Piccolo questionario di Proust – Daniele Billy Regard

Billone   Billy all’Ugei: Sono stato consigliere nel 2005, nel 2006 e nel 2007 con la carica    di responsabile delle attività romane. Nel 2011 e nel 2012 sono stato presidente del    consiglio esecutivo.

   Billy nella vita: Lavoro nell’ufficio stampa del presidente della Regione Lazio,        Nicola Zingaretti. Sono giornalista praticante. Ho un blog sull’Huffington Post e da    poco scrivo anche per Moked.

   Il tratto principale del tuo carattere? Sono una persona molto socievole,            amo stare tra la gente.

   Quel che apprezzi di più nei tuoi amici? La sincerità.

   Il tuo sogno di felicità? Un giorno, andare a vivere con la mia famiglia in                Israele.

  La materia scolastica preferita? Storia, sono sempre stato affascinato dagli         eventi passati. Credo influiscano molto sul nostro presente e anche sul futuro.

  Piatto preferito? Solo uno?

Il tuo primo ricordo? A tre anni sono caduto con la bicicletta con mio padre. Un vero schianto. Ho ancora delle foto, tutto sporco di polvere.

Se avessi cento milioni di euro? Viaggerei e assicurerei un futuro solido ai miei figli e alla mia famiglia.

Eroe/eroina? Mordechaj Anielewicz, capo della rivolta del ghetto di Varsavia.

Film cult? Pulp Fiction.

Canzone che fischi di più sotto la doccia? Ad oggi, Peppa Pig.

Quello che detesti più al mondo? L’ipocrisia, l’invidia, il pressappochismo e l’arrivismo. Ah, poi anche gli juventini.

Se potessi parlare a quattr’occhi con l’uomo più potente del mondo, cosa gli chiederesti? Quando avrò parlato con Totti, ve lo farò sapere.

Come vorresti morire? Forse un po’ banale: nel mio letto di casa, senza soffrire troppo!

Le colpe che ti ispirano maggiore indulgenza? Meglio una bugia a fin di bene, che una verità che può far male.

PERCHÉ L’UGEI? Quando sono uscito dall’Hashomer Hatzair ho cercato qualcosa che mi tenesse legato all’associazionismo ebraico. E fortunatamente ho trovato l’Ugei. Un’associazione che nel 2005 usciva da un periodo drammatico e grazie al lavoro di Tobia Zevi e dopo Daniele Nahum ha ritrovato vita. In tre anni da consigliere (2005, 2006 e 2007) sinceramente ho fatto poco o niente ma ho capito quanto fosse importante il ruolo dell’Ugei. L’Ugei avvicina le persone, dà la possibilità a ebrei lontani di vivere il proprio ebraismo e di conoscere la nostra cultura millenaria. Nel 2011 mi sono ricandidato, sono stato eletto e nominato presidente, carica che ho ricoperto anche nel 2012. Quella di presidente è stata un’esperienza estremamente formativa, dal punto di vista professionale e soprattutto umano. Ho conosciuto persone magnifiche. Siamo stati capaci di organizzare eventi interni in tantissime città italiane e allo stesso tempo abbiamo consolidato rapporti importanti con i rappresentati di altre religioni e con la società civile. Questa deve essere l’Ugei. Un’associazione che rappresenti i giovani ebrei italiani nel modo migliore e al passo con i tempi. Cosa vogliono i giovani oggi? È questo quello che devono chiedersi il nuovo consiglio e il congresso. Tra le iniziative più significative del mio mandato ricordo una festa internazionale di Purim con più di 1000 persone da tutta Europa e un convengo che ha visto la partecipazione dell’allora ministro del Lavoro Elsa Fornero. Non dobbiamo farne una questione solo di numeri, sono d’accordo, ma l’Ugei è viva se i giovani la vivono.