La Parashà della Settimana: Devarim

Copia di Copia di Copia di Accensione delle candele

di Ruben Caivano

 

Con la Parashà di Devarim si dà inizio all’ultimo libro della Torah. La traduzione di devarim è “cose”, ovvero tutti i discorsi, come le ammonizioni, le leggi e fatti che Moshè rivolge al popolo ebraico.
Il libro di Devarim assume anche un altro nome ossia quello di Mishneh Torah che significa “ripetizione della Torah”.

Il Gaon di Vilna sottolinea la differenza nel tipo di profezia che vi è tra i primi quattro libri ed il quinto, commentando che l’esposizione da parte di Moshè avviene in un momento in cui Moshè non è in contatto D-o; quindi Moshè parla al popolo senza essersi consultato con il Signore. Invece Rav Soloveitchik sostiene che proprio grazie al libro di Devarim Moshè meriti il titolo di Rabbenu, vale a dire “Nostro Maestro”. Fino ad adesso infatti Moshè aveva semplicemente riferito le parole di D-o mentre ora spiega di propria iniziativa il contenuto dell’intera Torah.

Nella parashà di Devarim, al capitolo 6 dal verso 4-6 è scritto: “Dopo aver colpito Sichon re degli Emorei che risiede in Cheshbon, ed Og re di Bashan che risiede in Ashtarot in Edrei. Al di là del Giordano, nella terra di Moav, inizió Moshè a spiegare questa Torà dicendo: ‘l S. nostro D-o ha parlato a noi sul Chorev dicendo basta per voi risiedere su questo monte.’“
Rashi commenta “a spiegare questa Torah” citando il Midrash Tanchumà spiegando che Moshè lo disse al popolo in 70 lingue. Un po’ contraddittorio poiché Moshè, in precedenza, si era definito un “ish devarim anochi” ovvero un uomo non di parole.

Lo Sfat Emet spiega che Moshè però era cresciuto alla corte del faraone, il quale secondo la Ghemarà di Sotà parlava 70 lingue, al di fuori dell’ebraico però. Quindi, all’inizio, Moshè si era definito un uomo di non parole perché non conosceva la lingua del popolo di Israele. Ma perché spiego la lingua in settanta diverse lingue anziché solamente in ebraico? Secondo lo Sfat Emet ognuna delle 70 nazioni aveva una posizione contro la Torah, ma attraverso queste lingue ostili la Torah cerca di santificare le lingue e le nazioni riportando l’umanità vicino ad H. Questa 70 lingue nascono comunque dalla Torah, dall’episodio della Torre di Bavel ed Am Israel ha il compito di riparare la spaccatura che si è creata da quell’avvenimento.