28 Maggio 20203min521

La festa di Shavuot e il dono del Monte Sinai

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di Manuel Moscato

 

Questa sera sarà Shavuot. La festa di Shavuot ricorda il dono della Torah avvenuto sul Monte Sinai il 6 del mese di Sivan. La festa di Shavuot ha però altri nomi:

1) La festa della mietitura: si riferisce alla mietitura del grano, che avviene durante l’inizio dell’estate, poiché il grano è l’ultimo cereale che rimane nei campi.

2) Hag Shavuot: la festa di Shavuot (settimane) allude alle sette settimane che si contano da Pesach; il cinquantesimo giorno viene celebrato come festa che segna la data in cui è stata data la Torah.

3) Hag Habikurim: la festa delle primizie. Essa ricorda l’offerta dei due pani selezionati, che permetteva di portare le offerte di cereali per il prodotto nuovo. Questo giorno segna anche l’inizio del periodo in cui si portavano sull’altare le offerte dei primi frutti delle sette specie della terra d’Israele.

4) Hazeret: conclusione. É il nome con cui i nostri Maestri z”l chiamano questa festa il cinquantesimo giorno dell’omer.

Durante Shavuot è uso mangiare cibi a base di latte. Ci sono tante ragioni alla base di questa usanza: ad esempio, i nostri Maestri z”l dicono che quando il popolo ebraico ha ricevuto la Torah ancora non sapeva le regole di Kasherut e dal momento che non avevano il tempo di “kasherizzare” i propri utensili allora mangiarono cibi a base di latte. Altri commentatori dicono che a Shavuot si mangiano i cibi a base di latte perché Moshé, quando è stato tratto dal Nilo, era proprio il 6 di Sivan e si nutrì soltanto del latte di una donna ebrea, e anche perché il valore numerico della parola חלב (“halav”, latte) è 40, e corrisponde ai quaranta giorni in cui Moshé salì sul Monte Sinai per ricevere la Torah.

Un altro uso di Shavuot è adornare i Batè Knesiot con i fiori, in ricordo di quando è stata data la Torah sotto al Monte Sinai, dove c’era un forte odore di fiori. Altri usano adornare i Batè Knesiot con canne di bambù e fogliame, in ricordo di quando Moshé Rabbenu è stato messo in una cesta sul Nilo, e poi salvato dalla figlia del Faraone.

Hag Sameah e Moadim Lesimhà a tutti!