La nuova vita di Sapir Berman

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di Bruno Sabatello

 

Sapir Berman ha 26 anni e ha recentemente ufficializzato la sua transizione in una conferenza stampa, abbattendo così un tabù e diventando la prima arbitra transgender.

“Mi sono sempre vista come una donna, da quando ero molto piccola. All’inizio non ho dato un nome a questo, non sapevo come chiamarlo, ma ho sempre avuto un’attrazione per il mio lato femminile” ha spiegato la giovane.

“Come uomo ho sempre avuto successo” continua Sapir Berman, “dalla federazione arbitri, alla scuola, alle ragazze, persino nella mia famiglia tutti mi consideravano un uomo; ma quando ero solo ero una donna.” La Berman ha spiegato le motivazioni del suo coming out dicendo che “ho deciso di dichiararlo al mondo per mostrare chi sono veramente, per me stessa, e per le persone che amo”.

Nelle sue parole traspare la sofferenza di una persona che ha dovuto convivere per molti anni con un peso “Spero che la nostra società migliori e diventi il più inclusiva possibile in tutti i settori e per tutti i generi” ha continuato.

Nonostante ora sia riuscita a mostrare la sua forza, Berman nei mesi successivi all’inizio delle terapie ormonali ha subito diverse discriminazioni sessiste da parte dei tifosi ed è stata quindi relegata al ruolo di quarto uomo, ovvero nel calcio quel collaboratore che segue le partite da bordo campo.

Il caso di Berman non è isolato, tanto che lo scorso mese un altro arbitro di Premier League ha iniziato il suo processo di transizione, senza però rivelare la sua identità.

Lo stato di Israele è noto per la sua società aperta nei confronti dell’omosessualità e delle disforie di genere, ospita annualmente uno dei Gay Pride più importanti del mondo ed è riconosciuta dalla comunità LGBTQIA+ come uno dei baluardi della libertà di genere; il tutto in una regione del Mondo in cui per tanti i diritti fondamentali sono inesistenti, in cui anzi, vengono spesso discriminati dalla legge. In Israele invece, la Federazione ha espresso il pieno supporto a Berman in accordo con la European Football Associations e la FIFA, mandando un messaggio importante di inclusione.

Ci uniamo alla speranza di Sapir che il mondo, specialmente quello del calcio, diventi un posto più inclusivo per tutti e che lo sport resti sinonimo di unione e fratellanza.