Pillole di ebraismo

Consiglio UGEIUGEI10 Settembre 2020
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di Redazione

 

Nella Parashà di questa settimana, Parashat Nitzavim, scopriamo una cosa straordinaria. Moshé rabenu, massimo esponente del popolo ebraico nella storia, in uno dei suoi monologhi rivolti al popolo ebraico nel deserto riferisce che i precedetti da Dio comandati non sono “lontani dall’uomo”. Cosa significa che i precetti non sono lontani dall’uomo? Si parla forse di una lontananza geografica? Di una lontananza fisica? Di una lontananza spirituale? Per comprendere a fondo le parole di Moshé, bisogna comprendere prima il ruolo profondo della religione ebraica nelle nostre vite.


Consiglio UGEIUGEI7 Settembre 2020
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di Luca Clementi

 

Ho letto su JoiMag l’articolo di Micol De Pas Le due quarantene di Mosé, che utilizzava un divertente e attuale accostamento quarantena – quarant’anni nel deserto. Così ho iniziato a pensarci su anch’io, in un delirio serale di attualizzazione compulsiva. Eccolo lì nella mia mente il popolo d’Israele, condannato a 40 anni nel deserto perché ha dubitato di Giosué e Caleb, ascoltando i 10 esploratori che parlavano male della Terra di Canaan. In un contesto di sliding doors, chissà con 40 anni in più di storia cosa avremmo potuto fare. Un Bet Hamikdash ancora più bello? Un trattato di pace coi Filistei di durata illimitata? Invece no. Ci è toccata una seconda ondata di quarantena nel deserto per colpa di 10 esploratori. Non ci è bastata la Fase 1 del vitello d’oro, era tutto troppo facile.


Consiglio UGEIUGEI4 Settembre 2020
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1min142

di Redazione

 

Nella Parashà di Ki Tavò ci viene insegnata una mitzvah molto importante. Ci viene insegnato che il primo frutto dell’albero non può essere mangiato, bensì deve essere contrassegnato con un filo, raccolto una volta maturo e portato a Gerusalemme, nel Bet HaMikdash. Tutto ciò per ricordare il miracolo dell’uscita del popolo ebraico dall’Egitto. Andiamo per ordine cercando di capirne il motivo.


Consiglio UGEIUGEI28 Agosto 2020
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di Redazione

 

Nella Parasha di questa settimana, Parashat Ki Tezé, viene ricordata una mitzvah (un precetto) estremamente importante nella Torah. La mitzvah di Shabbat Avedà, quel precetto che impone di dover cercare ad ogni costo il proprietario di un oggetto smarrito. La Parashà recita: “non potrai ignorare l’oggetto in questione”. Ovvero, non potrai fare finta di non averlo visto per non dover cercare di conseguenza il suo legittimo proprietario.


Consiglio UGEIUGEI21 Agosto 2020
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di Eitan Della Rocca

 

È scritto nel libro di Amos, capitolo 3 versetto 8: ”Quando il leone ruggisce chi non lo teme.”

I maestri discutono sull’entità di questo leone. Qualcuno dice che si tratta del popolo d’Israele stesso, che con la sua tenacia incute timore in tutti gli altri popoli. Qualcuno invece lo identifica come il leone personale di Hashem, precedente alla creazione del mondo.