3 Dicembre 20204min931

Resta ancora un po’, un libro leggero dalla profondità inaspettata

piattelli

di Michelle Zarfati

 

Oggi parleremo di un romanzo davvero interessante, profondo ma al tempo stesso leggero: Resta ancora un po’ dell’italo-israeliana Ghila Piattelli, edito da Giuntina.

L’autrice ci racconta di un sentimento che tutti noi conosciamo, che custodiamo dentro di noi e proteggiamo dalle brutture del mondo, un rapporto molto speciale: quello con la nostra nonna. I nonni sono coloro che ci amano incondizionatamente e ci osservano senza mai scorgere difetti in noi; che ci proteggono giustificandoci, accettandoci per ciò che siamo. Si tratta di un rapporto diverso da quello genitoriale, fatto di amore incondizionato. È un legame che viene portato avanti attraverso le tradizioni che ci legano al nostro passato.

Questa è la storia di nonna Giuditta la quale, quando sente che la fine è vicina, decide di coinvolgere il suo amato nipote Yonathan, la fidanzata di questi Noga e il suo coinquilino in un viaggio strampalato alla ricerca del cimitero perfetto dove dire addio ai suoi affetti. Ma come in ogni narrazione che si rispetti, quando i personaggi del libro viaggiano, il lettore è il primo che intraprende questo percorso con i protagonisti, proiettato a sua insaputa in un lungo percorso metaforico di formazione. Così, passo dopo passo, pagina dopo pagina, affiorano i ricordi, i rimpianti e le verità a lungo taciute. Due generazioni a confronto, legate dall’amore e dai segreti che ogni famiglia possiede. Ed è proprio questo che farà Giuditta: con sarcasmo e schiettezza, racconterà tutti i suoi segreti al nipote Yoni, come ultimo regalo prima di concludere il suo viaggio.

Un romanzo divertente e leggero, ma che al contempo fa riflettere assumendo, capitolo dopo capitolo, una profondità inaspettata. Attraverso le parole della protagonista, il lettore scorge molti dettagli importanti: l’Israele di oggi, che riflette infondo quella di ieri, le grandi contraddizioni e i grandi complessi di ognuno di noi. Attraverso questo viaggio, Nonna Giuditta porterà alla luce le grandi verità che ci cambiano la vita senza saperlo, e le scelte che determinano il nostro destino. Dalle pagine emerge il profondo senso dell’importanza della memoria, ma soprattutto un tema importantissimo e spesso sottovalutato. l’accettazione del fatto che il tempo che abbiamo a disposizione su questa terra abbia una fine. E così Nonna Giuditta non solo l’accetta, ma fa un ultimo grande gesto d’amore per suo nipote regalandogli il suo tempo e la verità.

Nel leggere questo romanzo, ogni nipote rivede la propria nonna, e forse è questa la grande abilità dell’autrice: quella di ricreare davanti ai nostri occhi il rapporto che ogni individuo possiede con la propria nonna. Un viaggio doppio tra i sapori, gli odori, le abitudini e il candore dell’amore familiare, rendono questo romanzo una meravigliosa metafora di quello che in fondo ogni nipote vorrebbe: avere la possibilità di poter dire ai propri nonni di restare insieme, almeno per un altro po’. Perché del resto, chi ci ama sapendo di lasciarci ci dà prova di un amore sincero per davvero.


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