23 Ottobre 20202min245

Parashat Noach: “insieme nell’arca, contro un nemico comune”

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di Redazione

 

La seconda Parashà del Pentateuco, Parashat Noach, è forse tra le Parashot più simboliche, più conosciute, più apprezzate, più studiate e più citate in assoluto. La Parashà che racconta la storia di Noè, l’unico uomo pio della terra che, per mettersi in salvo dall’ira di Dio, costruisce un’arca nella quale ospita animali di ogni specie.

In uno storico discorso tenuto da Rav Israel Meir Lau, ex rabbino capo di Israele e superstite del campo di sterminio di Buchenwald, di fronte ai più grandi leader di tutto il mondo arrivati in visita al museo della Shoah di Yad VaShem in occasione del World Holocaust Forum, Rav Lau ha deciso di parlare proprio di Parashat Noach e della convivenza degli animali nell’arca.

“Com’è possibile che il leone e la capretta abbiano convissuto sotto lo stesso tetto?”, domanda Rav Lau al pubblico d’eccezione presente in sala. “La risposta è semplice: tutti gli animali avevano capito che dovevano convivere pacificamente perché fuori dall’arca vi era un nemico comune. Il temporale”. Poi Rav Lau ha aggiunto: “Se gli animali hanno capito ciò, perché non lo capiamo anche noi umani?”.

L’interrogativo rimane aperto e irrisolto. Oggi più attuale che mai. Il nemico comune ha preso forma di un temporale nell’epoca biblica, oggi prende la forma di un virus. In altre epoche il nemico era la guerra, l’odio, la fame. Il nemico comune è sempre esistito. Il desiderio di combatterlo insieme, tuttavia, pare averci abbandonato, proprio come afferma Rav Lau.

L’inizio del nuovo anno e la lettura di Parasha Noach possono rivelarsi il momento storico decisivo per ripetere il gesto compiuto dagli animali sotto l’arca di Noe. Anche noi, come loro, possiamo riconoscere di essere più simili di quanto immaginassimo, accomunati da un destino comune, frutto delle nostre azioni e delle nostre decisioni.