Shabbat

Consiglio UGEIUGEI6 Novembre 2020
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di Manuel Moscato 

 

Questa settimana leggiamo la Parashà di Vajera. Nei primi versi, si parla dell’incontro tra i tre angeli e Avraam Avinu. Ogni angelo aveva un suo compito: il primo doveva annunciare che Sarah aspettava un bambino, il secondo doveva annunciare la guerra di Sodoma e Gomorra, e il terzo doveva portare una pronta guarigione a Avraam perché aveva fatto la Milà da pochi giorni.


Consiglio UGEIUGEI23 Ottobre 2020
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di Redazione

 

La seconda Parashà del Pentateuco, Parashat Noach, è forse tra le Parashot più simboliche, più conosciute, più apprezzate, più studiate e più citate in assoluto. La Parashà che racconta la storia di Noè, l’unico uomo pio della terra che, per mettersi in salvo dall’ira di Dio, costruisce un’arca nella quale ospita animali di ogni specie.

In uno storico discorso tenuto da Rav Israel Meir Lau, ex rabbino capo di Israele e superstite del campo di sterminio di Buchenwald, di fronte ai più grandi leader di tutto il mondo arrivati in visita al museo della Shoah di Yad VaShem in occasione del World Holocaust Forum, Rav Lau ha deciso di parlare proprio di Parashat Noach e della convivenza degli animali nell’arca.

“Com’è possibile che il leone e la capretta abbiano convissuto sotto lo stesso tetto?”, domanda Rav Lau al pubblico d’eccezione presente in sala. “La risposta è semplice: tutti gli animali avevano capito che dovevano convivere pacificamente perché fuori dall’arca vi era un nemico comune. Il temporale”. Poi Rav Lau ha aggiunto: “Se gli animali hanno capito ciò, perché non lo capiamo anche noi umani?”.

L’interrogativo rimane aperto e irrisolto. Oggi più attuale che mai. Il nemico comune ha preso forma di un temporale nell’epoca biblica, oggi prende la forma di un virus. In altre epoche il nemico era la guerra, l’odio, la fame. Il nemico comune è sempre esistito. Il desiderio di combatterlo insieme, tuttavia, pare averci abbandonato, proprio come afferma Rav Lau.

L’inizio del nuovo anno e la lettura di Parasha Noach possono rivelarsi il momento storico decisivo per ripetere il gesto compiuto dagli animali sotto l’arca di Noe. Anche noi, come loro, possiamo riconoscere di essere più simili di quanto immaginassimo, accomunati da un destino comune, frutto delle nostre azioni e delle nostre decisioni.


Consiglio UGEIUGEI16 Ottobre 2020
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di Redazione

 

Questa settimana leggiamo Parashat Bereshit, la prima Parashà del Pentateuco. La Parashà della creazione del mondo, del buio e della luce, di Adamo ed Eva, del frutto del peccato. E proprio a proposito del primo peccato commesso dall’uomo oggi parleremo. Un peccato che è stato discusso molto nei secoli, ma che non ha mai trovato una risposta che soddisfacesse pienamente i fedeli. Secondo alcuni, il primo peccato non è altro che il padre di tutti i peccati commessi nella storia dell’umanità. Colui che ha dato inizio al tutto.


Consiglio UGEIUGEI10 Settembre 2020
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di Redazione

 

Nella Parashà di questa settimana, Parashat Nitzavim, scopriamo una cosa straordinaria. Moshé rabenu, massimo esponente del popolo ebraico nella storia, in uno dei suoi monologhi rivolti al popolo ebraico nel deserto riferisce che i precedetti da Dio comandati non sono “lontani dall’uomo”. Cosa significa che i precetti non sono lontani dall’uomo? Si parla forse di una lontananza geografica? Di una lontananza fisica? Di una lontananza spirituale? Per comprendere a fondo le parole di Moshé, bisogna comprendere prima il ruolo profondo della religione ebraica nelle nostre vite.



UGEI

L’Unione Giovani Ebrei d’Italia coordina ed unisce le associazioni giovanili ebraiche ed i giovani ebrei che ad essa aderiscono.


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