La Parashà della Settimana: Sheminì

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HaTikwà (M. Moscato) – La Parashà che andremo ad approfondire questa settimana è quella di Sheminì. Come le Parashot precedenti, anche questa si apre parlando dei sacrifici che dovevano essere offerti sul Mishkan, l’altare del santuario. Troviamo inoltre le regole della Kasherut secondo la legge ebraica. Hashem ci da una descrizione dettagliata di tutti gli animali che si possono mangiare e di quelli che non si possono mangiare.

Per quanto riguarda i quadrupedi, per essere kasher e quindi permessi ad essere mangiati, devono essere erbivori e devono avere lo zoccolo diviso in due. Per quanto riguarda i pesci, per risultare kasher, devono avere pinne e squame. Per i volatili  tutti i volatili tranne quelli rapaci. Si chiedono i nostri Maestri z”l nel trattato di Hulin, quando un volatile viene definito un rapace? Se ha le seguenti caratteristiche: una volta appollaiato tiene due artigli davanti e due dietro, quando le sue uova sono tutte tonde (e quindi diverse da quelle che mangiamo oggi che hanno una forma sotto ovale e sopra sono a punta) e se lanciando in aria un pezzo di pane esso spicca il volo per prenderlo.

In questa Parashà vediamo anche la morte dei figli di Aron, Nadav e Haviù, in quanto hanno offerto un fuoco estraneo sull’altare che Hashem non aveva comandato. Su questa morte ci sono molte opinioni. Rashi riporta una discussione tra Rabbi Ishmael e Rabbi Eliezer. Rabbi Eliezer dice che Nadav e Haviu sono morti perché hanno risposto a una domanda di Halachà in presenza di Moshé mentre secondo Rabbi Ishmael sono morti perché prima di prestare servizio nel Mishkan, Nadav e Haviu hanno bevuto il vino e si sono ubriacati. Tant’è vero che alcuni versi dopo Hashem comanda ad Aron e ai suoi figli di non bere vino prima di prestarsi a lavorare al Mishkan. Cosa impariamo dalla prima opinione? Che non si risponde mai a una domanda di Halachà in presenza di un Rav per non mancargli di rispetto, ma se il Rav ti dà il permesso di rispondere allora devi aprire dicendo “Birshut Harav”, ossia con il permesso del Rav.

 

Shabbat Shalom


UGEI

L’Unione Giovani Ebrei d’Italia coordina ed unisce le associazioni giovanili ebraiche ed i giovani ebrei che ad essa aderiscono.


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