La Parasha della Settimana, Tetzavè: la Torah e l’olio d’oliva

tetza

HaTikwà (M. Moscato) – La parashà che andremo ad approfondire questa settimana è la Parashà di Tetzavè. È una parashà molto dettagliata dove HaKadosh Baruch Hu comanda a Mose ed a Aron di indossare dei vestiti particolari. La Torah continua e spiega che il Coen Gadol doveva indossare una tunica lunga, chiamata Efod, di colore azzurro, Tehelet. Sopra a questa tunica doveva indossare due pettorali: uno sul petto e uno sulla schiena, collegati da due spalline di colore oro.

La particolarità del pettorale che indossava davanti il Coen Gadol era che su di esso vi erano poste dodici pietre sulla quali erano incisi i nomi delle dodici tribù, che secondo la Torah dovevano essere scritte nell’ordine decrescente dei figli di Yakov: Reuven, Shimon, Levi, Yeudà, Issahar, Zevulun, Dan, Naftali, Gad, Hasher, Yosef e Beniamin. Queste pietre erano scritte in quattro file e ogni fila aveva tre pietre. Il Coen Gadol doveva indossare anche un cappello, Miznefet, sul quale era scritto il Tetagramma di Dio.

Nel primo verso della parashà è scritto: “E tu ordinerai ai figli d’Israele che ti porteranno dell’olio d’oliva puro per l’illuminazione, per alimentare il lume che deve ardere quotidianamente”. Nel trattato di Shabbat, Cap. 2, è riportato: “Coloro che dedicano particolare attenzione all’olio d’oliva per l’accensione dei lumi dello Shabbat, avranno il merito di portare al mondo dei figli sapienti di Torah”. Da qui i nostri Maestri z”l hanno paragonato la Torah all’olio di oliva. Nel verso è scritto: “Ti porteranno dell’olio d’oliva puro“, ossia ti porteranno la Torah per essere studiata e interpretata insieme e per “l’illuminazione” si intende che studiando la Torah, approfondendola, si illuminerà la retta via che ogni ebreo deve percorrere.

Shabbat Shalom