15 Settembre 20204min168

EJA Bootcamp a Roma: Formando l’ebraismo del futuro

EJA

di David Fiorentini 

 

Nemmeno il coronavirus è riuscito a fermare la European Jewish Association che, dopo aver scartato Parigi e Budapest poiché divenute zone rosse, ha deciso di svolgere a Roma il suo Bootcamp, una serie di conferenze e workshop per approfondire le nuove sfide del popolo ebraico e d’Israele. L’evento ha visto 30 giovani attivisti da tutta Europa riunirsi nei locali del Tempio Bet Michael.

La full immersion è cominciata domenica mattina con una panoramica del prof. Giuliano Santangeli Valenzani sul rapporto tra ebrei e neri, con un focus particolare sul ruolo svolto nella crescita del movimento dei diritti civili negli anni ’60 e il pericoloso rapporto con Black Lives Matter oggi. Dopodiché abbiamo avuto l’onore di ricevere i saluti di Milena Santerini, Coordinatrice Nazionale per la Lotta all’Antisemitismo, la quale ha applaudito la tenacia e la determinazione dell’EJA nell’organizzare come consuetudine il loro evento estivo.

La sera invece, dopo un simpatico giro del Ghetto di Roma, abbiamo cenato di fronte al maestoso Tempio Maggiore prima di darci appuntamento al giorno successivo.

La mattina di lunedì si è aperta con una lezione a distanza con l’esperta di diritto internazionale Natasha Hausdorff, sottolineando i principi legali su cui si fonda la causa israeliana. Successivamente, ha preso la parola l’unico parlamentare ebreo del Belgio, Michael Freilich, che ha spaziato dalle tecniche di lobbying, per contattare politici e far sì che prendano a cuore la nostra causa, alle battaglie che ha intrapreso in parlamento a difesa della Shechità e della Brit Milà. Una relazione veramente interessante che ha messo a sistema la crescente presenza islamica al significativo incremento dell’antisemitismo. Questo tema è stato ripreso anche dal relatore successivo, Pascal Markowicz, che dopo aver descritto l’evoluzione e il declino del BDS, ha pronosticato la fine movimento tra massimo cinque anni. Infine, è stato il turno del giovane Gianluca Pontecorvo, responsabile di Progetto Dreyfus, il quale ha condiviso e commentato i risultati delle ricerche svolte su Facebook e Twitter riguardo all’antisemitismo online.

L’intero seminario è stato un momento eccezionale per accrescere e approfondire le proprie conoscenze e avvicinare giovani attivisti sparsi per il continente, creando un network di idee e contenuti fondamentale per la crescita delle associazioni giovanili e rafforzare le causa ebraica.

Per concludere mi unisco ai ringraziamenti all’EJA e a tutti i suoi collaboratori, in particolare a Riccardo Pacifici, il quale nel momento del bisogno ha permesso alla Città Eterna di rispondere “presente” e organizzare l’intero evento con appena una settimana di preavviso.

Sono convinto che ciascuno dei partecipanti abbia potuto trarre ispirazione da queste intense 48 ore e abbia potuto portare a casa altre nozioni per arricchire il proprio bagaglio culturale.