Oltre le barriere: nasce la Commissione per il futuro dell’inclusione ebraica

di Angelo Sonnino
LONDRA – Il 16 marzo 2026 segna una data storica per la comunità ebraica britannica. Il Board of Deputies of British Jews, il principale organo di rappresentanza dell’ebraismo nel Regno Unito, ha ufficialmente istituito la Commissione sull’Inclusione delle Persone con Disabilità. L’organismo è incaricato di esaminare gli ostacoli che i cittadini ebrei con disabilità incontrano nel Paese e di formulare raccomandazioni pratiche per rendere istituzioni, attività e servizi comunitari realmente accessibili a tutti.
L’iniziativa non è un atto isolato, ma rappresenta un tassello fondamentale del Board Plan 2024-2027, il piano strategico triennale volto a rafforzare l’inclusione come pilastro del futuro comunitario. La Commissione sarà guidata da Vivian Wineman, che ha presentato così l’iniziativa:
Questa Commissione rappresenta per noi un’opportunità per ascoltare, imparare e agire. Spero che possa mobilitare la nostra comunità affinché ogni persona ebraica con disabilità e ogni famiglia che la assiste possano partecipare pienamente e con dignità alla nostra vita collettiva.”
A livello operativo, il gruppo di lavoro si avvarrà di team di esperti composti da persone con esperienza diretta di disabilità, familiari, accademici e rappresentanti delle organizzazioni di settore. Questo approccio garantisce che le linee guida siano fondate su esperienze autentiche e applicabili nel quotidiano.
Nelle prossime settimane, la Commissione entrerà nel vivo della sua attività convocando le principali organizzazioni ebraiche per definire obiettivi e metodologie. Contestualmente, verrà lanciato un invito ufficiale alla comunità per condividere esperienze, dati e proposte concrete. Questa consultazione permetterà di raccogliere informazioni dirette dal “vissuto” degli interessati, così da elaborare soluzioni basate sulle effettive necessità della popolazione.
Il lavoro della Commissione si ispira al principio ebraico del B’tzelem Elohim, il riconoscimento che ogni persona è creata a immagine di Dio. Un concetto potente che sottolinea come ogni individuo possieda pari dignità e diritti, trasformando la percezione della persona con disabilità: non più destinataria passiva di assistenza, ma membro pienamente partecipe della comunità, portatore di talenti e prospettive uniche.
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