12 Aprile 20215min384

Lettera della direzione HT – La speranza degli “anni d’oro”

WhatsApp Image 2021-04-08 at 18.14.42

Cari lettori,

riceviamo con orgoglio l’eredità di David Zebuloni e ci approcciamo al ruolo di Direttore con un’idea di continuità rispetto al lavoro svolto nell’anno precedente, che ha avuto come obiettivo principale il fornire un racconto di qualità della vita e delle idee di giovani ebrei che vivono all’interno di una società complessa come quella attuale.

Partiamo dai ‘’giovani’’. Chiamare un giornale ‘’HaTikwa’’, ‘’la speranza’’, non significa soltanto alludere al titolo dell’inno dello Stato d’Israele, ma anche riassumere in una parola quella capacità di sognare, quella visione di un futuro migliore non macchiata dalla malizia e dalla concretezza dell’esperienza di un individuo ormai completamente formato. I ‘’grandi’’ parlano spesso di questo periodo della vita come ‘’gli anni d’oro’’. Capite bene che al momento di oro ce n’è ben poco, letteralmente e non: messi ai margini da un sistema che ha giustamente rivolto l’attenzione verso altre priorità, i ragazzi di oggi si trovano all’interno di un limbo in cui tutto ciò che li rende tali è al momento concretamente infattibile, ma si tratta di un problema che vede la sua unica soluzione nella vaccinazione collettiva e nell’abbassamento dei contagi. Il resto è quotidianità, isolamento e impotenza.

Giornalisticamente parlando, questo ha condotto alla necessità di essere vicini al nostro pubblico attraverso l’utilizzo di strumenti che sapessero fungere da punto di raccordo tra l’evoluzione tecnologica e il contatto umano, fondamentale all’interno di una piccola comunità come quella ebraica italiana, che vede proprio nella relazione tra gli individui il fondamento ideologico e materiale della propria prosecuzione. La nostra speranza, dunque, è di tornare a raccontare il normale flusso della vita comunitaria. Questo non significa assolutamente rinunciare all’innovazione, diventata requisito imprescindibile per conservare credibilità e competitività all’interno di un panorama ormai saturo, ma mettere questa al servizio di un avvenimento in presenza per aumentarne la visibilità. Continueremo quindi nel frattempo a proporre quante più soluzioni possibili per permettervi di sentirvi vicini e parte di un tutto. Come sempre, am echad lev echad (‘’un unico popolo, un unico cuore’’).

Passiamo ora ad ‘’ebrei’’. Mai come in questo periodo, con gli occhi del mondo perennemente puntati sui social network alla ricerca di qualsiasi spiegazione, soluzione o anche solamente conforto, ci siamo resi conto dell’importanza di raccontare chi siamo davvero. Grande è stato il contributo ebraico alla lotta alla pandemia. Basti pensare alle grandi cariche istituzionali all’interno di Pfizer e Johnson & Johnson, o alla straordinaria gestione della campagna di vaccinazione dello Stato d’Israele. Come sempre nella storia, si è rivelata un’arma a doppio taglio. La coordinatrice nazionale per la lotta contro l’antisemitismo Milena Santerini dice giustamente che l’odio antiebraico, proprio come un virus, riemerge quando le difese si abbassano, ed è proprio ciò che è accaduto: spesso il senso di ammirazione nei confronti di una nazione o di singoli individui ha lasciato il posto a narrazioni, purtroppo a noi ben note, di stampo dietrologico e cospirazionista, che vedono gli ebrei nel costante intento di soggiogare il mondo e di condurne le sorti al proprio utile economico.

La verità è che siamo semplicemente una comunità di individui, con un’identità comune e allo stesso tempo variegata nelle sue declinazioni territoriali, con i propri punti fermi e con i propri dubbi esistenziali, i propri pregi e i propri difetti. Ciò che vogliamo raccontare è un occhio particolare su una realtà comune, ma siamo tutti esseri umani sotto lo stesso cielo, ognuno con una battaglia e una storia differente, ognuno con la testa china in trincea, ma con la mente che vola lontano e lo sguardo rivolto verso la propria Yerushalaim.

Luca Clementi, Direttore Responsabile 

Luca Spizzichino, Direttore Editoriale