18 Dicembre 20194min489

Il Congresso UGEI, un grande successo

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HaTikwa (D. Fiorentini)Erano ben 70 i giovani ebrei che da tutta Italia si sono riuniti a Firenze lo scorso weekend per dar vita al tradizionale Congresso UGEI. Un chiaro segnale di quanto l’Unione Giovani Ebrei d’Italia sia ancora viva e influenzi le vite di tantissimi ragazzi e ragazze di tutto il Paese. Un successo visto soprattutto il numero di comunità rappresentate: oltre la comunità ospitante, hanno avuto voce Roma, Milano, Torino, Genova, Trieste, Bologna. 

Molte parole sono state già spese sui temi trattati, dal culto, ai rapporti con l’UCEI, con Israele e con le altre unioni giovanili ebraiche europee; per questo volevo presentare il punto di vista di chi è stato dietro le quinte, ovvero di consigliere e di organizzatore dell’evento. 

Dopo un anno intenso di lavoro, è stato molto stimolante tirare le somme alla presenza di tante altre persone: valutare gli eventi, proporre nuove idee ed eventualmente ammettere qualche passo falso. Quello su cui tutti si sono trovati d’accordo è stata la necessità di coinvolgere maggiormente le persone dalle grandi comunità, Roma e Milano, che spesso sono rimaste chiuse nelle loro realtà quasi “autosufficienti”, al contrario delle medie e delle piccole da cui abbiamo registrato una grande affluenza. Inoltre è stato di fondamentale importanza riportare l’UGEI sulla mappa europea; grazie al successo del JIR (Jewish-International-R(h)ome), ci siamo fatti vedere da tutte le nazioni europee come un partner serio con cui poter porre le basi per altri eventi internazionali in futuro. 

Tra i punti di cui vado più fiero è stata, come già anticipato, la partecipazione delle piccole comunità, ma non solo. Quest’anno l’UGEI è stata in grado di attirare giovani studenti israeliani in Italia, accogliendoli calorosamente a MiMaBaomer e al JIR. Un ambito su cui anche il Consiglio 2020 si è impegnato a operare, sia per migliorare l’esperienza in Italia degli studenti israeliani, ma anche per far conoscere agli ebrei italiani la realtà israeliana e per organizzare eventi di più grande portata. 

Al Congresso inoltre si sono discussi alcuni punti di debolezza del Consiglio 2019, forse poco rappresentativo di tutto il territorio nazionale vista l’alta quota di romani. Però la difficoltà maggiore incontrata dal Consiglio uscente è stato l’improvviso taglio del budget che annualmente l’UCEI versa all’UGEI. Su questo ci sarà molto da lavorare, in particolare per ricucire i rapporti tra le due unioni, che durante l’anno si sono senza dubbio deteriorati. A prova di ciò, anche la decisione di svolgere gli Stati Generali UCEI proprio in concomitanza del Congresso UGEI non permettendo la partecipazione di nessun consigliere o referente. 

Alla luce di quanto successo durante l’anno che sta volgendo ormai al termine, trovo che l’UGEI abbia ancora un grande potenziale inespresso sia su un piano locale che a livello internazionale. Per questo motivo ho scelto di candidarmi: per dare continuità a quanto di buono è stato fatto, ma con forze fresche che possano dare un nuovo apporto alla nostra Unione. In conclusione, faccio i miei più sinceri auguri al nuovo Consiglio, di cui ho l’onore nuovamente di far parte, affinché possa riportare lustro e rilevanza europea all’UGEI.