Attività UGEI

Consiglio UGEIConsiglio UGEI17 Maggio 2017
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Dopo lo straordinario successo di Irua, l’Ugei ha voluto di nuovo radunare i ragazzi dai 18 ai 35 anni per un weekend all’insegna del divertimento, pronti a festeggiare Lag BaOmer e a dare il benvenuto alla bella stagione: lo Spring Break.

Tre giorni, dal 12 al 14 maggio, tra cene, feste e compagnia: tante le attività e i momenti di approfondimento, soprattutto per i ragazzi venuti da fuori Roma. Ma anche i ragazzi romani non sono voluti mancare e hanno preso parte al weekend, cogliendo così l’occasione di ritrovare gli amici e conoscerne di nuovi.

È iniziato tutto con una cena di Shabbat, venerdì 12 maggio agli asili, a seguito della kabbalat e della derashà al Tempio dei giovani. Dopo le conferenze e gli incontri, tra cui quello con i ragazzi di Hans Jonas, sabato sera è iniziata la vera e propria festa con havdalà e un apericena da Su’Ghetto, accompagnata dalla musica del dj Daniel Meghnagi, che già in altre occasioni ha dato prova delle sue capacità (basti ricordare la festa finale ad Irua, quella di Purim e le feste organizzate da JEvents, di cui Daniel è uno degli organizzatori), riuscendo sempre a coinvolgere i presenti con le sue playlist, facendoli scatenare dall’inizio alla fine.

Ultima ma non meno importante, la braciata finale di domenica 14 maggio a Villa Tognazzi a Torvaianica, a pochi passi dal mare: l’occasione ideale per chiudere in bellezza un weekend già ricco di emozioni.

Buon cibo, drink con special guest: dj Gabry Imbimbo e Schiuma Party. Un fantastico modo per festeggiare Lag BaOmer in grande stile e per inaugurare al meglio la stagione estiva, ma soprattutto il modo migliore per conoscere persone nuove e incentivare l’unione fra i giovani ebrei italiani.

Giorgia Calò vive a Roma, si sta laureando in Lettere classiche alla Sapienza, scrive su Shalom e su altre testate. Le piacerebbe diventare giornalista

Consiglio UGEIConsiglio UGEI28 Aprile 2017
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Negli anni Cinquanta alcune personalità di rilievo dell’Unione delle comunità israelitiche italiane (Ucii) criticavano senza mezze misure la linea della federazione giovanile (Fgei), che prevedeva l’organizzazione di numerose attività di mera aggregazione a fianco di una minoranza di momenti di approfondimento e studio. Ne ha scritto Guri Schwarz in un volume pubblicato alcuni anni fa da Laterza con il titolo “Ritrovare se stessi. Gli ebrei nell’Italia postfascista”, una dettagliata analisi della situazione dell’ebraismo italiano negli anni dalla Liberazione al governo Tambroni (1960) e di quella ristrutturazione identitaria inevitabile dopo sette anni di discriminazione e persecuzione (1938-1945). Lo stesso si potrebbe dire dell’Ugei di oggi, che della Fgei è erede, perché è indubbio che siano molte più le risorse, in termini economici e di impegno, investite per l’organizzazione di eventi conviviali e ludici, di quelle dedicate ad altro genere di iniziative, che un po’ genericamente siamo soliti definire “culturali”.

L’Ugei, d’altra parte, è un’unione: non un gruppo raccolto intorno a un programma ma il cappello rappresentativo del multiforme mondo giovanile ebraico in Italia. Questo, a mio modo di vedere, autorizza a pensare l’aggregazione come elemento centrale. Ben vengano dunque cene e pranzi di Shabbat in compagnia, feste e aperitivi: è quello che aspetta chi parteciperà allo shabbaton di Lag BaOmer organizzato a Roma dal 12 al 14 maggio per giovani tra 18 e 35 anni. Un’occasione per stare insieme e divertirsi, anche se non mancheranno alcuni momenti di approfondimento e discussione. Cos’altro dire? Vi aspettiamo a Roma! (per iscriversi visitate la nostra pagina Facebook e non esitate a contattare i ragazzi Ugei scrivendo a info@ugei.it).

Giorgio Berruto

Da Moked.it

 


Consiglio UGEIConsiglio UGEI10 Aprile 2017
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Purim 2017: una bellissima atmosfera, in mezzo a culture differenti e travestimenti originali.

La sera del 12 marzo (o del 14 Adar?), dopo la lettura della Meghillà, più di cinquanta giovani tra i 18 e i 35 anni si sono riuniti per festeggiare Purim tutti assieme. Pieni di voglia di condividere amicizia e gioia, in un locale nel centro di Torino nel quale musica, vivacità e risate hanno alimentato la serata. Studenti israeliani provenienti da  Gerusalemme, Tel Aviv, Petach Tikwa e tantissimi altri luoghi hanno preso parte all’evento, portando con sé entusiasmo a carrellate!

Erano presenti travestimenti di ogni genere: dal classico marinaio al più originale – nonché ben riuscito – Fidel Castro, poi una pittrice, un mimo e ogni altra sorta di idea originale.

E’ proprio in questo modo che riusciamo a respirare ebraismo pur vivendo in diaspora; a dimostrazione di ciò, quella sera si  è creato veramente un ottimo clima.

In quella occasione ho avuto modo di parlare francese e di confrontarmi con un ragazzo israeliano che momentaneamente studia in Francia. E’ stato un arricchimento culturale e uno scambio di pensieri inerenti ai nostri percorsi di studi e al nostro futuro. Penso che sentirsi parte di un gruppo e condividere ideali e le proprie riflessioni sia molto importante. Questi eventi permettono di vivere l’ebraismo in modo costruttivo venendo a contatto con nuove persone, nuove lingue e nuove storie.

Che aggiungere? Non resta che attendere il prossimo evento GET [Giovani ebrei torinesi, ndr]!

Giulia Santoro

Consiglio UGEIConsiglio UGEI4 Aprile 2017
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Pubblichiamo di seguito il discorso di apertura con cui Ariel Nacamulli, presidente Ugei, si è rivolto ai partecipanti di Irua, il grande evento per giovani ebrei che si è svolto vicino a Firenze dal 30 marzo al 2 aprile.
Ciao a tutti, e benvenuti a Irua. Per me è sempre una grande emozione parlare a nome dei giovani ebrei d’Italia, ma riunire  più di un centinaio di ragazzi, di diverse organizzazioni e diverse comunità, sotto un unico cappello a questo evento che siamo riusciti ad organizzare con tanto sforzo, è un’emozione ancora più grande. Un unico cappello, un comune luogo di incontro, è necessario, se non vogliamo ritrovarci tra qualche anno come succede nelle comunità “dei grandi”, spaccate e troppo spesso incapaci di dialogare. Certo, la discussione e il dibattito è fondamentale, ma ancora più lo è trovare un punto di incontro e stare insieme, perché è ciò che è alla base di una comunità.
Quindi, perché stare insieme? Innanzitutto per festeggiare e divertirci, siamo giovani ed è giusto così. Non dimentichiamoci però che siamo giovani adulti, e come tali abbiamo delle responsabilità. Abbiamo delle responsabilità in quanto ebrei e in quanto minoranza. Abbiamo il dovere di portare avanti i valori di uguaglianza, di rispetto delle minoranze, ma anche di lottare contro antisemitismo e ogni tipo di razzismo. Possiamo farlo efficacemente solo in un modo: insieme, in coro, sotto l’unico cappello che può rappresentarci tutti.
Il messaggio che voglio portarvi è questo: stiamo insieme, organizziamoci, ma autorganizziamoci. Per quanto grato possa essere all’Unione delle Comunità Ebraiche, ai suoi consiglieri, assessori, dipendenti, ma anche a tutti i volontari, per i grandissimi sforzi profusi nella realizzazione di questo evento, ricordiamoci che siamo noi la comunità del futuro, siamo noi giovani che siamo oggi in questa sala. Siamo noi che decidiamo come dovranno essere le comunità tra venti o trent’anni, siamo noi che dobbiamo, fin da oggi, interrogarci sul significato della nostra identità ebraica, su cosa vorrà dire essere ebreo domani, su come dovrà essere la comunità in cui vorremo vivere.
Irua non è un punto di arrivo, ma un punto di partenza. Dobbiamo usare questa forza che ci tiene uniti oggi per continuare a incontrarci, discutere, confrontarci, festeggiare. Tutto questo possiamo e dobbiamo farlo in autonomia. Noi rappresentiamo noi stessi, e siamo artefici del nostro futuro.
Grazie,
Ariel Nacamulli, Presidente UGEI

Consiglio UGEIConsiglio UGEI3 Aprile 2017
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Irua – “Il pluralismo è la nostra forza, i giovani ne facciano tesoro”

IMG-20170402-WA0004Si è concluso in queste ore Irua (in ebraico, evento) il grande appuntamento dedicato ai giovani dell’Italia ebraica, organizzato dall’Area Cultura e Formazione dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, con la collaborazione dell’Unione giovani ebrei d’Italia e diverse associazioni ebraiche. Quattro giorni alle porte di Firenze con attività, incontri, riflessioni concentrati sul futuro dell’ebraismo e sul ruolo e le aspettative delle nuove generazioni. “In questi giorni si è respirata una bellissima atmosfera – sottolinea rav Della Rocca, direttore dell’Area Cultura e Formazione – Tutti gli incontri sono stati di altissimo profilo con un’ottima partecipazione dei ragazzi. È stato emozionante celebrare shabbat insieme, con duecento giovani provenienti da tutta Italia, con minaghim diversi, gradi di religiosità
differenti ma con valori da condividere: nonostante una diversa adesione alle mitzvot , tutti hanno cantato insieme per shabbat. Si sentiva chiaramente che i valori che condividiamo sono più forti e grandi di ciò che ci divide”. “Non si percepivano le divisioni – conferma rav Jacov Di Segni, scelto come rabbino di riferimento del gruppo e tra i più giovani rabbanim d’Italia – Come ha detto rav Della Rocca, questo appuntamento ha cercato di unire tutti e le tefillot di shabbat lo hanno dimostrato. È stata anche una delle prime volte che in Italia è stato organizzato un Tish con le storie hassidiche raccontate da Miriam Arman”.
Grande la partecipazione di ragazzi provenienti da piccole Comunità ebraiche e da realtà dove queste ultime neanche esistono: giovani provenienti da Trento fino a Sannicandro, passando per Firenze e Roma, si sono ritrovati a condividere momenti di riflessioni, come quello guidato da Daniel Segre, educatore esperto in dinamiche istituzionali, comunicazione interpersonale non violenta e in psicologia positiva, che li ha messi alla prova chiedendoli di immaginare l’ebraismo italiano nel 2025. In tantissimi di sabato hanno poi seguito il confronto tra rav Della Rocca e il medico Giuseppe Mallel, su “la sessualità dal punto di vista halakhico e medico”. “Facendo una battuta possiamo dire che il tema della sessualità attira sempre attenzione – spiega il direttore dell’Aera Cultura e Formazione dell’Unione – È una questione importante all’interno della tradizione ebraica: deve esserci in ciascun ebreo un equilibrio tra copro e spirito, non deve esserci una dicotomia tra cuore e testa ma devono andare avanti insieme. Nell’ebraismo poi il sesso non è mercificazione, dobbiamo rispettare il nostro corpo, noi stessi e gli altri”. Altro appuntamento molto seguito, l’incontro tra Daniel Funaro e Simone Mortara, moderato da Daniel Segre sul tema “L’ebraismo di fronte a nuove forme identitarie: problemi e prospettive”. “Ciascuno ha presentato la sua visione in modo coerente e pacato – sottolinea rav Della Rocca – e la cosa più importante è che c’è stato un vero dibattito, un confronto tra visioni diverse e che è sempre rimasto in una cornice di rispetto reciproco. Il mio sogno – prosegue il rav – è che questo Irua possa essere un punto di partenza per molti giovani, che hanno in passato usato i social network per aggredirsi, per ostentare e mostrare le proprie posizioni, per superare questo approccio, sedersi allo stesso tavolo e parlare. È giusto e normale che ci siano posizioni diverse, e questo pluralismo è garantito dal fatto che ci sono delle norme che ci permettono di confrontarci con un ebreo diverso, con un grado diverso di osservanza, ma comunque parte del popolo ebraico. Dobbiamo imparare di più a negoziare, a costruire ponti senza mai far venire meno i nostri paletti fondamentali”. Per Della Rocca l’appuntamento di Irua – a cui i ragazzi di Milano hanno partecipato in pochi e, sottolineano gli organizzatori, questo è un elemento che deve fare riflettere – è stato un laboratorio importante “e adesso devono essere i giovani, Ugei in testa, a raccogliere la sfida, con il supporto dell’Unione e delle Comunità, e continuare ad approfondire questi temi. Le iniziative dall’alto non possono funzionare e un Ugei forte e rappresentativa è importante per il futuro dell’ebraismo italiano”.

Da Moked.it

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UGEI

L’Unione Giovani Ebrei d’Italia coordina ed unisce le associazioni giovanili ebraiche ed i giovani ebrei che ad essa aderiscono.


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