La vera storia di Channukah

di Idan Abdollahi
Per raccontare la storia di Channukah, è necessario iniziare un’analisi storica del regno di Antioco III, reggente della dominazione Seleucide. L’Impero, nato dopo la morte di Alessandro Magno e la spartizione del suo territorio, era caratterizzato da lingua, religione e cultura greca/ellenica. Sebbene Antioco III promuovesse la cultura ellenica, anche per rafforzare la coesione interna all’impero, i Seleucidi tendenzialmente non adottavano atteggiamenti repressivi verso altri culti e popolazioni locali. Secondo Giuseppe Flavio, infatti, quando Antioco III conquistò la Giudea nel 200 a.e.v. durante il Secondo Tempio, applicò una politica filo-giudaica come la concessione di privilegi fiscali, la libertà di vivere secondo le leggi ebraiche e il finanziamento tramite offerte al Bet Hamikdash. Le prime crepe iniziarono quando l’Impero Seleucide subì pesanti sconfitte contro Roma, che portarono all’instabilità politica interna e a una conseguente pressione fiscale maggiore.
Il periodo di instabilità politica interna terminò nel 175 a.e.v. quando Antioco IV, il famoso antagonista della storia, salì al potere. Una delle prime riforme di Antioco IV fu l’imposizione di uomini di fiducia nel ruolo di Sommo Sacerdote, una pratica che sarebbe stata ripetuta anche dai Romani, nel 174 a.e.v. con Giasone, che diede inizio a una politica di ellenizzazione dell’élite sacerdotale, e poi nel 171 a.e.v. con Menelao che secondo alcune fonti non era nemmeno discendente della casata dei Cohanim.
Si creò così una spaccatura nella società: l’aristocrazia divenne sempre più ellenizzata, mentre la classe media continuò a rispettare le tradizioni e la religione ebraica.
La situazione nel territorio della Giudea, e soprattutto a Gerusalemme, peggiorò nel 168 a.e.v. durante la campagna militare di Antioco IV in Egitto. In Israele si diffuse la voce della sua morte, evento che portò a una ripresa violenta del Sommo Sacerdozio da parte di Giasone. Il Secondo Libro dei Maccabei narra che Antioco IV, dopo aver perso la campagna in Egitto a causa dell’intervento romano, scatenò la sua ira in Giudea, uccidendo 80.000 civili e saccheggiando le ricchezze del Secondo Tempio. Nel 167 a.e.v. applicò terribili politiche contro la popolazione ebraica, che prevedevano: il divieto di circoncisione, il divieto di osservare lo Shabbat e le feste, il divieto di studiare la Torah. Inoltre, sull’altare del Tempio venne eretta una statua di Zeus e nei luoghi sacri vennero sacrificati maiali.
Queste politiche antigiudaiche indignarono la popolazione ebraica tradizionalista e spinsero il sacerdote Mattatia l’Asmoneo ad organizzare delle attività di guerriglia contro i romani. Dopo la sua morte nel 166 a.e.v., la guida passò a suo figlio Yehuda, Giuda Maccabeo, il quale, dopo aver guidato la milizia nella battaglia di Emmaus nel 164 a.e.v., riprese il controllo del Tempio. Questo evento è passato alla storia come il famoso miracolo di Channukah. Lisia, generale delle forze seleucidi in Giudea, fu costretto a tornare ad Antiochia, capitale del regno seleucide. mentre due anni dopo, nel 164 a.e.v. avvenne l’ennesimo miracolo con la riconquista del Tempio, e la morte di Antioco IV in Persia, probabilmente per malattia.
Gli succedette suo figlio Antioco V, di soli 9 anni, il cui tutore fu proprio Lisia. Una delle prime mosse del generale fu richiamare un esercito che contava oltre 100.000 fanti e 20.000 cavalieri per riconquistare i territori persi a favore dei Maccabei. Questa lotta impari si concluse in modo diverso rispetto alle aspettative. Infatti, nonostante la quasi sconfitta dell’esercito ebraico, gli eventi presero una piega inaspettata. Mentre Lisia e Antioco V erano in Giudea a combattere i Maccabei, Filippo, un altro generale, cercò di compiere un colpo di stato ad Antiochia. Lisia dovette scegliere se continuare la battaglia in Giudea o proteggere il suo potere a corte. Il generale in carica optò per la prudenza, ritornando in patria e scegliendo di far cessare la guerra in Giudea. Garantì la libertà religiosa al popolo ebraico, mantenendo sotto la giurisdizione e il controllo del territorio all’Impero Seleucide.
Dopo la morte di Yehuda nel 160 a.e.v., la Giudea rimase una provincia autonoma dell’impero Seleucide, con Simone, che nel 142 a.e.v., iniziò una fase di indipendenza che culminò con la creazione dell’impero Asmoneo. Nel 129 a.e.v. nonostante il tentativo di ellenizzazione portato avanti dalla nuova dominazione, il processo di ritorno alle tradizioni ebraiche da parte della popolazione della Giudea non si arrestò.
Chanukah è rinomata non tanto per la vittoria sull’ellenismo, quanto piuttosto per aver garantito il mantenimento del Tempio per altri 200 anni.
Alla luce di questa ricostruzione storica, è possibile rendersi conto di come il vero significato di Chanukah risieda dunque nella riconquista e nella riconsacrazione del Bet Hamikdash, che poté continuare a esistere per altri due secoli, fino alla distruzione romana. Più che una celebrazione della vittoria militare, Channukah è la memoria di una resilienza religiosa e culturale, capace di sopravvivere anche in un contesto di profonde trasformazioni e contraddizioni storiche.
Channukah sameach a voi e alle vostre famiglie.
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