letteratura

Consiglio UGEIUGEI6 Luglio 2020
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HaTikwa, di Michelle Zarfati

 

“Se lo vorrete, non sarà un sogno” diceva Theodore Herzl e all’inizio del secolo scorso un gruppo di ragazzi ebbe il coraggio di realizzare questo sogno. Esistenze che si incontrano e si scontrano con l’unico obiettivo di fondare nella terra d’Israele un grande progetto socialista. Il progetto pionieristico però si rivela essere più complicato di quanto sembrasse, nonostante il grande entusiasmo e la forte motivazione. Ce lo racconta Assaf Inbari nel suo apprezzatissimo romanzo “Verso casa”.


Consiglio UGEIUGEI23 Giugno 2020
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1min509

HaTikwa, di Nathan Greppi 

 

Abbracciami, Israele

e amami.

Fammi toccare la luna

e il sole che brucia la mia pelle italiana.

Nel mio sangue scorre la tua essenza.

Sono io la voce della moschea

il canto della sinagoga

il suono delle campane della chiesa.

 

Questi versi sono tratti da una delle 24 poesie dedicate a Israele e al Popolo ebraico che compongono la raccolta Abbracciami, Israele della poetessa Anna Malgeri, pubblicata da Ensemble. La Malgeri, 29 anni e originaria di Rende (provincia di Cosenza), dopo gli studi storici all’Università di Firenze ha studiato l’ebraico, frequentando l’Ulpan all’Università di Tel Aviv, e oggi svolge attività di ricerca sulla storia ebraica.


Consiglio UGEIUGEI10 Giugno 2020
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HaTikwa, di Rebecca Locci

 

“’Sono come te,’ ha detto. ‘Mi ricordo tutto.’ Mi sono fermato un secondo. Se ti ricordi tutto, volevo dirgli, e se sei davvero come me, allora domani prima di partire o quando sei pronto per chiudere la portiera del taxi e hai già salutato gli altri e non c’è più nulla da dire in questa vita, allora, una volta soltanto, girati verso di me, anche per scherzo, o perché ci hai ripensato, e, come avevi già fatto allora, guardami negli occhi, trattieni il mio sguardo, e chiamami col tuo nome.”

Cercami (Guanda Editore) è il nuovo romanzo di André Aciman, uscito il 28 ottobre 2019, nonché continuazione dell’ormai famosissimo Chiamami col tuo nome, pubblicato 10 anni fa e dal quale è stato tratto un film premiato agli Oscar.


Consiglio UGEIUGEI31 Maggio 2020
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Nei secoli si è spesso alluso al fatto che gli ebrei comandino il mondo. I più maliziosi contano ancora oggi i premi Nobel uno ad uno, scoprendo una sproporzione tra i vincitori ebrei e tutti gli altri. Anche la consegna dei premi Oscar, che da sempre vengono identificati con la lobby ebraica hollywoodiana, più di una volta ha fatto storcere il naso a chi crede nella razza e non nel talento. L’influenza ebraica ed israeliana nel campo dell’Hi-Tech e della medicina è ormai nota a tutti, a tal punto da rappresentare per molti una minaccia. E non un’opportunità.

Sfatiamo dunque un mito: gli ebrei non comandano il mondo. Mai l’hanno fatto. Non rientra proprio nella loro to do list quotidiana. Gli ebrei tuttavia hanno saputo nel tempo aggiungere colore e sapore al mondo e all’umanità, regalando ad essa alcuni personaggi che hanno segnato irreversibilmente il corso della storia. Personaggi brillanti e coraggiosi che con la loro creatività hanno saputo rendere questo mondo un posto migliore in cui vivere.

Di loro parleremo nel nostro nuovo podcast edito HaTikwa, inaugurato il primo di Giugno e pubblicato settimanalmente. Ogni puntata illustrerà un personaggio diverso sotto una luce singolare, intima e personale rispetto a chi racconta. Tra le figure da noi scelte vi saranno Liliana Segre, Albert Einstein, Sigmund Freud, Theodor Herzl, Steven Spielberg, Rita Levi Montalcini, Barbra Streisand, Woody Allen, Mark Zuckerberg, Elie Wiesel e molti altri ancora.

L’obiettivo è quello di dare alla nuova generazione ebraica italiana dei modelli positivi a cui ispirarsi. Raccontar loro di quegli eroi che senza mantello e senza armi, hanno saputo vincere tutte le loro battaglie. Eroi semplici, privi di poteri sovrumani, ma dotati di un’umanità straordinaria.

David Zebuloni, direttore di HaTikwa


Consiglio UGEIUGEI26 Maggio 2020
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HaTikwa, di Redazione

 

Il giorno prima che l’emergenza Covid arrivasse in Italia, Michal Pirani, poetessa israeliana, si trovava in visita a Roma. “Amo moltissimo l’Italia ed ero così emozionata all’idea di venirci in vacanza”, racconta Michal in esclusiva per HaTikwa. “Sapevo che in Cina ci fosse un virus e che la sua minaccia aleggiava nel mondo come la nebbia, ma non ho permesso alla paura di fermarmi”. Il rapporto che Michal ha con l’Italia in realtà è molto più profondo. Michal ha infatti alcuni famigliari da parte del marito che abitano in Italia, nonché moltissimi colleghi che come lei si occupano di poesia e arte. “Mi sono munita di alcogel e ho preso tutte le precauzioni dovute, ma mi sono ripromessa di non rovinarmi la mia permanenza in Italia. Dopo qualche giorno a Roma ho preso infatti il treno per Firenze, a godermi le sue bellezze. Ho percepito l’abbraccio italiano più che mai, da parte dei miei amici e da parte dei locali”.