L’amore come motore del mondo, Noam Bettan all’Eurovision

di Angelo Sonnino
Questa sera inizierà l’attesissimo Eurovision Song Contest 2026 e a rappresentare lo Stato di Israele ci sarà il cantante di origini francesi Noam Bettan con la sua canzone “Michelle”.
Nonostante le tensioni e i tentativi di boicottaggio legati alla sua presenza, il giovane artista, arrivato al successo dopo la vittoria al talent The Next Star, salirà sul palco di Vienna con un obiettivo che va oltre la competizione: diffondere amore e portare luce.
Nel brano che presenterà, cantato in un mix di ebraico, inglese e francese, Noam parlerà dell’amore che considera il vero motore del mondo. Per l’artista, però, questo sentimento non è rivolto soltanto agli altri, ma soprattutto a sé stessi. Il messaggio di “Michelle” è infatti un invito al coraggio e alla libertà: se non sei felice, devi trovare la forza di andare via e scegliere il tuo benessere, senza restare in un luogo dominato dal dolore.
Intervistato dal quotidiano Libero, da David Zebuloni, Noam ha spiegato la sua visione dell’amore. Un sentimento dal significato profondo, che per lui significa prima di tutto prendersi cura di se: “Per essere buono con gli altri, devi esserlo con te stesso”.
Questa filosofia affonda le radici in un percorso personale segnato dalla determinazione. Per quasi dieci anni, Noam ha scritto e prodotto musica nella sua cameretta, mentre lavorava come cameriere per mantenersi. Tra un turno e l’altro, chiedeva ai clienti di seguirlo sui social e di ascoltare le sue canzoni, inseguendo con costanza un sogno che sembrava lontano.
Oggi quel percorso lo porta su uno dei palchi più importanti d’Europa, davanti a milioni di spettatori. Un traguardo che Noam vive come una forma di riscatto e come un’occasione per rivolgersi alle nuove generazioni:
«Vorrei che i giovani trovassero ispirazione nella mia storia. Che non rinunciassero mai ai propri sogni, anche quando gli altri li fanno sentire fuori posto o li spingono a cambiare strada. Che vadano avanti nonostante la paura».
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