19 Maggio 202011min282

Sir Moses Montefiore in Russia

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HaTikwa, di Iosef Mamistvalov

 

Sir Moses Montefiore, diplomatico e filantropo ebreo nato a Livorno nel 1784 ed emigrato in Inghilterra, dove morì nel 1885, fu uno dei più importanti attivisti politici nella storia del popolo ebraico. La famiglia Montefiore aveva un enorme influenza nel mondo degli affari e nella politica internazionale dell’800, tanto da aver contribuito a risolvere alcuni conflitti, così come a salvare gli ebrei dai numerosi pogrom che avevano luogo in quegli anni. Fu lui che, nel 1858, fece liberare il piccolo Edgardo Mortara, giovane ebreo romano battezzato a forza in tenera età e chiuso in un convento. Un approfondimento merita il viaggio compiuto da Montefiore e da sua moglie Judith nell’Impero Russo nella primavera del 1846, come rappresentante dell’Impero britannico. La sola idea di una visita di questo personaggio rappresentava una sfida per i funzionari pubblici russi, per la maggior parte dei ministri e soprattutto per lo Zar Nicola I.

La ragione di quell’invito insolito fu la terribile situazione in cui versava la minoranza ebraica in Russia. Questo anche perché la popolazione ebraica all’epoca era molto consistente nel paese: la maggior parte di loro viveva nella cosiddetta “Zona di residenza”, un’area geografica in cui tutti gli ebrei (tranne quelli convertiti al cristianesimo) avevano il permesso di vivere e condurre le proprie attività economiche e commerciali. Questa zona era situata lungo il confine occidentale dell’Impero Russo. Abitavano in villaggi particolari, gli “shtetl”, molto interessanti da un punto di vista letterario e culturale (riemergono nelle storie di grandi scrittori come Sholem Aleichem, i fratelli Singer, Shmuel Agnon, ecc.).

A metà dell’800, la situazione socioeconomica in cui versavano le comunità ebraiche era disastrosa, nonostante i tentativi di singoli ebrei di diventare laici e lasciare gli shtetl in cerca di una vita migliore. Per esempio, così un poeta ebreo pianse il suicidio del suo maestro nella città ucraina di Kamianets-Podilskyi, schifato sia dai suoi connazionali che dai russi. “Perché un ebreo ha bisogno di sentimenti? Perché capisca che tutto il mondo lo odia”[1].

A differenza degli stereotipi, la maggior parte degli ebrei nell’Impero Russo viveva in povertà. Oltretutto, c’era anche il problema che ai giovani ebrei, per la difficoltà delle comunità a pagare le tasse, fu imposto da un editto del 1830 il servizio militare obbligatorio. Per di più, in concomitanza con lo Statuto del servizio militare obbligatorio del 1827 anche i bambini ebrei (dall’età di 12 anni) furono arruolati nell’esercito (mentre per i cristiani non tutti venivano arruolati a quell’età)[2].

Per risolvere questo problema, nel 1836 il governo russo prese la decisione di far immigrare diversi ebrei in Siberia per fondare delle colonie agricole.

Queste furono le ragioni per cui Sir Moses Montefiore venne invitato per vedere gli shtetl, conoscere la popolazione locale, capire le ragioni della terribile situazione in cui si trovava comunità ebraica russa, e proporre una soluzione efficace.

Per avere udienza alla corte dello Zar, Sir Moses arrivò a San Pietroburgo con una lettera di raccomandazione dalla Regina Vittoria d’Inghilterra e fu accolto con grande rispetto da Nicola I e dai suoi ministri. Lo Zar consigliò a Sir Moses di percorrere la “Zona di residenza” degli ebrei; questi rimase a San Pietroburgo due settimane, durante le quali pregava con i soldati ebrei per poi riprendere il viaggio passando per Vilnius, Varsavia e altre città dell’Europa dell’Est[3]. Ovunque Sir Moses veniva accolto con gioia ed entusiasmo. Tra gli ebrei i suoi ritratti erano popolari quanto quelli dei rabbini.

Ma se fidarsi è bene, non fidarsi è meglio. Da un lato, Montefiore venne accolto con tutto il rispetto legato ai protocolli diplomatici, ma dall’altro lato fu tenuto d’occhio dalla polizia segreta russa. Numerose fonti dell’Archivio di Stato della Federazione Russa dimostrano tutto il disprezzo che gli agenti (in realtà dei delatori) provavano per il suo rapporto con le comunità ebraiche[4]. Paradossalmente, la maggior parte di questi “delatori” erano essi stessi ebrei.

Per esempio, in una delle lettere di un delatore si legge che “gli ebrei polacchi locali vanno dalla delegazione inglese tutti i giorni. Montefiore non sa parlare l’yiddish, ma con l’aiuto del suo segretario comunica il suo desiderio di impegnarsi per migliorare le sorti degli ebrei in Egitto, Turchia e Russia”. Questo agente consigliava di imporre una stretta sorveglianza a Montefiore. Basandosi su questi rapporti, lo Zar Nicola cercò di ostacolare gli sforzi di Montefiore, soprattutto quando questi chiedeva che agli ebrei fossero concessi gli stessi diritti degli altri sudditi.[5]

Le delazioni su Sir Moses erano anche legate al conflitto tra le varie correnti dell’ebraismo: i chassidim, da una parte, e i mitnagdim dall’altra. L’altro conflitto era tra gli ortodossi in generale e i maskilim, che portavano avanti valori illuministi nel mondo ebraico. Un altro tratto tipico delle delazioni era che i loro autori erano spesso opportunisti e truffatori che a volte scrivevano false delazioni per essere accolti dallo zar. Se l’autore di una falsa delazione veniva scoperto, poteva essere torturato.

Purtroppo, alcuni agenti erano capaci di attribuire a Sir Moses persino dei piani falsi per organizzare una cospirazione per rovesciare il governo russo, o “di concludere un patto con i polacchi per provocare una guerra[6]” contro lo Zar.

Un risultato positivo dell’arrivo di Sir Moses in Russia fu l’abolizione del battesimo forzato degli ebrei da parte di Nicola I e i suoi ministri. Ma in generale, il regno di Nicola I si distinse per le misure restrittive e la libertà di manovra concessa alla polizia segreta.

La seconda volta invece che Sir Moses visitò l’Impero Russo fu nel 1872. Venne accolto dall’Imperatore Alessandro II, figlio di Nicola I, che a differenza del padre era noto per le sue idee liberali e la sua volontà di ridurre le restrizioni per l’intera popolazione (la sua azione più importante fu la riforma del 1861, quando venne abolita la servitù della gleba).

Dal canto suo, Sir Moses rimase stupito dall’accoglienza dello Zar russo: “Non ho parole per descrivere quali emozioni venivano espresse dalla Sua Maestà Imperiale e dai membri del governo”[7], disse. Dopo questa visita, la “Zona di residenza” venne estesa, e i negozianti, i medici e gli scienziati ebrei ottennero il permesso di stabilirsi nelle grandi città[8].

Queste visite di Sir Moses in Russia per osservare la vita e la situazione socioeconomica della comunità ebraica del posto ebbero importanti conseguenze, e inviarono un messaggio a tutto il mondo ebraico: c’erano personaggi che, non solo a parole ma anche con i fatti, si impegnarono per salvare gli ebrei, le loro vite, il loro patrimonio culturale, i loro beni e promuovere i loro interessi laddove fossero discriminati. Nell’800 vi furono molte figure come Sir Moses Montefiore: i Baroni Rothschild, il Barone Hirsch, e tanti altri. Le loro attività e le loro imprese hanno, forse, contribuito allo sviluppo dei movimenti per i diritti umani, per difendere tutti i popoli oppressi nel mondo.

 

[1] Ebrei di Russia. Tempi I eventi. La storia degli ebrei dell’Impero Russo. Felix Candel.

[2] La vita degli ebrei in Russia. Yuli Ghessen.

[3] Ebrei di Russia. Tempi I eventi. La storia degli ebrei dell’Impero Russo. Felix Candel.

[4] Сэр Мозес Монтефиоре глазами российской тайной полиции / Sir Moses Montefiore visto dalla Polizia segreta russa. Giornale “Lechaim”. URL: https://lechaim.ru/academy/ser-mozes-montefiore-glazami-rossiyskoy-taynoy-politsii/

[5] Ebrei di Russia. Tempi I eventi. La storia degli ebrei dell’Impero Russo. Felix Candel.

[6] Сэр Мозес Монтефиоре глазами российской тайной полиции / Sir Moses Montefiore visto dalla Polizia segreta russa. Giornale “Lechaim”. URL: https://lechaim.ru/academy/ser-mozes-montefiore-glazami-rossiyskoy-taynoy-politsii/

[7] Сэр Мозес Монтефиоре был принят в Петербурге русским царем Александром II, 24 июля 1872 / Sir Moses Montefiore e stato accolto dallo Zar russo Alessandro II a San Pietroburgo, 24 luglio 1872. URL: http://www.vokrugsveta.ru/chronograph/2512/

[8] Сэр Мозес Хаим Монтефиоре / Sir Moses Haim Montefiore, Web-giornale: Masterskaya. URL: http://club.berkovich-zametki.com/?p=49803


UGEI

L’Unione Giovani Ebrei d’Italia coordina ed unisce le associazioni giovanili ebraiche ed i giovani ebrei che ad essa aderiscono.


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