Run For Mem, Shaul Ladany e la bandiera d’Israele a fine gara

Shaul-Ladany

HaTikwà (D.Fiorentini) – Come ormai da un paio di anni, si è svolta la Run For Mem: una corsa non competitiva per la Giornata della Memoria, ricordando le vittime dell’Olocausto. Quest’anno si è tenuta nella splendida cornice della città di Torino; un magnifico percorso lungo le strade del centro storico, che tra l’altro ha permesso ai numerosi partecipanti giunti da tutta l’Italia di ammirare le bellezze capoluogo piemontese.

Anche in questa edizione, l’UGEI ha partecipato attivamente portando ragazzi e ragazze da varie comunità e mettendoli nelle condizioni di vivere questa esperienza divertente, ma anche significativa. Inoltre, dopo aver raggiunto il traguardo, tutti i partecipanti insieme ai giovani del GET, si sono rifocillati nelle sale della Comunità Ebraica di Torino, che ha gentilmente offerto un leggero pranzo. Un momento, anche questo, molto conviviale in cui tanti giovani ebrei italiani hanno potuto incontrarsi o riallacciare rapporti che magari per la distanza si erano un po’ persi.

Prima di concludere, vorrei condividere con i lettori un episodio che forse è stato quello che di più mi ha segnato durante la giornata: cioè il momento in cui il corridore olimpionico Shaul Ladany, sopravvissuto alla Shoah e agli attentati alle Olimpiadi di Monaco del 1972, una volta tagliato il traguardo e dopo aver appena intravisto nella folla la bandiera d’Israele che avevo in mano, mi ha immediatamente gridato in ebraico: “הדגל , la bandiera”

Un gesto semplice forse, ma che mi ha davvero toccato. Spesso durante la Giornata della Memoria ci si focalizza sul ricordo del dramma che ha significato la Shoah per l’Umanità, scordando però un aspetto altrettanto fondamentale della Storia, ovvero la rinascita del Popolo Ebraico, concretizzata nella rifondazione dello Stato d’Israele. Chi è stato allo Yad Vashem di Gerusalemme sa che dopo un lungo percorso tra le varie atrocità che hanno dovuto subire gli ebrei sotto il regime nazista, si apre un’enorme terrazza con un vista panoramica mozzafiato su tutta Israele; questa a simboleggiare e testimoniare che il Popolo Ebraico non è morto nei campi di sterminio, ma ha saputo rialzarsi e creare qualcosa di ancora più grande e più potente del male che ha dovuto subire in passato. Per questo motivo, quando ho visto lo sguardo fiero e orgoglioso di Shaul nel tenere la bandiera per cui ha combattuto per tutta la sua vita, non ho potuto fare a meno che emozionarmi nel sentirmi parte anch’io di questa Patria.

עם ישראל חי