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Manuel Kanahmanuel25 Gennaio 2011

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Giornata ebraica della memoria: fratellanza tra giovani musulmani ed ebrei per la salvaguardia delle minoranze religiose

In occasione della Giornata della Memoria della Shoah, celebrata giovedì 27 gennaio 2011 dalla comunità ebraica, i giovani della CO.RE.IS. (Comunità Religiosa Islamica) Italiana rinnovano l’espressione della fratellanza religiosa che li lega ai fratelli ebrei, in particolare verso i giovani dell’UGEI (Unione Giovani Ebrei d’Italia), con i quali condividono da alcuni anni lo stesso impegno nella testimonianza religiosa.

La memoria della tragedia dell’olocausto è l’occasione per rinnovare insieme alla comunità ebraica l’impegno di testimonianza comune come giovani religiosi, ebrei e musulmani, eredi degli insegnamenti della nostra tradizione sacrale, affinché siano riconosciute e rispettate le comunità religiose del monoteismo abramico anche quando presenti come minoranze, e venga valorizzato il loro ruolo all’interno della società, specialmente quando sanno essere un esempio di dialogo e di collaborazione sul piano religioso, sociale e culturale.

In tal senso la Sezione Giovani della COREIS parteciperà con il suo responsabile ‘Isa Abd al Haqq Benassi e con Maryam Turrini domenica 30 gennaio alla “Visita al campo di concentramento di Fossoli”, nei pressi di Carpi (MO), organizzato dai giovani ebrei dell’UGEI, evento al quale parteciperà anche il nuovo presidente dell’UGEI Daniele Regard.

Una rappresentanza dei giovani musulmani della COREIS parteciperà anche alle celebrazioni della Giornata da parte della Comunità Ebraica di Torino giovedì 27 gennaio, con la camminata silenziosa “Il popolo e il silenzio”, presso la sede della Comunità nella Piazzetta Primo Levi, e l’opera “Il gioco delle sorti” alla Casa del Teatro Ragazzi e Giovani.


Consiglio UGEIConsiglio UGEI6 Gennaio 2011

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Vorrei esprimere alla Chiesa Cristiana Copta di Egitto, come pure alle varia Comunità Copte presenti in Italia, a nome del Consiglio Ugei e di tutti i giovani ebrei italiani, i più accorati sentimenti di vicinanza e di solidarietà, unendomi al cordoglio per le vittime dell’attentato.
A quest’atto esecrando, crudele e vile segue doverosamente la pressante e comune richiesta di giustizia.
In aggiunta ai sentimenti di riprovazione e di condanna, credo si sia ineluttabilmente obbligati a interrogarci in maniera radicale sulle modalità della convivenza umana, come pure sull’effettivo contributo positivo che possono offrire ad essa le religioni.
L’unica risposta condivisibile e valida che l’umanità è riuscita sinora a darsi resta, a nostro avviso, il rispetto e la tutela dei diritti umani.
I diritti dell’uomo sono il “minino etico” per edificare e mantenere in buona salute una società. I diritti umani inoltre devono oggi sempre più essere necessariamente intesi come quell’ “etica minima” che tutte le religioni devono fare urgentemente propria, ritrovandola come radice costitutiva autentica del loro stesso essere e della morale che predicano.
Senza il fondamentale riferimento al rispetto e alla tutela dell’altro uomo, chiunque questi sia, segno visibile del Dio invisibile, la predicazione può degenerare in discriminazione e violenza, la religione in blasfemia e fanatismo, la convivenza in guerra.
Ebrei, cristiani e musulmani, tutti ben sappiamo che la parola “pace” (“Shalom” nella Bibbia, “Salam” nel Corano) è sia segno di benedizione sia particolare manifestazione dell’essere stesso di Dio. Ogni atto di violenza, quindi, non solo ci allontana da noi stessi e dal nostro prossimo, ma da Dio medesimo.
La pace, l’accoglienza e il rispetto del prossimo sono quindi l’urgente e grande responsabilità morale e religiosa che i tre grandi monoteismi devono obbligatoriamente assumersi oggi.


Daniele Massimo Regard
Presidente UGEI

Consiglio UGEIConsiglio UGEI9 Novembre 2010

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Piperno (UGEI): Aderiamo a raccolta fondi per l’alluvione nel Veneto.

“L’Unione Giovani Ebrei d’Italia ha deciso di aderire alla raccolta fondi per l’alluvione nel Veneto. In questo momento- spiega il suo Presidente Giuseppe Piperno- è un imperativo morale, per noi giovani, fare tutto il possibile per aiutare le famiglie in difficoltà.