6 Novembre 20202min126

Nella Parashà di questa settimana impariamo l’ospitalità

parahsa

di Manuel Moscato 

 

Questa settimana leggiamo la Parashà di Vajera. Nei primi versi, si parla dell’incontro tra i tre angeli e Avraam Avinu. Ogni angelo aveva un suo compito: il primo doveva annunciare che Sarah aspettava un bambino, il secondo doveva annunciare la guerra di Sodoma e Gomorra, e il terzo doveva portare una pronta guarigione a Avraam perché aveva fatto la Milà da pochi giorni.

La Torah ci racconta che all’inizio Avraam non capì che fossero degli angeli, e li scambiò per dei viandanti. Per questo ebbe il desiderio di ospitarli dentro casa. E proprio da Avraam Avinu impariamo la Mitzvà dell’ospitalità (Hachnasat Orechim).

Accogliere gli ospiti non significa accettare nella propria casa delle persone estranee e mettere a disposizione tutto ciò di cui hanno bisogno, ma i nostri Maestri z”l dicono che accogliere gli ospiti significa uscire dalla nostra casa e andare a cercare le persone per farceli entrare senza che chiedano di cos’hanno bisogno.

Pertanto la grande Mitzvà che impariamo è proprio quella di uscire dalla nostra casa, cercare i bisognosi e mettere loro a disposizione ciò che abbiamo senza chiedere cosa gli occorre.

Sempre nello stesso racconto leggiamo anche l’importanza per un padre di insegnare le Mitzvot ai suoi figli. Non a caso, quando Avraam fa entrare i tre viandanti dentro casa, automaticamente coinvolge anche la sua famiglia e in particolare suo figlio, dicendogli di andare a preparare un vitello per gli ospiti appena entrati. Da qui impariamo l’importanza del mettere in pratica una Mitzvà, e allo stesso tempo l’insegnamento della stessa ai figli per comprendere sempre di più ciò che ci ha comandato Hakadosh Baruch Hu.


UGEI

L’Unione Giovani Ebrei d’Italia coordina ed unisce le associazioni giovanili ebraiche ed i giovani ebrei che ad essa aderiscono.


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