizione è stata completata, e a Torino ho avuto modo di partecipare a un congresso vivo e pieno di proposte e voglia di realizzare. Sono molto fiducioso sulle potenzialità del nuovo consiglio, e spero che insieme ai miei compagni riusciremo a ottenere il massimo risultato”.


Consiglio UGEIConsiglio UGEI21 Dicembre 2017
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Foto di Alessia Gabbianelli

Un nuovo Consiglio per i giovani ebrei d’Italia, eletto ieri a Torino al termine dei lavori del Congresso ordinario. In ordine di preferenze ricevute sono stati eletti il romano Giulio Piperno, la milanese Carlotta Jarach, il trentino (ma residente a Torino) Simone Israel, il torinese Alessandro Lovisolo, i romani Ruben Spizzichino e Luca Spizzichino, la milanese Alissa Pavia. Il rinnovo delle cariche ha riguardato anche quelle dei revisori dei conti: confermati Federico Disegni e Daniel Sacerdoti.

Il Congresso ha visto la partecipazione di figure storicamente attive nell’organizzazione, ma anche di nuove leve che hanno partecipato con entusiasmo all’elaborazione di molte mozioni. Una tre giorni quindi di lavori, di scambio di idee per il futuro e riflessioni sull’operato del Consiglio uscente, presieduto da Ariel Nacamulli. Ed è proprio Nacamuli ad esporre le sue riflessioni nella relazione finale: “Quello che si è appena concluso è stato un anno di grandi incertezze dalle tensioni internazionali, non ultime quelle recenti in Israele. È stato per noi l’anno di Irua, del Silent Party a Milano e ovviamente del Congresso di Torino. La prima parte dell’anno è stata caratterizzata da Irua, verso cui si sono mosse le energie, sia prima che dopo l’evento. È stata forse possibile un’analisi di alcune dinamiche giovanili, in parte già note: la grande frammentazione a Roma, una lontananza delle piccole comunità, una Milano poco interessata a partecipare a eventi nazionali”. E poi spiega perché la scelta sia ricaduta sul capoluogo piemontese: “La capitale UGEI di quest’anno è Torino. La scelta è dovuta all’ottimo lavoro del gruppo locale nel corso degli ultimi anni e da una mancanza di grandi eventi UGEI in Piemonte”.

congAd aprire ufficialmente i lavori del XXIII Congresso i saluti delle autorità comunitarie: a fornire un’introduzione sulla comunità ebraica di Torino e sulla storia degli ebrei piemontesi è il presidente Dario Disegni. Segue una breve lezione di rav Ariel Di Porto, rabbino capo, in cui ricorda la figura di rav Giuseppe Laras, scomparso quest’anno il 15 di novembre. In particolare si sofferma su alcune parole del rav che paragonava la condizione dell’ebraismo italiano all’origine della festa di Chanukkah, con il buon auspicio che l’olio, purchè scarso in quantità ma non in qualità, possa durare nel tempo. Tre gli interventi che hanno intervallato l’andamento dei tre giorni di lavori congressuali: quello di Sara Salmonì su Masa Italia e le esperienze di formazione in Israele, seguito poi dalla presentazione del “Progetto Tirocini” con Saul Meghnagi, che ha anche illustrato la recente nascita di un’associazione musicale in ricordo di Alisa Coen, a cui ha preso parte anche Giulio Disegni, vicepresidente UCEI, che ha sottolineato l’impegno verso i giovani e le sfide che ci attendono nel 2018 (tra le molte quelle legate al settantesimo anniversario della nascita dello Stato d’Israele e l’ottantesimo dalle Leggi Razziste). Infine l’intervento di Michael Sierra su Giovane Kehilà e gli ebrei italiani d’Israele.

Durante il congresso si è ampiamente discusso dei temi quali l’importanza di proseguire e approfondire il rapporto con la CII, Confederazione Islamica Italiana, di rinsaldare ulteriormente le relazioni tra UGN a UGEI in modo tale da favorire il naturale passaggio dei ragazzi di 17 anni, maturando fin da subito un di un “senso di appartenenza” all’UGEI. Riflessioni anche su Hatikwà, affinché il nuovo Consiglio vigili perché continui ad essere di fatto e non solo di nome un giornale aperto al confronto delle idee.

Alice Fubini

Da Moked.it



UGEI

L’Unione Giovani Ebrei d’Italia coordina ed unisce le associazioni giovanili ebraiche ed i giovani ebrei che ad essa aderiscono.


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