Moed di Piombo: il miracolo della pioggia

HaTikwa (A.Pandolfi) – Nel corso della storia lo sterminio del popolo ebraico è stato spesso al centro di campagne politiche e ideologiche. Dalla schiavitù in Egitto alla Shoah: di testimonianze e di documenti ne abbiamo tantissimi. Tuttavia vi sono eventi, appuntamenti storici altrettanto tragici, che spesso passano inosservati e che non sempre vengono ricordati. Uno di questi è proprio il Moed di piombo. È il 2 di Shevat del 1793, a Roma una folla inferocita accorre alle porte di quello che allora era il Ghetto ebraico di Roma, dove risiedeva l’intera popolazione ebraica della più antica diaspora del mondo.

Con picconi, armi e torce di fuoco, la folla riesce ad incendiare il portone della Regola, varco fra gli ebrei e il resto della popolazione. Nel ghetto si creò il panico; migliaia di persone e di abitazioni rischiavano di rimanere bruciate. Ad un tratto, come spesso nella storia del nostro popolo accadde un “Ness”, un miracolo: un improvviso temporale si scagliò sulla città, spegnendo completamente il rogo. Possiamo paragonarlo forse all’apertura delle acque a seguito della schiavitù egiziana, nonché un’altra boa di salvataggio che Hashem ci ha concesso? In seguito a questo evento venne formata una confraternita, la Ezrà be-zarod, che assunse il compito di ricordare l’evento e celebrare la salvezza del Ghetto. Ancora una volta il ricordo assume un ruolo principale nella vita di ognuno di noi. Ricordare ci aiuta a capire ed a prevenire che rivolte come questa possano ancora una volta mettere a rischio l’esistenza di persone innocenti.


UGEI

L’Unione Giovani Ebrei d’Italia coordina ed unisce le associazioni giovanili ebraiche ed i giovani ebrei che ad essa aderiscono.


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