23 Luglio 20214min318

Shabbat Nachamùh: Parashat Vaetchannan e la forza delle nostre preghiere

Copia di Copia di Copia di Copia di Accensione delle candele

di Cesare Di Tivoli

La Parashàh di Vaetchannan si apre con Moshè Rabbenu ע”ה che supplica continuamente D-o affinchè possa entrare in Eretz Israel. Dalla gran voglia di essere esaudito e così entrare in Eretz Israel Moshè arriva a rivolgere ad Hashem 515 Tefillòt.
HaQadosh Barukh Hù avendo “in mente” altri piani, ordina a Moshè di smettere immediatamente di pregare e di con continuare ad insistere poiché non sarebbe entrato in Eretz Israel.

Su questi primi versi della Parashàh c’è da porsi alcune domande molto importanti:
1. Per quale motivo Hashem interrompe Moshè e gli ordina di smettere con la Tefillàh?
2. Se D. già dall’inizio aveva intenzione di non ascoltare le Tefillòt di Moshè, perché lo lascia continuare e solo dopo 515 volte lo interrompe?

La risposta sta nel fatto che anche una singola Tefillàh di un ebreo, se fatta come si deve, ha una forza enorme al punto di poter cambiare persino un decreto di Hashem. (Per non sbagliare è bene sottolineare che la Tefillàh ha questa forza perché così H. ha stabilito già dalla creazione del mondo. Infatti così come durante la creazione del mondo D-o ha stabilito le leggi fisiche a livello materiale, così ha fatto anche con quelle spirituali e questa è una delle tante.)

Bisogna inoltre sapere che ogni cosa che si chiede a D-o, ha un target di Tefillòt da effettuare per essere esauditi. Questo viene stabilito dal Signore e a noi non viene rivelato. Per questo motivo anche se Moshè non vedeva i frutti della sua Tefillàh ha continuato fino ad arrivare a 515, poiché sapeva che ad un certo punto avrebbe raggiunto il numero richiesto e la sua Tefillàh avrebbe cambiato il decreto stabilito.

Come detto però, il Signore aveva altri piani e per questo lo ha interrotto prima di effettuare la Tefillàh decisiva, la 516!
Perché però tenerlo insospeso fino alla fine? e di tutte le Tefillot recitate cosa ne è rimasto? I Chacamim ז”ל ci insegnano nessuna Tefillàh è sprecata e tutte quelle Tefillòt che sembrano non essere ascoltate, D-o le usa per aiutare altri che ne hanno bisogno. Per questo motivo lascia che Moshè Rabbenu preghi così a lungo perché sa che quelle Tefillòt serviranno ad Am Israel nell’arco dei secoli.

Da questi piccoli versi possiamo imparare molto:
A. Che ogni nostra Tefillàh ha una forza incredibile.
B. Che ogni cosa ha un target, quindi se non si viene ascoltati non bisogna abbattersi ma continuare.
C. Che nessuna Tefillàh è invano ma tutte vengono utilizziate per uno scopo.
D. Che non sempre quello che noi chiediamo è giusto, come nel caso di Moshè che viene interrotto e capisce che ciò che D-o dice è giusto e non quello che lui pensa e per questo si interrompe.
Be”H di fare nostri questi concetti e rafforzarci sulla Mitzvà della Tefillàh.

 

Shabbat Shalom!

 


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