Israele colpisce la Siria per fermare la repressione dei drusi

di Michal Colafranceschi
Israele ha compiuto ieri una decisa e chirurgica operazione militare, a Damasco, contro obiettivi militari strategici del regime, tra cui il Ministero della Difesa e un’area adiacente al Palazzo Presidenziale. L’azione, condotta con precisione e mirata a infrastrutture strategiche, rappresenta una risposta diretta alla brutale repressione esercitata dal regime siriano contro la popolazione civile drusa nella regione di Suwayda, vittima negli ultimi giorni di violenze sistematiche da parte dell’esercito e milizie alleate. Da tempo Israele vigila sulla sorte di questa minoranza , con la quale condivide profondi legami storici e culturali. «Israele ha il dovere morale e strategico di agire quando comunità innocenti vengono minacciate da regimi autoritari e violenti», ha dichiarato il ministro della Difesa Yoav Gallant. «Non staremo a guardare mentre il nuovo governo siriano massacra i propri cittadini per soffocare le legittime aspirazioni di autonomia e sicurezza».
Nel sud della Siria, infatti, il regime di Damasco ha avviato una campagna militare aggressiva per reprimere l’autonomia locale della provincia di Suwayda, storicamente distante dal potere centrale e da anni organizzata in forma semi-indipendente. Il nuovo presidente siriano, Ahmed al-Sharaa, succeduto a Bashar al-Assad, ha scelto di affermare la propria autorità con la forza, mandando carri armati e artiglieria contro civili e gruppi di autodifesa drusi. Questa strategia ha avuto l’effetto di destabilizzare ulteriormente la regione e di richiamare l’intervento israeliano in funzione difensiva.
Israele ha più volte avvertito che non tollererà minacce ai propri confini né massacri ai danni della popolazione drusa. L’azione è stata limitata a obiettivi militari precisi, evitando aree civili per ridurre al minimo i danni collaterali.
Nel frattempo, Stati Uniti e Unione Europea stanno mediando per un cessate il fuoco che preveda il ritiro delle forze siriane dalla zona sud del Paese. Tuttavia, fino a quando il regime continuerà a impiegare l’apparato militare contro la propria popolazione, Tel Aviv ha chiarito che si riserva il diritto di agire nuovamente per difendere le comunità sotto minaccia. La comunità drusa in Israele ha accolto con favore l’operazione, vista come un segnale di solidarietà e protezione nei confronti dei connazionali e dei correligionari al di là del confine. Ancora una volta, Israele ha dimostrato la propria capacità di agire con decisione e responsabilità per difendere i valori fondamentali della protezione delle minoranze e della prevenzione della violenza di Stato.

