Attività UGEI

Consiglio UGEIConsiglio UGEI25 Ottobre 2018
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Domenica 21 ottobre alle 18.00 si è concluso il ventiquattresimo Congresso UGEI, tenutosi a Roma, nei locali degli Asili ebraici. Quest’anno, grazie anche alla scelta di organizzarlo in una grande comunità, la partecipazione ai lavori congressuali è stata numerosa e ha visto l’affluenza di giovani provenienti dalle piccole comunità come Catania e Siena, oltre che dalle consuete e cospicue presenze di Roma, Milano, Torino, Firenze. Inoltre, ad arricchire l’eterogeneità dei partecipanti, alcuni ragazzi provenienti dalla Svizzera hanno condiviso i pasti di Shabbat con gli ugeini.

L’appuntamento per l’inizio del Congresso era alle 17:00 di venerdì 19 ottobre, con un saluto e un breve discorso di Livia Ottolenghi, membro della giunta UCEI, la quale in particolare si occupa di scuola, formazione e giovani. Dopo aver nominato il presidente e la commissione, i lavori sono iniziati con le relazioni della presidente uscente, Carlotta Jarach, e del tesoriere uscente, Luca Spizzichino, entrambe approvate all’unanimità.

I lavori sono proseguiti sabato, con il saluto della presidente dell’UCEI, Noemi di Segni, che ha illustrato i progetti e le idee che sono o che saranno trattati dall’Unione e dagli enti comunitari locali, tra cui il mantenimento e il potenziamento delle piccole comunità, che negli ultimi anni hanno subito un calo numerico dovuto principalmente agli spostamenti sia nella penisola sia in Israele

Dopo il pranzo di Shabbat, si sono proseguiti i dibattiti, durante i quali sono stati introdotti i temi di cui si sarebbe votato la domenica, nell’ultimo giorno del Congresso. Tra questi c’è stata anche una mozione in merito alla partecipazione a eventi aggregativi e culturali di coloro che sono figli di solo padre ebreo e che ha acceso gli animi dei partecipanti, motivo per il quale la decisione definitiva è stata rimandata a un Congresso straordinario che sarà organizzato dal consiglio entrante il prossimo anno. Per finire la giornata di lavori, i partecipanti si sono divisi in tre commissioni (Milano, Roma e rapporti Italia-Israele) per proporre miglioramenti interni ed esterni all’UGEI.

Alla fine di Shabbat non è mancato il tempo libero prima della festa, che ha dato la possibilità di organizzarsi in gruppi per mangiare nei ristoranti in “Piazza”, come viene chiamato dai romani il Portico d’Ottavia. C’è chi ha optato per panini e patatine fritte e chi ha scelto i tipici piatti romani: carciofi alla giudia, supplì e pasta cacio e pepe. Alle 22.30, o un po’ più tardi, è iniziata la festa in una discoteca al centro di Roma, tra la Piramide e Testaccio; la serata ha visto la partecipazione di molti ragazzi romani, che insieme agli altri hanno riempito il locale fino a tarda notte.

L’ultimo giorno di Congresso, come di consueto, è iniziato leggermente più tardi del programma, per dare la possibilità a tutti di riprendersi dalla lunga nottata. A metà mattinata, una troupe del giornale Shalom ha ripreso i brevi ma importanti interventi della presidente della CER Ruth Dureghello, dell’assessore alle Politiche Giovanili Giordana Moscati e del caporabbino di Roma Riccardo di Segni.

Il ventiquattresimo Congresso UGEI si è concluso con l’elezione del nuovo Consiglio esecutivo, a cui si destina un caloroso augurio (Keren Perugia, David Fiorentini, Ruben Forti, Ruben Spizzichino, Yosi Tesciuba, Clemy Raccah, Joel Terracina, Manuel Amati, Graziano Di Nepi). Il tempo è corso velocemente, ma un ulteriore ringraziamento è andato al Consiglio uscente, composto dalla presidente Carlotta Jarach, Ruben Spizzichino, Alessandro Lovisolo, Simone Israel, Alissa Pavia, Giulio Piperno, Luca Spizzichino.

Susanna Winkler


Consiglio UGEIConsiglio UGEI23 Ottobre 2018
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Vienna, città di pensatori come Freud, Martin Buber, di artisti quali Klimt e Schiele, è un luogo pieno di fascino, dovuto alla sua importanza nella storia europea moderna e alla bellezza dei suoi splendidi palazzi. Ho avuto modo di visitarla in questi primi giorni di ottobre, godendo delle ultime giornate di sole, sotto la cui luce la città e i suoi maestosi edifici si sono resi ancor più belli. Vienna è anche una città lanciata verso il futuro, fra le più vivibili del mondo secondo molti sondaggi.

Il mio viaggio a Vienna non è stato casuale, bensì in occasione del grandioso “Shabbat n’ Waltz” svolto dal 5 al 7 ottobre a Vienna per celebrare l’anniversario per i 70 anni di “JOH”, l’unione degli studenti austriaci ebrei. Il gala è stato inserito all’interno di uno shabbaton, al quale hanno partecipato ragazzi da tutta Europa e non solo: tedeschi, italiani, francesi, serbi, croati, ma anche americani, australiani e israeliani. Durante lo shabbaton si sono potute approfondire varie tematiche. Molte attività si sono focalizzate sul ruolo degli ebrei austriaci dal periodo che va dall’emancipazione nella seconda meta dell’Ottocento, su volontà di Francesco Giuseppe d’Asburgo, fino al 1938, data dell’Anschluss che ha determinato l’inizio delle persecuzioni e dello sterminio. Ai 260.000 ebrei che vi erano prima della seconda guerra mondiale, ne corrispondono oggi meno di 15.000; ma sia prima sia dopo la Shoah questa minoranza ha sempre contribuito alla vita del paese. Ad esempio portando in Austria la cultura del “saloon”, il salotto ottocentesco come luogo fra il pubblico e il privato, di dibattito e di discussione. Amos OZ sosteneva che al tempo dell’impero austroungarico ci fossero gli austriaci e gli ungheresi, e poi gli austroungarici, ovvero gli ebrei, distaccati dalle rivalità etniche intestine e fedeli cittadini del proprio paese. Altre attività, del tutto simili ai “caffè dilemma” organizzati dall’Ugei in Italia, hanno creato momenti di confronto su tematiche diverse in ottica ebraica e non sorprende che nella patria della psicanalisi il tema più dibattuto sia stato il rapporto fra sessualità ed ebraismo. Senza dubbio, l’evento principale del weekend è stato il gran gala, a cui hanno preso parte più di 500 persone, di cui la maggior parte giovani. Ad aprire la serata sono state le rappresentanze municipali ed ebraiche, seguite da un Walzer danzato dai ragazzi del JOH. Degna di nota, la presenza di coppie omosessuali, di ambo i sessi, per lanciare il messaggio di rifiuto contro qualsiasi discriminazione. Una volta partite, le danze  sono proseguite fino all’alba. Questo ballo ha voluto essere un inno alla gioia, alla vita dei giovani austriaci e di chi con loro ha voluto festeggiare.

C’è il simpatico detto che quando un romano va fuori dall’Italia non va all’estero, bensì a controllare le province. Ma Vindobona ne ha fatti di passi avanti, e questa volta mi sono sentito io, venire dalla provincia dell’ebraismo giovanile europeo.

Pensieri su una Vienna non più imperiale

Ho visitato Vienna in aprile con il tepore del sole di primavera, in inverno, con il freddo e la neve ghiacciata per le strade, e in ottobre, con le foglie rossicce nei parchi. Vienna è bella ma non perché per secoli culla dell’Europa, io direi piuttosto che è bella nonostante questo. Camminando per i Ringe non ho incontrato nessuno che ricordasse neppure vagamente un personaggio dei romanzi di Roth, né alcun luogo che ricreasse l’atmosfera dei suoi racconti. Ho mangiato la sacher, sono andata nella zona dei musei e ho fotografato l’imponente statua di Maria Teresa che si erge regale in mezzo alla piazza, ho visitato il museo di Sissi e sono andata al Prater. E niente, non ho trovato la Vienna di cui avevo letto né nelle strade che ospitano oggi negozi di Bitcoin né nei caffè. Che non vi sia quell’atmosfera ora è forse ragionevole, mi chiedo però se allora, ai tempi di Roth, Schnitzler, Freud e Zweig vi fosse qualcosa di analogo. I lettori ritrovavano i propri personaggi preferiti intenti a salire sulla ruota panoramica del Prater?

O forse è più corretto pensare che il mito asburgico, un po’ come l’ebraismo negli ultimi duemila anni, invece che nello spazio abbia preferito svilupparsi nel tempo?

Giulio Piperno, Marta Spizzichino


Consiglio UGEIConsiglio UGEI3 Ottobre 2018
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A motivo di una collaborazione tra Ugei e Ucei, è stato lanciato il progetto chance2work. L’obiettivo è quello di formare e affiancare i giovani appartenenti alle comunità ebraiche italiane nel loro percorso di crescita professionale, guidandoli verso l’inserimento nel mondo del lavoro attraverso seminari e tirocini. Uno dei seminari previsti dal programma si è svolto all’interno di uno shabbaton nella magnifica città di Ferrara, dal 14 al 16 settembre. L’evento ha generato un’ottima opportunità sia per una crescita formativa individuale, sia per rafforzare le proprie radici e appartenenze, vivendo il momento in un contesto ebraico, soprattutto per quei giovani provenienti anche da comunità ebraiche più lontane da città come Milano e Roma laddove la vita ebraica offre molte più opportunità nel campo religioso, culturale e lavorativo.

All’interno del programma è stata inserita una visita del MEIS (museo nazionale dell’ebraismo italiano e della Shoah), dove abbiamo percorso la mostra intitolata: “Ebrei, una storia italiana. I primi mille anni”, che di fatto costituisce il primo segmento del percorso permanente del MEIS, comunica in modo originale l’unicità della storia dell’ebraismo italiano. Incantevoli ed emozionanti sono stati i momenti vissuti durante lo Shabbat trascorso in comunità, soprattutto grazie all’accoglienza e alla disponibilità dei membri comunitari, ma anche grazie a chi con impegno e dedizione si è occupato dell’organizzazione dello shabbaton. Questo evento si è poi concluso la domenica con il penultimo seminario previsto dal programma, dal titolo: “Curriculum vitae e lettera motivazionale: come si costruiscono in forma efficace, quali sono le priorità da evidenziare in ragione dei destinatari”.

Facendo i conti con l’esperienza fatta all’interno di questo progetto “chance2work”, la positiva sensazione che rimane è che i giovani ebrei italiani, speranza per le generazioni future, non sono lasciati soli al proprio destino, ma essendo parte di una grande famiglia, di un grande popolo non sono e non rimarranno mai soli. Il sapere di potere avere una famiglia su cui contare, qualunque cosa accada anche fuori dai diretti legami familiari, ti lascia addosso una sensazione di coraggio e forza allo stesso tempo. L’auspicio per noi giovani è che ci siano sempre nuove occasioni che ci aiutino a far crescere noi, la nostra cultura, il nostro amore per il prossimo. Con profonda gratitudine, si ringrazia UGEI e UCEI.

Greta Ginevra Scibilia


Consiglio UGEIConsiglio UGEI14 Settembre 2018
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Ricordo come fosse ieri il mio primo congresso Ugei. Non erano moltissimi anni fa ed era a Firenze. Non era per me il primo evento Ugei, perché qualche mese prima avevo partecipato a una Giornata Europea della Cultura Ebraica a Parma e a Soragna. Durante quella prima esperienza avevo conosciuto i primi tipi da Ugei: chi da una non vicina e mal collegata piccola comunità non aveva esitato a prendere un treno alle 3 di notte per unirsi al gruppo, chi era positivamente ossessionato da salami e prosciutti rigorosamente kasher, chi già pensava al non lontano Juve-Roma (“tanto vinciamo noi”), chi smaniava per andare a visitare a Soragna il museo del parmigiano (o forse questo ero io?).

Ma il congresso, naturalmente, è stato una sorpresa, una sorpresa bella. E’ stato anche una valanga, d’accordo, ma di panna montata: per uscirne, devi mangiarne a sazietà. I tanti volti nuovi e i diversi accenti – perché si sa, se tra gli italiani le differenze sono molte non minori sono quelle tra gli ebrei italiani – tanti gli articoli del leggendario Statuto, almeno per un neofita come me, tanto grande e bello il tempio di Firenze, tanta l’ospitalità, la voglia di discutere, la sonnolenza il sabato pomeriggio dopo un pranzo non esattamente light. E anche tanti i problemi, perché da quel congresso non uscì un nuovo consiglio e si dovette organizzare di lì a pochi mesi un nuovo congresso, questa volta straordinario. E tanta festa il sabato sera, e tanto Shabbat prima. La domenica sera avrei potuto giurare di essere stato a Firenze almeno una settimana, e invece erano due giorni appena.

A Firenze con l’Ugei ci sono poi tornato più volte: felice destino delle città centrali e raggiungibili in treno più o meno da tutta Italia. A ottobre, però, il viaggio venendo da nord si allunga di un’ora e mezza. Destinazione: Roma.

Giorgio Berruto

[Per maggiori informazioni e per iscriversi al Congresso a Roma visitate il gruppo Facebook Ugei, scrivete a info@ugei.it, oppure accedete all’area riservata su Ugei.it]


Consiglio UGEIConsiglio UGEI19 Agosto 2018
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Il Congresso UGEI è l’occasione, per l’ebraismo giovanile italiano, di individuare problemi e opportunità e proporre insieme la strada migliore da percorrere. Dopo un’attenta analisi, articolo per articolo, dello statuto ora in vigore, il Consiglio Esecutivo 2018 propone un’ingente modifica.

Come ebrei italiani, in questa occasione siete chiamati non solo a scegliere i vostri rappresentanti, ma a portare il vostro contributo all’evolversi dell’ebraismo in Italia, soprattutto quello giovanile; ed ovviamente, speriamo, sarà questa per voi un’occasione di passare un fine settimana tra amici.

Alla cortese attenzione dell’Unione Giovani Ebrei d’Italia, delle Comunità Ebraiche, dei gruppi locali, dei giovani ebrei italiani, di tutti gli interessati.

Con la presente, conformemente all’art.15 dello Statuto UGEI, si procede alla convocazione ufficiale del XXIV Congresso ordinario in data 19-21 ottobre 2018 a Roma con il seguente programma:

  1. Relazione Presidente, relazione Tesoriere e Revisori dei conti;
  2. Proposte di mozioni nonché di modifiche statutarie degli art. 1, art. 4, art. 5, art. 6, art. 8, art. 9, art. 10, art. 11, art. 12, art. 16, art. 17, art. 21, art. 22, art. 23, art. 24, art. 25, art. 26, art. 26bis, art. 34, art. 35;
  3. Elezione del nuovo Consiglio UGEI per il 2019 e rinnovo Collegio dei garanti.

La Presidente

Carlotta Micaela Jarach

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IL LINK PER ISCRIVERSI LO TROVATE NELL’AREA PRIVATA DEL SITO UGEI.IT
PREZZI BLOCCATI FINO AL 31 AGOSTO.

Per info: eventi@ugei.it



UGEI

L’Unione Giovani Ebrei d’Italia coordina ed unisce le associazioni giovanili ebraiche ed i giovani ebrei che ad essa aderiscono.


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