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Consiglio UGEIConsiglio UGEI29 marzo 2012
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Con l’intervista di Marcello Pezzetti ad uno dei sopravvissuti di Aushwitz – Birkenau, Sami Modiano, avvenuta qualche sera fa al Pitigliani, si è concluso il percorso iniziato a fine marzo con il Viaggio della Memoria.

Tra il 26 e il 28 marzo, DELET, in collaborazione con il Pitigliani e l’UGEI, ha portato più di quaranta ragazzi tra i 18 e i 35 anni a Cracovia, dove con la guida esperta di Marcello Pezzetti e dei suoi più stretti collaboratori hanno affrontato il tortuoso percorso della Shoà e hanno potuto condividere questa difficile esperienza con loro coetanei.

Il Viaggio della Memoria è quel viaggio per il quale ti prepari da sempre ma che non sei mai pronto ad affrontare. E’ il viaggio dell’inaspettato, il viaggio del “non importa quanti libri hai studiato, quanti documentari hai guardato e per quanti film ti sei commosso” perchè ciò che stai per vedere è più grande di tutto questo, più grande di quanto sia

umanamente comprensibile. E’ il viaggio del dolore perché camminando nella distesa sterminata di Aushwitz-Birkenau, con il freddo che, nonostante la Primavera sia ormai iniziata da qualche giorno, ti trafigge attraversando giubbotti, maglioni e felpe, respiri la sofferenza, respiri la perdita dell’altro e di sé, respiri l’annientamento, respiri la Morte, e allora quasi non respiri più.

Un viaggio che DEVE essere fatto, un viaggio che cambia qualcosa dentro di te, un viaggio dopo il quale ad ogni cenno di antisemitismo senti un’allarme accendersi come una spia luminosa, un viaggio che ti chiedi come sia possibile che esista il Negazionismo, perché chi ha il coraggio di negare ciò che è accaduto e che non deve succedere mai più, dovrebbe farlo lui questo Viaggio, dovrebbe vedere lui con i propri occhi la Rampa della Morte dove le madri erano separate dai figli, le mogli dai mariti, i fratelli dalle sorelle. Dovrebbero vedere con i propri occhi ciò che rimane delle camere a Gas e dei forni crematori dove migliaia di ebrei, senza averne la consapevolezza, incontravano la morte ogni giorno.

Dovrebbero ascoltare con le proprie orecchie i racconti degli esperimenti che venivano fatti su bambini innocenti. Dovrebbero guardare le foto, gli oggetti personali, i capelli conservati ad Aushwitz, dovrebbero guardare quella scritta “Il lavoro rende liberi”, molto più piccola di quanto non sembri nello schermo della tv, e pensare che quel lavoro non ti rende libero, quel lavoro con addosso un pigiamino a righe e 125 grammi di pane nello stomaco ti rende uno scheletro, ti fa sperare che la morte ti prenda il prima possibile, ti uccide.

Affrontare questo viaggio significa accettare di guardare il mondo con occhi diversi, affrontare questo viaggio forse non sarebbe stato abbastanza se non avessi ascoltato la storia di Sami Modiano deportato ad Aushwitz da Rodi. Sami con sguardo fisso e voce ferma, senza mostrare, se non in rari momenti, segni di cedimento, ha condiviso con noi la sua vita: da quando ad 8 anni il papà ha dovuto spiegargli che se era stato espulso dalla scuola non era colpa sua, a quando a 13 è salito sul Treno della Morte con suo padre e sua sorella mentre i suoi occhi continuavano a vedere cose che nessuno dovrebbe mai vedere, fino a quando ad Aushwitz ha perso le persone più preziose che aveva ed è rimasto solo al mondo. Ci ha parlato delle ultime parole di suo padre, di quell’incoraggiamento che l’ha tenuto in vita, di quello che ha vissuto quando i cancelli di Aushwitz si sono chiusi dopo la liberazione. Ha raccontato degli incubi che lo tangono sveglio di notte, dei silenzi, delle depressioni, della fortuna di aver avuto una moglie che gli è stata vicino, che l’ha convinto a parlare.

Sami per molti anni si è chiesto perché proprio lui si fosse salvato, perché lui e non un altro. La risposta che è arrivato a darsi, che gli ha permesso di ritrovare la pace interiore, e di ricostruire il suo rapporto con D. è che grazie alla sua testimonianza le nuove generazioni possono conoscere la verità e far si che quel che è stato non sia mai più.

E allora proprio questo deve essere un monito per noi giovani, deve muovere le nostre azioni, e tenere sempre alta la nostra attenzione.

Sara


Consiglio UGEIConsiglio UGEI16 marzo 2012
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Dopo solo pochi mesi di mandato, il consigliere Gianluca Pontecorvo ha rassegnato le dimissioni come consigliere esecutivo. La sua decisione ha colto tutti di sorpresa e soltanto alcuni del consiglio avevano avuto qualche avvisaglia di questa decisione. In data 11 marzo 2012 è pervenuta la sua lettera di dimissioni, dove l’ex-consigliere spiega il motivo di tale gesto dovuto soprattuto al non poter dare all’ugei abbastanza tempo. Il presidente Daniele Regard ha tentato di capire se questa decisione fosse affrettata o meno e se effettivamente c’erano i presupposti per le dimissioni, ma alla fine il consiglio ha potutto solo accettare le dimissioni di Gianluca. I suoi ruoli di respensabile ufficio stampa e responsabile promozione immagine UGEI passano a Gady Piazza e Benedetta Rubin.

Entra nel consiglio esecutivo il primo dei non eletti Simone Disegni, torinese, al quale noi tutti gli auguriamo un anno (meglio dire 8 mesi) di soddisfazioni all’interno del consiglio UGEI. Un caloroso benvenuto al nuovo entrato. Buona fortuna Simone!

Davide


Consiglio UGEIConsiglio UGEI1 gennaio 2012
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Dopo l’elezione, avvenuta al XVII congresso ordinario, il 1° di gennaio si sono finalmente insediati i nuovi consiglieri che danno il cambio a quelli uscenti. Il presidente rimane Billy Regard che mantiene altri 2 vecchi consiglieri: Davide Lascar e Moshe Polacco.

 

I consiglieri entranti sono (in ordine di voti): Alessandra Ortona, Gady Piazza, Gianluca Pontecorvo, Benedetta Rubin, Raffaele Naim, Sara Astrologo.

 

Potete consultare la pagina UGEI aggiornata per conoscere le loro cariche, cliccando qui.

 


Manuel Kanahmanuel22 settembre 2011
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Come vi avevamo anticipato in queste pagine, questa estate, nel corso della Summer University tenutasi a Salonicco, si sono svolte le elezioni per il rinnovo del Presidium (un Parlamento) e della presidenza della EUJS.

La delegazione italiana, composta da Amalia Luzzati, Benedetto Sacerdoti, Giuditta Bassous e capitanata dal Presidente Ugei Daniele Massimo Regard ha raggiunto l’obbiettivo di far eleggere Tana Abeni quale rappresentante italiana in seno al Presidium.

Tana ha militato per anni fra le fila dell’Ugei, giungendo a svolgere il ruolo di Vice Presidente, la sua personalità dirompente e le sue qualità organizzative hanno convinto i votanti che l’hanno scelta per ricoprire la carica di Vice-Presidente del Presidium.

Nella stessa occasione è stata eletta Presidente della EUJS Andi Gergely, ungherese laureata in Intercultural Business Administration alla Lauder Business School di Vienna.

Noi abbiamo avuto il piacere di conoscere Andi di persona nel corso degli eventi Ugei, piacere che abbiamo pensato di condividere con voi attraverso un’intervista che trovate integrale sul sito di Hatikwa e di cui di seguito riportiamo alcuni brani.

Quando e come hai iniziato il tuo coinvolgimento nelle organizzazioni ebraiche?

Ho iniziato a 9 anni, i miei genitori mi portarono all’Hashomer Hatzair a Budapest. In Ungheria questa organizzazione si concentra nel rafforzare l’identità ebraica dei ragazzi, da loro la capacità di pensare in modo critico e di essere attivi nelle comunità. Crescendo sono diventata una madrichà e la mia missione è stata di tramettere quei valori alle generazioni future.

Puoi raccontarci le esperienze che ti hanno formato?

Negli ultimi anni sono stata attiva e coinvolta in diversi eventi ebraici internazionali per studenti. Per esempio ho fatto parte del team della WING e ho partecipato all’organizzazione della Muslim Jewish Conference. Quest’ultima riunisce, giovani ebrei e musulmani provenienti da tutto il mondo, lo scopo è che imparino  l’uno dall’altro, ma soprattutto che si crei un dialogo sostenibile tra comunità ebraiche e musulmane. Il mio coinvolgimento mi ha portata a collaborare con l’EUJS a maggio di quest’anno nel corso di un seminario interreligioso in Marocco è stata la prima volta che ho lavorato con l’EUJS, un’esperienza che mi ha insegnato, ispirato, divertito.

Da dove nasce la decisione di candidarti?

La ragione per cui ho deciso di candidarmi alla presidenza non è facile da spiegare e ha diversi motivi. Trovo che questa organizzazione rappresenti un’opportunità per i giovani per scoprire il loro potenziale, che dia ai ragazzi che vi partecipano la possibilità di conoscersi e sviluppare progetti congiunti. Ho personalmente stretto amicizie e fatto importanti esperienze grazie all’EUJS, alcune hanno anche rimesso in discussione alcuni miei punti di vista.

Quali sono le tue idee e speranze per la presidenza?

La mia missione all’EUJS è di creare seminari e conferenze che siano coinvolgenti e che facciano imparare allo stesso tempo, coinvolgendo i partecipanti e ispirandoli a mettere in pratica le loro idee tornati a casa. Inoltre insieme a tutto il consiglio vogliamo rinnovare la connessione tra i gruppi locali e l’EUJS, coinvolgendoli nella organizzazione della attività internazionali. Con me ho 8 incredibili consiglieri ed un direttore esecutivo che si sentono legati a questa organizzazione e sono pronti alla nuova ed eccitante sfida dei prossimi due anni!

Debora Sadun


Manuel Kanahmanuel9 settembre 2011
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Evviva gli sposi! Ottime notizie a settembre, ben due matrimoni ci vedono un pò coinvolti in questo mese, le coppie infatti si sono conosciute partecipando agli eventi per i giovani ebrei. Tutto il Consiglio ( e siamo sicuri parecchi ugeini), esprime le sue congratulazioni e un grande Mazal Tov a Michal Terracini e Ariel Techiouba e a Gabriel Maisto e Sharon De Jong.



UGEI

L’Unione Giovani Ebrei d’Italia coordina ed unisce le associazioni giovanili ebraiche ed i giovani ebrei che ad essa aderiscono.


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