recensione

Consiglio UGEIUGEI10 Novembre 2020
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4min155

di Rebecca Locci

 

ELLA: «Ha detto che fino al quinto giorno si sentiva euforico. Cosa è accaduto il sesto giorno?»
D: «Non sa cos’è accaduto il sesto giorno?»
ELLA: «Ha creato l’uomo?»
D: «Maledetto venerdì.»
ELLA: «Addirittura?»
D: «Addirittura. Non c’è giorno da allora che non mi strappi i capelli che non ho. Perché non mi sono fermato il quinto giorno? Che scemo, idiota, fesso, babbeo, imbecille! Che mondo meraviglioso era finché non siete arrivati voi. Un vasto, tranquillo parco safari.»
ELLA: «Fra l’altro, non che sia importante, ma secondo studi scientifici c’è voluto qualcosa come quindici milioni di anni prima che arrivasse il primo uomo.»
D: «Non me lo dica! A me è sembrato giusto un giorno. Come vola il tempo quando ti diverti.»

 

Oh Dio Mio! è un testo teatrale del 2011 che ha reso famosa all’estero la drammaturga israeliana Anat Gov, ed è stato pubblicato recentemente in Italia grazie alla casa editrice Giuntina.

Ella è una psicologa, che vive con il figlio autistico Lior. Da sempre si dice che suo marito non tornerà da lei, che ormai si è risposato e ha altri figli sani. Eppure, non riesce a smettere di sperarci.

Ella lavora in casa, da tempo ormai è diventata atea, non pensa ad altro che a come accudire suo figlio nel migliore dei modi. Tutto sembra essere nella norma, ma un singolare giorno la psicologa riceve un paziente piuttosto particolare. Quest’uomo che si fa chiamare Signor D e ha un’aura misteriosa difficile da definire, ha urgentemente bisogno di una seduta con Ella.

Ella non tarderà a scoprire che il Signor D non è altro che Dio. Sì, avete letto bene: Dio. E non è mai stato così depresso e umano. La sua malattia dura da, facendo un calcolo approssimativo: duemila anni.

Che fare? Ella è scettica, il Signor D sembra essere decisamente fuori dalla sua portata. Come potrebbe mai aiutarlo? Non è un paziente per nulla facile, senza contare che molti dei suoi problemi non si possono nemmeno imputare ad una madre.

Dopo le prime effettive difficoltà, Ella decide di provarci. Decide di dedicare quella sola ora al Signor D per cercare di guarirlo. Si scopre così che Dio non solo si è ammalato a causa dell’uomo, ma ha anche deciso di ritrarsi dalla Storia abbandonando una delle sue creazioni al pieno libero arbitrio. Il Signor D sta così male, non è più in grado di compiere miracoli, non ce la fa proprio più, che vorrebbe addirittura morire.

Ella cercherà quindi di condurre un dialogo volto a scoprire tutti i nodi più nascosti dell’io del Creatore, per scoprire quali siano i problemi alla base della sua crisi esistenziale. Ci riuscirà? E allo stesso tempo, cosa scoprirà di sé stessa?

Anat Gov ci regala un brillante scritto teatrale, originale e dal ritmo calzante. Dotato del miglior umorismo yiddish, Oh Dio Mio! sviscera i più grandi temi teologici, con un carattere frizzante ed esplosivo ma allo stesso tempo leggero, e decisamente adatto a tutti.

Perché è una lettura consigliata? Perché è così breve ma così intenso. Perché è in grado di far riflettere a fondo. Perché è quasi impossibile non farsi coinvolgere e provare empatia. Perché seppur leggero non è superficiale. Perché in fondo se si ha bisogno di ritrovare il buon umore questa è la lettura adatta. Perché chiunque forse ha bisogno di un abbraccio, e tutti se lo meritano.

 


Consiglio UGEIUGEI18 Ottobre 2020
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2min198

di Michelle Zarfati

 

Ci siamo mai soffermati a pensare quante tra le invenzioni scientifiche, tecnologiche e mediche siano state opera di ebrei o israeliani? Del resto tra i principi base dell’ebraismo ne spicca uno che ha assunto un’importanza fondamentale per il piccolo grande stato d’Israele e per gli ebrei in generale: il Tikkun Olam, quello che può esser tradotto come “Riparare il mondo”. Sono moltissimi i doni che lo stato d’Israele ha fatto al mondo seguendo una tradizione millenaria ormai. Non limitarsi a far del bene e a migliorare la vita di chi è vicino a noi, ma di estendere questo principio, spesso sconosciuto, a tutta l’umanità. Perché infondo sono le invenzioni e la cultura che aiutano a vivere meglio e soprattutto restano per sempre. Non a caso Israele continua a posizionarsi al primo posto quando si tratta di innovazione scientifica e tecnologica, poiché sente a pieno la responsabilità di salvare il mondo gettando luce e aiutando il progresso.


Consiglio UGEIUGEI5 Ottobre 2020
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di Luca Spizzichino

 

Se nell’ultimo mese vogliamo capire quali sono stati i prodotti più visti e discussi del catalogo di Netflix, non si può non pensare a The Social Dilemma. Questo documentario, diretto da Jeff Orlowski, è stato distribuito dal colosso dello streaming il 9 settembre, e presentato in anteprima a gennaio al Sundance Film Festival 2020.


Consiglio UGEIUGEI29 Settembre 2020
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8min268

di Michelle Zarfati

 

Settembre è il mese della rinascita, dell’inizio ufficiale. E finalmente anche i Moadim sono arrivati. Un anno finisce e uno nuovo inizia, speriamo migliore di quello precedente. Sono giorni solenni, da passare in casa contornati dalla famiglia e da chi amiamo. Cercando di continuare a tutelare noi e il prossimo da questa situazione che purtroppo continua a protrarsi. Sono giorni di riposo e di ripartenza. Che fare a casa in questi giorni? Sicuramente leggere! Per questo ho stilato, come sempre, una lista di cinque libri per voi da leggere in questi giorni di Moadim. Il fil rouge è l’ebraismo sempre inquadrato da angolazioni diverse. Libri di ogni genere: dal romanzo alla spy story. Dovete solo scegliere!

  1. La vita gioca con me di David Grossman: l’ultimo grande romanzo di David Grossman, una delle colonne portanti della narrativa israeliana, conosciuto e tradotto ormai in tutto il mondo. Questo suo romanzo si differenzia dagli altri consacrandosi come una vera novità all’interno della sua produzione letteraria. È la storia di Vera, Rafi e Nina; della loro resa dei conti. Un rapporto fatto di rimpianti, segreti, talvolta dolore e molto amore. Vera compie novant’anni e per l’occasione il Kibbutz le ha organizzato una festa, ci sono proprio tutti, c’è anche Nina la sua figlia complicata che è tornata e ha qualcosa da dire, qualcosa che non può più tenere per sé. Ma anche Vera ha qualcosa da dire, qualcosa che si rifà ad una storia lontana, alla sua storia durante la seconda guerra mondiale. Alla storia della sua prigionia e dei suoi segreti sepolti. Così Vera, Nina, Rafi e Ghili torneranno nei luoghi dove la vita di Vera ha avuto inizio e dove ha vissuto gli anni terribili della guerra.  Torneranno nei luoghi in cui Vera è cresciuta, nei luoghi in cui ha sofferto. A Goli Otok,  dove Vera è stata detenuta con l’accusa di essere Stalinista e cospiratrice da Tito. Una vera resa dei conti. Vera e Nina tireranno fuori il fardello che per una vita si sono trascinate dietro; il tutto davanti ad una vigile telecamera. Una storia famigliare cruda, violenta fatta di parole non dette e grandi ferite. La Grande Storia e la storia personale si intrecciano con un’armonia di cui solo Grossman è capace.
  2. Le regole di Mosca di Daniel Silva: Se vi piace il genere spy story non potete non leggere i libri di Daniel Silva. Vi innamorerete perdutamente del suo protagonista: il biondo Israeliano Gabriel Allon, agente e restauratore d’arte. Un binomio affatto scontato, assolutamente esplosivo. Gabriel questa volta è in Vaticano, dove ormai lavora come restauratore da anni, nella folla di pellegrini dell’est scorge un uomo. Lo stesso uomo che poco dopo troverà esanime, con il volto pieno di terrore davanti al basamento. Gabriel a grandi falcate si allontana, ma lui conosce quell’uomo è un giornalista Russo che da la caccia ad un ex capo del KGB e ormai a capo di un immenso impero finanziario. Una spy story dal ritmo incalzante che insegue mischiando le carte in tavola di volta in volta il lettore. I meravigliosi paesaggi della Russia donano a questo romanzo uno sfondo misterioso che ruota ancora intorno ad uno dei principi della dottrina Stalinista: la morte.
  3. Questa sera è già domani di Lia Levi: È il 1938, un anno decisivo per la sorte degli ebrei. Nello stesso anno si riuniscono in 32 paesi per risolvere il problema degli ebrei rifugiati prevalentemente in Germania ed Austria. Contestualmente vengono emanate le leggi razziali, che tolgono agli ebrei italiani ogni tipo di libertà, mettendoli ai margini della società. Sono anni particolari per gli ebrei italiani, anni che non dimenticheranno mai. A Genova c’è una famiglia ebraica che vive questo dramma, e Lia Levi con il candore ed il realismo che la rende la grande narratrice che è, ci racconta le loro vicende. Una madre rancorosa e delusa, un figlio genio ma complicato, un padre non abbastanza forte. Nonni, cugini e zii. Una cornice famigliare che rischia di sgretolarsi quando la ferocia delle leggi razziali incombe. Fuggire. Solo fuggire, ma dove? Paure, passioni, dubbi, disperazione e coraggio dipingono un affresco storico sempre attuale.
  4. Dolore di Meir Shalev: Questo romanzo che vi propongo è un romanzo forte, che tocca le corde dell’anima lasciando il lettore pieno di dubbi e rendendoci tutti simili davanti alla vita. Tutti fatti della stessa sostanza, stesse insicurezze, stesso timore di vivere nei rimpianti. Questa storia ha come protagonista Iris, ferita durante un attentato dieci anni prima, trascina dietro sé tanto dolore. Dolore che si intensificherà quando tornerà dal passato Eitan, il suo amore di molti anni prima. Iris soffre e non è la ferita dell’attentato a farla soffrire, ma la malinconia mai passata dell’abbandono da parte di Eitan. Sposata con due figli, ritroverà la felicità di cui aveva dimenticato il volto ormai. Ma la posta in gioco è molto alta. Rischiare tutto a costo di perdere? Esistono amori che non passano mai? Ma sopratutto, certe persone sono e saranno sempre importanti per noi, al punto di spingerci a sacrificare ogni cosa? Per curare se stessa forse Iris deve ferire qualcun altro. Un romanzo catartico. Bellissimo.
  5. L’estate alla fine del secolo di Fabio Geda: Durante l’estate del 1999 nonno e nipote si incontrano per la prima volta nella loro vita. Un’estate particolare che cambierà le vite di tutti i personaggi di questa storia. Il nonno, nato proprio il diciassette Novembre del 1938, giorno in cui vennero promulgate le leggi razziali Italiane, vive ritirato tra le montagne, lontano dal mondo esterno e sopratutto da se stesso. Il nipote, spassionato di fumetti, espansivo e solare, viene affidato per l’estate alle cure del nonno poiché il padre malato dovrà sottoporsi a delle terapie. Sarà proprio il loro nuovo rapporto, seppur difficile all’inizio, a dare ad entrambi le risposte che cercavano. Tra scorci Montanari e ricordi ormai andati, il loro legame si sedimenterà riuscendo a farci riflettere su quanto sia importante il passato di chi è venuto prima di noi per comprendere dove noi siamo diretti in futuro.