Summer U 2019, un evento indimenticabile

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HaTikwa (N. Greppi) – Una settimana intensa e piena di emozioni quella della Summer U, l’evento estivo organizzato ogni anno dall’EUJS (European Union of Jewish Students), che quest’anno si è tenuto a Mollina, in Spagna. L’evento, tenutosi dal 12 al 19 agosto, ha visto la partecipazione di circa 300 giovani ebrei dai 18 ai 30 anni provenienti da più di 30 paesi.

Durante la settimana si sono svolte attività di ogni genere: dibattiti politici, attività sportive, party, e la notte si organizzava una discoteca all’aperto, che a seconda dei giorni era dedicata a un certo paese. Mentre giovedì 15 sono state organizzate due gite di cui ciascuno poteva sceglierne solo una: la prima a Cordoba per approfondire la storia degli ebrei in Andalusia, e l’altra a Marbella per chi preferisse andare al mare.

La prima sera si è organizzato un barbeque di benvenuto per tutti i partecipanti. Nei giorni successivi invece si sono succeduti dibattiti sugli argomenti più svariati, ai quali i partecipanti si potevano accreditare attraverso una app creata appositamente per l’evento: dalla geopolitica internazionale alla sessualità nella Torah, dall’antisemitismo in Europa all’innovazione in Israele. Un evento molto interessante, ad esempio, è stato il dialogo tra un rabbino ortodosso e uno riformato, che sebbene i due non condividessero molto le idee dell’altro si è svolto con toni pacifici e serietà, qualcosa a cui siamo sempre meno abituati.

Una grossa importanza hanno avuto le elezioni del nuovo consiglio EUJS, che si svolgono ogni due anni e che hanno visto arrivare al terzo posto tra i candidati un’italiana, la 25enne romana Alessia Gabbianelli, che da anni è impegnata con l’organizzazione soprattutto riprendendo gli eventi come videomaker, mentre il nuovo presidente è il 23enne austriaco Bini Guttmann. Tra i volontari, invece, si è distinta anche la 19enne veronese Caterina Cognini, che a luglio ha tenuto un discorso a nome dell’EUJS al Consiglio dei Diritti Umani dell’ONU a Ginevra.

Ma la Summer U non è stata solo attivismo politico e dibattiti, tutt’altro: tra le attività di puro svago quello forse più divertente è stato il Color Run, quando ragazzi e ragazze si rovesciavano a vicenda sacchetti di polvere colorata, e in seguito si sottoponevano a una “doccia” di schiuma fredda che unita ai colori lasciava segni indelebili o quasi sulle magliette bianche date per l’occasione. Inoltre, ogni giorno c’era chi passava ore in piscina.

Uno dei fattori che hanno reso questa settimana indimenticabile è certamente la musica: che fossero in discoteca, in mensa, in piscina o in qualunque altro posto i ragazzi trovavano sempre una buona occasione per cantare insieme canzoni in ebraico conosciute alla maggior parte dei giovani ebrei in tutto il continente, spesso accompagnati da musicisti dotati di chitarra e tamburo. Gli italiani in questo si sono distinti particolarmente anche perché erano forse gli unici che cantavano l’inno del proprio paese, ed è stato commovente vedere anche gli altri che apprezzavano l’Inno di Mameli al punto da unirsi a noi per cantarlo anch’essi.

Un’altra cosa in cui si sono distinti gli italiani è stata la Union Hour in cui hanno insegnato agli altri ragazzi a cucinare le tagliatelle e si ascoltava tutti insieme canzoni nostrane apprezzate anche all’estero, come Soldi, Volare e Bella Ciao.

Sebbene fosse un contesto internazionale, in alcuni casi le differenze tra i vari paesi o città emergevano forti: ad esempio, durante una discussione organizzata sabato 17 dal Congresso Ebraico Mondiale si è cercato di capire quali fossero le priorità per ogni partecipante, ed è venuto fuori che la maggior parte era più preoccupata per i problemi della propria comunità di appartenenza che per la situazione globale.

In conclusione, la Summer U è stata un’esperienza unica, dove le cose da fare non sono mai mancate, e in cui ci si sente a casa a prescindere da dove vivi.