Tecnologia

Consiglio UGEIUGEI20 Gennaio 2021
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di David Fiorentini 

 

Nell’ambito della recente collaborazione tra l’UGEI – Unione Giovani Ebrei d’Italia e il Keren Kayemeth LeIsrael Italia Onlus, il giornale HaTikwa e la rivista Karnenu hanno intrapreso una preziosa partnership volta ad ampliare la rete di stampa ebraica italiana e presentare nuovi stimolanti contenuti ai propri lettori.

L’UGEI e il KKL condividono molti valori cardine del mondo ebraico: dal Sionismo alla Tzedakà, dal Bal Tachshit al Tikkun Olam. L’aiuto per il prossimo, l’attenzione alle nuove generazioni e al futuro del Popolo Ebraico, sono aspetti su cui entrambe le organizzazioni si adoperano instancabilmente. Allora perché non unire le forze e collaborare? Il capitale umano degli oltre 4000 giovani ebrei d’Italia può assolutamente rappresentare un beneficio e allo stesso tempo beneficiare della solida organizzazione, lungimiranza e progettualità del KKL.


Consiglio UGEIUGEI11 Gennaio 2021
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di Gavriel Hannuna

 

Pfizer/BionTech e Moderna sono riusciti a produrre i primi vaccini ad mRNA mai approvati. Prima di spiegare come funzionano, è necessario sapere che cosa sia l’mRNA, o RNA messaggero: si tratta di una molecola che funge da istruzione per la produzione di proteine. L’informazione iniziale risiede nel DNA, che viene conservato gelosamente nel nucleo delle nostre cellule. Ogni volta che dobbiamo sintetizzare delle proteine, delle macchine molecolari (enzimi) entrano nel nucleo e si preoccupano di copiare la parte rilevante di DNA in un filamento di RNA. Uscito dal nucleo, e pronto per iniziare a costruire le proteine, questa molecola è leggermente diversa da quella iniziale, e si chiama mRNA. A questo punto, la nostra cellula manda un altro enzima per tradurre le informazioni di questa molecola in vere e proprie proteine, e una volta terminato il processo di traduzione, l’mRNA viene degradato.


Consiglio UGEIUGEI11 Gennaio 2021
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di David Fiorentini

 

In uno stravolgimento epocale, gli Accordi di Abramo hanno generato un grande entusiasmo, che per la prima volta permetterà a tutte le aziende israeliane di guardare alla propria regione, il Medio Oriente, per la ricerca di nuovi affari, senza doversi rivolgere ai mercati europeo o americano. Questo è stato il tema centrale di un dibattito tenutosi nel corso dell’ultimo Congresso della WUJS (World Union of Jewish Students), che ha avuto luogo dal 27 al 31 dicembre.

Si stima che Israele e l’UAE già intrattenevano rapporti commerciali in segreto, per un volume d’affari di circa un miliardo di dollari. Tuttavia, le imprese che avevano accesso a questo mercato erano pochissime, e le procedure di ammissione ovviamente erano estremamente complesse. Adesso che la porta ai paesi del Golfo si è spalancata, sono numerosissime le aziende che da Israele e dagli Emirati non vedono l’ora di immergersi in questo mare di opportunità.


Consiglio UGEIUGEI3 Gennaio 2021
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di David Zebuloni

 

Non tutti hanno il privilegio di chiamare “zia” un Premio Nobel per la medicina, eppure Piera Levi Montalcini pare farlo con estrema naturalezza. Cita “zia Rita” con tanta disinvoltura che, talvolta, ci dimentichiamo persino che la zia in questione sia una delle menti più geniali dell’ultimo secolo. Ci immaginiamo un’anziana signora impegnata a girare il ragù, invece scopriamo una figura epica, che ha lasciato un’impronta indelebile nel campo della ricerca neurologica. Parliamo ovviamente di Rita Levi Montalcini, non solo Premio Nobel per la medicina, ma anche Senatrice a Vita della Repubblica Italiana, nonché la prima donna scienziata a ricevere il prestigioso Premio Max Weinstein. Si potrebbe parlare per ore di quest’insolita zia e Piera lo fa sempre con grande piacere e con altrettanta nostalgia, ma anche con un profondo senso di responsabilità. Di professione ingegnere ed imprenditrice, Piera Levi Montalcini ha rinunciato agli studi di medicina per pietà di un gallo. “Lo usavano per le ricerche in laboratorio e mandava degli urli strazianti. Mi ha traumatizzato”, mi racconta ridendo. Eppure dietro il sorriso mite e intelligente si cela un piccolo rimpianto. Il rimpianto di non aver studiato la chimica e la biologia, materie necessarie per scoprire i segreti più nascosti di quella macchina perfetta chiamata essere umano. Una macchina che ancora oggi suscita in lei tanta curiosità. Per quanto riguarda l’inevitabile confronto con il Premio Nobel, invece, Piera mi rassicura. “Non sono gelosa di zia Rita, perché sono diversa da lei”, afferma. “Io ho fatto le cose che piacevano a me e lei ha fatto le cose che piacevano a lei”. È sincera quando lo dice. Piera ha fatto davvero ciò che più le piaceva. E lo fa tutt’ora, giorno e notte. Si dedica con passione all’incontro con i bambini nelle scuole, per trasmettere loro un po’ di quella curiosità di cui lei è tanto ghiotta. Si dedica poi con altrettanta passione alla valorizzazione del ricordo della sua amata famiglia, di cui zia Rita è l’assoluta protagonista. Lo scopo di Piera è semplice. “Non voglio lasciare morire un esempio”, mi confessa. L’esempio in questione è quello di Rita Levi Montalcini, una delle ricercatrici più brillanti che l’Italia abbia mai visto. O meglio, una delle donne più coraggiose che l’umanità abbia mai conosciuto.


Consiglio UGEIUGEI29 Novembre 2020
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di Gavriel Hannuna

 

Pochi giorni fa, lo scienziato israeliano Shai Efrati, docente all’Università di Tel Aviv, ha annunciato di aver “invertito l’invecchiamento” delle cellule sanguigne di un gruppo di uomini e donne, dai 64 anni in su. Efrati ha pubblicato l’articolo contente i dati della sua ricerca sulla rivista Aging, suscitando un grande interesse tra i membri della comunità scientifica.