Oltre ogni barriera: Ella Waweya è la prima portavoce araba e musulmana delle IDF

di Angelo Sonnino
In una cerimonia svoltasi domenica 15 febbraio a Tel Aviv, le Forze di Difesa Israeliane hanno ufficialmente nominato Ella Waweya portavoce in lingua araba delle IDF, succedendo al colonnello Avichay Adraee. Annunciata il 3 febbraio 2026, la nomina segna un doppio primato storico: è la prima donna e la prima musulmana araba a ricoprire questo ruolo.
Nata nel 1989 a Qalansawe, cittadina araba musulmana nel centro di Israele, vicino a Netanya, Ella è cresciuta in una famiglia tradizionale, dove l’idea di servire nell’esercito israeliano non era contemplata. A sedici anni, dopo aver ottenuto la carta d’identità israeliana, decide che la cittadinanza deve significare impegno: comincia come volontaria e poi sceglie di arruolarsi. Un gesto raro e spesso controverso nella società araba israeliana.
Prima dell’ingresso nelle IDF, Waweya ha lavorato nel settore della comunicazione, incluso il broadcasting radiofonico, e ha fondato il progetto “Shared Life” per promuovere la coesistenza tra arabi ed ebrei attraverso workshop, eventi pubblici e campagne di sensibilizzazione. Ha conseguito una laurea in Comunicazione e un master in Governo e Marketing Politico, entrambi con lode, acquisendo strumenti teorici e pratici che le hanno permesso di sviluppare competenze nella gestione della comunicazione e nella strategia mediatica.
Entrata nelle IDF nel 2013, inizialmente nel reparto New Media della Divisione del Portavoce militare, Ella si distingue per disciplina e capacità comunicative. Segue il percorso formativo per diventare ufficiale, riceve riconoscimenti al merito e diventa uno dei volti pubblici dell’esercito. Nel 2022 viene promossa maggiore, diventando la prima donna musulmana araba a raggiungere quel grado.
Grazie a questa esperienza e alla sua competenza nella comunicazione digitale e in lingua araba, Waweya arriva oggi pronta al nuovo incarico di portavoce. Il ruolo non consiste solo nel diffondere informazioni ufficiali, ma anche nel gestire conferenze stampa e aggiornamenti sui social destinati a un pubblico ampio e diversificato, dai cittadini dei Territori palestinesi agli osservatori internazionali. Come ha spiegato in un’intervista a Ynet, «il fronte mediatico è un campo di battaglia, una guerra non meno complessa delle altre».
Con la sua nomina, Waweya non segna solo una svolta simbolica per genere e appartenenza religiosa, ma diventa anche un simbolo del cambiamento generazionale e della modernizzazione della comunicazione militare in Israele.
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