14 Gennaio 20212min347

Parashat Vaerà e gli ottant’anni di Mosè: l’età della forza e del coraggio

משה על הר נבו

di Redazione

 

Nella Parashà di questa settimana, Parashat Vaerà, prima ancora che si cominci a narrare le vicende del popolo ebraico in Egitto, delle dieci piaghe, dell’apertura del Mar Rosso e della manna nel deserto, ci viene raccontato un particolare apparentemente irrilevante. Ci viene raccontato che quando Mosè arriva in Egitto ha l’età di 80 anni. 

Si domandano i Maestri il perché di questo particolare, in che modo la sua età possa aver influenzato il suo operato, consci che vi sia un insegnamento nascosto dietro quel numero. Beh, secondo l’ebraismo ogni età corrisponde ad una virtù e, contro ogni aspettativa, gli 80 anni rappresentano nella vita di un uomo l’età della forza e del coraggio

Proprio così, nonostante nell’ideale collettivo questa età rappresenti l’ultima fase della vita, quella più debole e fragile, secondo l’ebraismo a 80 anni siamo all’apice della nostra forza. Perché? Semplice. I Maestri ci spiegano che il numero 8 rappresenta tutto ciò che è sovrannaturale – ovvero sopra la natura. A 80 anni dunque noi stessi siamo al di sopra della natura. Combattiamo contro la vecchiaia, la stanchezza, gli acciacchi, la solitudine. Questa battaglia contro noi stessi e le nostre debolezze ci rendono dunque forti e coraggiosi.

Ecco perché la Parashà ci specifica l’età di Mosè: per insegnarci che nonostante la vecchiaia egli era all’apice della sua forza e del suo coraggio. Meno forte fisicamente forse, ma spiritualmente più elevato che mai.