27 Aprile 20223min

Educazione ebraica: la questione Yacov-Esav

WhatsApp Image 2022-04-27 at 14.28.23

di Noa Piperno

Nella Torà viene posto il problema di cosa voglia dire educare.

L’esempio di cui ci si può avvalere è quello di Yacov ed Esav, due gemelli con caratteristiche molto diverse fra loro: da una parte Esav, cacciatore, irruente ed esplosivo e dunque proiettato verso l’esterno; dall’altra Yacov, dedito allo studio e riflessivo, proiettato verso l’interno.

Rav Irsh, commentatore tedesco vissuto nella metà del diciannovesimo secolo, si sofferma su questa notevole diversità, permettendosi di riprendere lo sbaglio commesso dai genitori, Itzchak e Rivkà, nell’educare i propri figli. Essi infatti non sono stati in grado di porre attenzione alle loro specificità e alle loro peculiarità, sia implicite che esplicite. Entrambi sono stati educati allo stesso modo: è stato chiesto ad Esav di abbandonare la propria indole e seguire lo stesso percorso di suo fratello, studiando nella tenda. Così facendo, non ha avuto gli strumenti per trasformare le sue doti in virtù. Egli infatti, è colui dal quale discendono tutti gli aggressori del popolo ebraico.

Rav Irsh fa notare che i suoi genitori non avrebbero dovuto sopprimere questa impetuosità. Esav sarebbe potuto diventare un difensore e non, al contrario, un aggressore di Am Israel.

Educare, dunque, significa far emergere il potenziale di ciascuno e plasmarlo nel miglior modo possibile. L’educazione, dal punto di vista ebraico, ha un obiettivo comune; ciò che differisce però è la moltitudine di percorsi che servono a raggiungerlo. Questo infatti, deve essere adattato alla varietà di ognuno. Le peculiarità non vanno oppresse o negate, bensì portate in superficie.

Rav Irsh fa poi notare che la parola “chanach” (חנך), “educare”, è foneticamente simile alla parola “chanak” ( חנק), “soffocare”. Il pericolo, perciò, è quello di far sfociare l’insegnamento in oppressione, non lasciando la possibilità di far fluire le proprie caratteristiche.

L’educazione è, da una parte, nutrimento, il quale avviene attraverso l’esofago; dall’altra, invece, è respirazione, resa possibile dalla trachea. Dunque, Rav Irsh, si avvale di entrambe le strutture anatomiche per indicare la sua duplice funzione. Il soffocamento è il cortocircuito delle due strutture. Perciò, il percorso adeguato è quello di educare avendo chiaro l’obiettivo, ma con la consapevolezza che, nonostante sia difficile, bisogna creare strade diverse in base alle peculiarità di ognuno.


UGEI

L’Unione Giovani Ebrei d’Italia coordina ed unisce le associazioni giovanili ebraiche ed i giovani ebrei che ad essa aderiscono.


Contattaci




HaTikwa

Organo ufficiale di stampa dell’UGEI è HaTikwa, giornale aperto al libero confronto delle idee nel rispetto di tutte le opinioni.


Contattaci