31 Dicembre 20206min664

Il Diario di Anne Frank a fumetti

Anna Frank

di Rebecca Locci 

 

«La ricchezza, la bellezza, tutto si può perdere, ma la gioia che hai nel cuore può essere soltanto offuscata: per tutta la vita tornerà a renderti felice. Prova, una volta che ti senti solo e infelice o di cattivo umore, a guardare fuori quando il tempo è così bello. Non le case e i tetti, ma il cielo. Finché potrai guardare il cielo senza timori, saprai di essere puro dentro e che tornerai a essere felice.»

 

A distanza di molti anni, il Diario di Anne Frank è uno dei simboli più importanti della Shoah nonché una testimonianza degli orrori nazisti. Ma per creare un messaggio di speranza tenendo viva la memoria storica, gli autori israeliani David Polonsky e Ari Folman hanno deciso di dar vita ad un progetto ambizioso e assolutamente originale: il Diario di Anne Frank adattato in una strepitosa graphic novel, pubblicata in Italia nel 2017 da Einaudi.

Ari Folman, regista, nasce a Haifa nel 1962 da genitori sopravvissuti all’Olocausto, mentre David Polonsky, illustratore, nasce a Kiev nel 1973. I due hanno lavorato insieme al film Valzer con Bashir, film d’animazione del 2008, premiato in molti festival internazionali e candidato anche agli Oscar. Parla delle memorie di un soldato dell’esercito israeliano che aveva combattuto nella Guerra in Libano del 1982 la guerra in Libano. Folman era il regista, mentre Polonsky era l’art director.

Il duo artistico venne contattato dall’associazione benefica fondata dal padre di Anne Otto Frank a Basilea, la Anne Frank Foundation, che propose loro l’idea di una versione a fumetti del Diario. I due autori, consci del loro passato, decisero così di accettare e tentare di adattarlo senza però stravolgerne l’essenza.

Quanto narrato nel Diario di Anne Frank è noto a tutti; la storia della famiglia Frank, aiutata dagli stretti collaboratori di Otto, e del loro soggiorno presso il rifugio con gli altri inquilini: la famiglia Van Daan (i Van Pels) e il dentista Albert Dussel (Fritz Pfeffer). Ma la vera sfida è stato rendere in poche pagine il contenuto del Diario, riuscendo però a fare una panoramica completa. Decidendo così di mettere in risalto i passi più significativi del Diario, si è scelto di condensare più periodi in annotazioni. La scelta di raggruppare le date in questa maniera non è stata solo dettata dalle necessità, ma anche ponderata degli autori che miravano a rendere giustizia all’ampio ventaglio dei temi trattati da Anne nelle sue memorie.

Con l’utilizzo di quattro date, viene raccontata la parte introduttiva della graphic novel che ripercorre la prima parte della vita di Anne: una ragazza in vista, socievole, molto ammirata e corteggiata dai ragazzi, che ci mostra la sua vita tranquilla, e il dono del suo amato diario. Da lì in poi, in un susseguirsi di immagini, si ripercorre come la vita per gli ebrei è andata peggiorando a causa delle leggi naziste. E con un focus sulla famiglia Frank, in particolare, viene narrata la loro fuga e l’abbandono di tutto ciò che avevano di più caro.

Alcuni passi del Diario vengono invece riassunti per argomento in un’unica pagina, come ad esempio la tavola che illustra il rapporto conflittuale tra Anne e la sorella maggiore Margot, e che nel Diario veniva più volte ripreso. Molto efficace è anche il contrasto grafico dettato dai toni quando viene descritta la vita nell’alloggio, scandita da una routine ripetitiva e in cui spesso dominava la fame, e come viene invece narrata la vita “esterna” e tutto ciò che manca ad Anne.

In una sintesi notevole e con delle illustrazioni sempre molto facili da leggere, il Diario di Anne Frank trova nuova vita. Ottima è stata l’idea di ricreare la fisionomia originale dei personaggi utilizzando le fotografie, tanto che grazie al suo sguardo in copertina Anne è molto riconoscibile. Tra vignette surreali, accuratezza storica e tavole coinvolgenti, nasce una graphic novel speciale, in grado di coinvolgere il lettore, e ammaliarlo con la forza delle immagini a sostegno dell’insolita maturità, della pungente ironia e della forte e profonda voce di una giovanissima ragazza ebrea.

Perché è una lettura consigliata? Perché la forza delle immagini può colpire tanto quanto quella delle parole. Perché pur se una versione ridotta e più veloce da leggere, rimane interessante ed esplicativa. Perché ci permette quasi di calarci di fianco alla stessa Anne mentre aggiornava la sua cara Kitty, come chiamava il suo diario. Perché i due autori sono stati in grado di restituirci una Anne forte e fragile, ma allo stesso tempo più umana che mai. Perché pur conoscendo già l’originale, ci si può affezionare comunque al fumetto, quasi sperando che finisca diversamente da come sappiamo.


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