15 Febbraio 20214min614

Israele: una potenziale cura al Covid-19?

6cbc4a25a14a434caa3f642cc848d7f0-kGwE-U324011962783291EH-656x492@Corriere-Web-Sezioni

di Gavriel Hannuna

 

Nelle ultime settimane, Israele è stata al centro dell’attenzione per i suoi risultati della sua massiccia campagna vaccinale. A ciò si aggiunge la scoperta di una potenziale cura contro il Covid-19: alcuni scienziati dell’Ospedale Ichilov, il terzo più grande d’Israele, hanno riportato dati promettenti sull’uso del medicinale EXO-CD24 per curare i sintomi del Covid. Il trattamento è stato somministrato una volta al giorno e tramite inalazione a 30 persone, ospedalizzate con sintomi gravi o moderati; 29 su 30 sono state dimesse dall’ospedale in soli 3-5 giorni.

Il Prof. Nadir Arber, scienziato a capo del team che si occupa dello sviluppo del medicinale e direttore del Centro di Prevenzione del Cancro nell’ospedale di Tel Aviv, ha affermato: “Anche se i vaccini dovessero fare il loro lavoro, e se non dovessero esserci nuove mutazioni, il coronavirus, in un modo o nell’altro, rimarrà in mezzo a noi. È per questo che abbiamo sviluppato questa cura: l’EXO-CD24.”

Come funziona

Perché questa cura sembra essere così efficace? Un gruppo di ricercatori giapponesi ha stimato che il 70% dei morti da coronavirus sia dovuto alla sindrome da distress respiratorio (ARDS). Secondo il team, questa sindrome è causata da una “tempesta di citochine”, ossia un’eccessiva produzione di segnali pro-infiammatori da parte del nostro sistema immunitario innato. Il nostro corpo cerca quindi di difendersi dall’invasore esterno alzando barriere fisiche e chimiche, che causano i comuni sintomi di infiammazione. Il problema è che, una volta entrato nell’organismo, il virus infetta le nostre cellule e si continua a replicare, facendo credere al nostro organismo che le barriere che ha messo a punto non siano abbastanza forti. Inizia quindi un ciclo vizioso di infiammazione che può portare a bassi livelli di ossigeno nel sangue e, eventualmente, alla morte del paziente.

L’azione dell’EXO-CD24 si basa proprio sull’interruzione di questo continuo ciclo di infiammazione, riducendo la secrezione di citochine, e dando la possibilità al nostro sistema immunitario di attaccare il virus in modo controllato, senza dover essere intubati nel frattempo.

Spes ultima dea

Un simile trattamento a quello sviluppato a Tel Aviv è stato testato anche all’Ospedale Hadassah di Gerusalemme, e un’altra ricerca incoraggiante viene portata avanti nell’Ospedale Rambam, con l’aiuto delle facoltà di medicina del Technion e dell’Università Bar-Ilan. E altre ricerche promettenti sono in fase di sviluppo presso molte compagnie farmaceutiche, come RedHill Biopharma Ltd., Kamala Ltd., Pluristem therapeutics inc., e Bonus BioGroup.

Acclamato dalla stampa internazionale e dalla comunità scientifica, il team di Ichilov si prepara per la seconda fase di sperimentazione, che vedrà il reclutamento di diverse centinaia di pazienti.


UGEI

L’Unione Giovani Ebrei d’Italia coordina ed unisce le associazioni giovanili ebraiche ed i giovani ebrei che ad essa aderiscono.


Contattaci




HaTikwa

Organo ufficiale di stampa dell’UGEI è HaTikwa, giornale aperto al libero confronto delle idee nel rispetto di tutte le opinioni.


Contattaci