letteratura

Consiglio UGEIUGEI28 Febbraio 2021
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1min141

di Nathan Greppi

 

Nonostante le aspettative odierne non siano paragonabili a quel lontano 1969 in cui l’uomo mise piede per la prima volta sulla Luna, i viaggi spaziali continuano a suscitare un certo fascino. Ma la conquista dello spazio è anche una questione geopolitica, di lotta tra grandi potenze, oggi come quando si sfidavano americani e sovietici. Questi temi sono stati trattati nel romanzo Lilith e la luna in giallo, un thriller fantascientifico scritto da Stella Bolaffi Benuzzi e pubblicato nell’aprile 2020 da Belforte.


Consiglio UGEIUGEI17 Febbraio 2021
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2min319

di Michelle Zarfati

 

La letteratura israeliana è in continua espansione, molte voci hanno contribuito infatti a farla conoscere ed apprezzare in giro per il mondo. Tra queste figure vi è anche quella di Zeruya Shalev, apprezzata e tradotta in molti paesi vicini e lontani. Zeruya, scrittrice e poetessa, narra i sentimenti con introspezione e candore, senza pietismi, raccontando il dolore e la sofferenza con grande lucidità. I suoi romanzi, conditi di dettagli psicologici e descrizioni approfondite, rendono l’esperienza di lettura un viaggio multisensoriale che permette al lettore di entrare in contatto con la parte più profonda del proprio io. Luci ed ombre di ogni essere umano, ma soprattutto di ogni relazione interpersonale, destinata inevitabilmente a corrodersi. Un cinismo pieno d’amore è quello che ci narra la Shalev, fatto di promesse non mantenute e di parole non dette. Tra la sua produzione, ci sono due opere che sostengo possano essere la perfetta rappresentazione della sua scrittura: Dolore e Una relazione intima.


Consiglio UGEIUGEI27 Gennaio 2021
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3min355

di David Zebuloni 

 

Il primo vero libro che io abbia mai letto, fu un libricino dalla copertina rosa. Centoquindici pagine che mi fecero scoprire il magico mondo della parola. Tredici capitoli che mi aprirono una finestra su quel periodo storico chiamato Seconda Guerra Mondiale. Ricordo il momento esatto in cui scoprii il libricino dalla copertina rosa su una mensola di legno in camera di mio fratello. Rimasi come ipnotizzato dal titolo. Una bambina e basta. Quell’ingenua impazienza di crescere che tanto caratterizzò la prima fase della mia vita, venne d’un tratto scossa come da un terremoto. Quelle parole funsero immediatamente da richiamo. Da invito. Da imperativo. L’imperativo di essere di essere un bambino. Un bambino e basta. “La scrittura è un pozzo di emozioni sempre in fermento”, mi spiega Lia Levi, l’autrice del libricino dalla copertina rosa. Indossa un elegante maglione viola e sorride spesso quando parla. “Mi trovo molto bene con voi giovani, mi aiutate a ricaricarmi”, mi confessa durante il nostro incontro. All’anagrafe risulta avere ottantanove anni, ma sentendola parlare pare ancora una giovane donna amante della vita. Una giovane scrittrice entusiasta del suo mestiere. Dopo aver pubblicato decine di libri e vinto altrettanti premi, infatti, Lia Levi non è ancora sazia di storie e di racconti. Scrive per fedeltà. Scrive perché deve mantenere una promessa fatta a quella bambina che è stata durante la guerra. A quella Lia bambina che scrisse una lettera alla Lia adulta chiedendole di non dimenticarsi di diventare una scrittrice. Scrive nel tentativo di semplificare la complessità della vita. Per risolvere il mistero di quella storia di cui è stata protagonista. Scrive per passione, per vocazione, per necessità. Scrive per se stessa, bambina e basta di allora, e per noi, bambini e basta di oggi.


Consiglio UGEIUGEI26 Gennaio 2021
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3min153

di David Zebuloni, Direttore di HaTikwa

 

Cari lettori,

Nell’ideale collettivo, il Giorno della Memoria è il giorno del ricordo. Ovvero, l’unico giorno dell’anno in cui si ricorda la più grande tragedia che l’umanità abbia mai conosciuto. Un giorno di riscatto, di pentimento, di riflessione, di introspezione. Un giorno importante, certo, fondamentale in una civiltà che meriti di essere definita tale, ma un giorno soltanto. Liliana Segre una volta disse che l’indifferenza è più pericolosa della violenza, poiché dalla violenza ci si può difendere, dall’indifferenza invece no. Ecco, l’indifferenza trova terreno fertile lì dove vige il silenzio. Quel silenzio che dura 364 giorni l’anno e viene interrotto solamente il 27 di Gennaio. Per abbattere la barriera invisibile dell’indifferenza, dunque, HaTikwa si è posto l’obiettivo di preservare la Memoria non un solo giorno all’anno, ma ogni giorno dell’anno. Un impegno, una missione, che ci ha accompagnato durante tutto questo tormentato 2020, permettendoci così di raccontare le storie note e meno note di chi ce l’ha fatta e di chi non ce l’ha fatta.

Nelle seguenti pagine, infatti, troverete alcune delle interviste, delle recensioni e delle riflessioni sul tema della Memoria che abbiamo pubblicato nell’ultimo anno. Il desiderio di HaTikwa è stato ed è tutt’ora quello di attualizzare un ricordo apparentemente lontano e servire da monito a tutti coloro i quali pensano che il male che afflisse gli ebrei durante la Seconda Guerra Mondiale si sia estinto. No, l’odio e l’indifferenza non si sono (ancora) estinti, hanno solamente assunto nuovi volti e nuovi colori. Lo scopo di HaTikwa è dunque quello di connettere i lettori più giovani alla propria storia e trarne da essa quella speranza che solo la vita ci può donare. La speranza della marcia della morte che diventa marcia della vita, una gamba davanti all’altra. La speranza dell’empatia che sorge dalle ceneri del silenzio. La speranza di una farfalla che vola sopra i fili spinati: anche e soprattutto sopra quelli della nostra quotidianità.

 

Per leggere il nostro cartaceo online cliccate: https://www.sfogliami.it

Per scaricare il nostro cartaceo in fromato PDF cliccate: Memoria – PDF


Consiglio UGEIUGEI25 Gennaio 2021
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3min266

di Michelle Zarfati

 

Se comprendere è impossibile conoscere è necessario, diceva Primo Levi. Per questo motivo, anno dopo anno, assume un’importanza sempre più concreta conoscere la storia. Viviamo in un’epoca particolare, in cui è estremamente facile reperire informazioni e successivamente divulgarle. Di conseguenza, tutto è in continua evoluzione, tutto ha la possibilità di esser messo in dubbio, di esser discusso e, in questo contesto, anche la memoria vacilla. Oggi più che mai diventa importante trasmettere la memoria di quanto è stato, non solo affinché non ciò avvenga più, ma anche e soprattutto per far sì che la memoria resti integra senza mai affievolirsi. Ecco che letteratura e i libri in generale si rivelano essere estremamente preziosi. Attraverso questi, la memoria ha il potere di essere trasmessa alle nuove generazioni e sopravvivere al passare del tempo. Testimonianze, diari e romanzi aiutano il lettore ad immergersi in un’epoca che rappresenta una ferita che mai si rimarginerà. Seppur doloroso, tuttavia, è doveroso sapere e conoscere. Il libro è da sempre il veicolo che divulga e trasmette informazioni nel corso del tempo. La Shoah, una delle più grandi tragedie del popolo ebraico e della storia, è da sempre un argomento importante nella letteratura, trattata in varie forme: dall’autobiografia al saggio, fino al romanzo. Tanti stili di narrazione hanno permesso a chi legge di comprendere la storia – e tutti i personaggi che hanno gravitato intorno ad essa – da varie angolature diverse. Un viaggio attraverso le testimonianze e le storie per poter riflettere, comprendere, ma soprattutto ricordare. Per questo motivo ho pensato di proporvi quattro libri sul tema della memoria. Quattro opere che vanno assolutamente lette, poiché hanno il potere di far comprendere al lettore non solo i dettagli storici realmente accaduti, ma anche quanto importante sia per le generazioni future portare sulle proprie spalle il ricordo di ciò che è stato. Un ricordo da assimilare e trasmettere al prossimo.



UGEI

L’Unione Giovani Ebrei d’Italia coordina ed unisce le associazioni giovanili ebraiche ed i giovani ebrei che ad essa aderiscono.


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