recensione

Consiglio UGEIUGEI3 Dicembre 2020
piattelli-1280x740.jpeg

1min300

di Michelle Zarfati

 

Oggi parleremo di un romanzo davvero interessante, profondo ma al tempo stesso leggero: Resta ancora un po’ dell’italo-israeliana Ghila Piattelli, edito da Giuntina.

L’autrice ci racconta di un sentimento che tutti noi conosciamo, che custodiamo dentro di noi e proteggiamo dalle brutture del mondo, un rapporto molto speciale: quello con la nostra nonna. I nonni sono coloro che ci amano incondizionatamente e ci osservano senza mai scorgere difetti in noi; che ci proteggono giustificandoci, accettandoci per ciò che siamo. Si tratta di un rapporto diverso da quello genitoriale, fatto di amore incondizionato. È un legame che viene portato avanti attraverso le tradizioni che ci legano al nostro passato.


Consiglio UGEIUGEI2 Dicembre 2020
foto_elena_sofia_ricci_montalcini-min-1280x720-1.jpg

1min260

di Susanna Winkler  

 

A quasi otto anni di distanza dalla sua scomparsa, avvenuta il 30 dicembre 2012, il 26 novembre scorso è andato in onda su Rai Uno il film Rita Levi-Montalcini, diretto da Alberto Negrin. Magistralmente interpretato da Elena Sofia Ricci, il biopic racconta il momento culminante nella carriera della famosa scienziata, dalla consegna del Premio Nobel per la Medicina nel 1986 al suo rientro in Italia quando, per la sua notorietà, inizia ad essere travolta da lettere di aiuto inviatele da persone in gravi condizioni di salute. Anche in un documentario trasmesso sempre dalla Rai nel 2019 dedicato alla sua figura, Paolo Mieli afferma che la Montalcini “diventerà un personaggio molto amato e molto conosciuto dal pubblico italiano. […] Era, nel campo della scienza e in quello internazionale, una personalità fra le più stimate dell’intero Novecento.”


Consiglio UGEIUGEI24 Novembre 2020
lia-levi-1280x820.jpeg

1min266

di Michelle Zarfati 

 

Esistono scrittori in grado di raccontare la storia con estrema delicatezza. Lia Levi è una di queste, e il suo ultimo romanzo Ognuno accanto alla sua notte, pubblicato dalle Edizioni E/O, ne è la prova lampante. Un altro tassello che va ad aggiungersi alla sua produzione letteraria, che da anni ormai fa divulgazione storica, soprattutto tra i ragazzi, attraverso una scrittura profondamente evocativa, capace di insegnare le atrocità che hanno segnato gli ebrei durante il secondo conflitto mondiale con estremo candore.


Consiglio UGEIUGEI10 Novembre 2020
oh-mio-d.jpeg

4min221

di Rebecca Locci

 

ELLA: «Ha detto che fino al quinto giorno si sentiva euforico. Cosa è accaduto il sesto giorno?»
D: «Non sa cos’è accaduto il sesto giorno?»
ELLA: «Ha creato l’uomo?»
D: «Maledetto venerdì.»
ELLA: «Addirittura?»
D: «Addirittura. Non c’è giorno da allora che non mi strappi i capelli che non ho. Perché non mi sono fermato il quinto giorno? Che scemo, idiota, fesso, babbeo, imbecille! Che mondo meraviglioso era finché non siete arrivati voi. Un vasto, tranquillo parco safari.»
ELLA: «Fra l’altro, non che sia importante, ma secondo studi scientifici c’è voluto qualcosa come quindici milioni di anni prima che arrivasse il primo uomo.»
D: «Non me lo dica! A me è sembrato giusto un giorno. Come vola il tempo quando ti diverti.»

 

Oh Dio Mio! è un testo teatrale del 2011 che ha reso famosa all’estero la drammaturga israeliana Anat Gov, ed è stato pubblicato recentemente in Italia grazie alla casa editrice Giuntina.

Ella è una psicologa, che vive con il figlio autistico Lior. Da sempre si dice che suo marito non tornerà da lei, che ormai si è risposato e ha altri figli sani. Eppure, non riesce a smettere di sperarci.

Ella lavora in casa, da tempo ormai è diventata atea, non pensa ad altro che a come accudire suo figlio nel migliore dei modi. Tutto sembra essere nella norma, ma un singolare giorno la psicologa riceve un paziente piuttosto particolare. Quest’uomo che si fa chiamare Signor D e ha un’aura misteriosa difficile da definire, ha urgentemente bisogno di una seduta con Ella.

Ella non tarderà a scoprire che il Signor D non è altro che Dio. Sì, avete letto bene: Dio. E non è mai stato così depresso e umano. La sua malattia dura da, facendo un calcolo approssimativo: duemila anni.

Che fare? Ella è scettica, il Signor D sembra essere decisamente fuori dalla sua portata. Come potrebbe mai aiutarlo? Non è un paziente per nulla facile, senza contare che molti dei suoi problemi non si possono nemmeno imputare ad una madre.

Dopo le prime effettive difficoltà, Ella decide di provarci. Decide di dedicare quella sola ora al Signor D per cercare di guarirlo. Si scopre così che Dio non solo si è ammalato a causa dell’uomo, ma ha anche deciso di ritrarsi dalla Storia abbandonando una delle sue creazioni al pieno libero arbitrio. Il Signor D sta così male, non è più in grado di compiere miracoli, non ce la fa proprio più, che vorrebbe addirittura morire.

Ella cercherà quindi di condurre un dialogo volto a scoprire tutti i nodi più nascosti dell’io del Creatore, per scoprire quali siano i problemi alla base della sua crisi esistenziale. Ci riuscirà? E allo stesso tempo, cosa scoprirà di sé stessa?

Anat Gov ci regala un brillante scritto teatrale, originale e dal ritmo calzante. Dotato del miglior umorismo yiddish, Oh Dio Mio! sviscera i più grandi temi teologici, con un carattere frizzante ed esplosivo ma allo stesso tempo leggero, e decisamente adatto a tutti.

Perché è una lettura consigliata? Perché è così breve ma così intenso. Perché è in grado di far riflettere a fondo. Perché è quasi impossibile non farsi coinvolgere e provare empatia. Perché seppur leggero non è superficiale. Perché in fondo se si ha bisogno di ritrovare il buon umore questa è la lettura adatta. Perché chiunque forse ha bisogno di un abbraccio, e tutti se lo meritano.