Intervista

Consiglio UGEIUGEI3 Gennaio 2021
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di David Zebuloni

 

Non tutti hanno il privilegio di chiamare “zia” un Premio Nobel per la medicina, eppure Piera Levi Montalcini pare farlo con estrema naturalezza. Cita “zia Rita” con tanta disinvoltura che, talvolta, ci dimentichiamo persino che la zia in questione sia una delle menti più geniali dell’ultimo secolo. Ci immaginiamo un’anziana signora impegnata a girare il ragù, invece scopriamo una figura epica, che ha lasciato un’impronta indelebile nel campo della ricerca neurologica. Parliamo ovviamente di Rita Levi Montalcini, non solo Premio Nobel per la medicina, ma anche Senatrice a Vita della Repubblica Italiana, nonché la prima donna scienziata a ricevere il prestigioso Premio Max Weinstein. Si potrebbe parlare per ore di quest’insolita zia e Piera lo fa sempre con grande piacere e con altrettanta nostalgia, ma anche con un profondo senso di responsabilità. Di professione ingegnere ed imprenditrice, Piera Levi Montalcini ha rinunciato agli studi di medicina per pietà di un gallo. “Lo usavano per le ricerche in laboratorio e mandava degli urli strazianti. Mi ha traumatizzato”, mi racconta ridendo. Eppure dietro il sorriso mite e intelligente si cela un piccolo rimpianto. Il rimpianto di non aver studiato la chimica e la biologia, materie necessarie per scoprire i segreti più nascosti di quella macchina perfetta chiamata essere umano. Una macchina che ancora oggi suscita in lei tanta curiosità. Per quanto riguarda l’inevitabile confronto con il Premio Nobel, invece, Piera mi rassicura. “Non sono gelosa di zia Rita, perché sono diversa da lei”, afferma. “Io ho fatto le cose che piacevano a me e lei ha fatto le cose che piacevano a lei”. È sincera quando lo dice. Piera ha fatto davvero ciò che più le piaceva. E lo fa tutt’ora, giorno e notte. Si dedica con passione all’incontro con i bambini nelle scuole, per trasmettere loro un po’ di quella curiosità di cui lei è tanto ghiotta. Si dedica poi con altrettanta passione alla valorizzazione del ricordo della sua amata famiglia, di cui zia Rita è l’assoluta protagonista. Lo scopo di Piera è semplice. “Non voglio lasciare morire un esempio”, mi confessa. L’esempio in questione è quello di Rita Levi Montalcini, una delle ricercatrici più brillanti che l’Italia abbia mai visto. O meglio, una delle donne più coraggiose che l’umanità abbia mai conosciuto.


Consiglio UGEIUGEI23 Dicembre 2020
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di David Fiorentini 

 

Riprendiamo, tradotta dall’inglese, un’intervista del Vicepresidente UGEI David Fiorentini pubblicata il 18 dicembre dall’agenzia di stampa EJ Press (per l’originale cliccare qui).

 

Ruth Dureghello è presidente della Comunità Ebraica di Roma, la più antica d’Europa e la più numerosa in Italia. […] Dopo essere stata eletta per la prima volta nel 2015, la Dureghello è stata riconfermata nel 2019 con il 48% dei voti. Attualmente è candidata per il consiglio UCEI, con la lista “Per Israele”.

 


Consiglio UGEIUGEI23 Dicembre 2020
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di Nathan Greppi

 

Quando lavorava a Budapest, durante la Seconda Guerra Mondiale, Giorgio Perlasca non era un combattente, e nemmeno un antifascista: era un semplice commerciante di carni che in passato era stato un convinto fascista. Questo forse rende ancora più coraggioso il suo operato: fingendosi un diplomatico spagnolo nell’Ungheria filonazista, “Jorge” Perlasca riuscì a salvare tramite documenti falsi, tra il 1944 e il 1945, oltre 5.000 ebrei, che senza di lui sarebbero finiti nei campi di sterminio. Lo fece perché difronte a una palese ingiustizia non volle uniformarsi, ma aiutare chi ne aveva bisogno.

A inizio 2020 la sua storia è stata narrata nella graphic novel Perlasca, edita da Becco Giallo. L’opera è stata scritta da Matteo Mastragostino, che ha esordito nel 2017 con una graphic novel su Primo Levi tradotta in più lingue, e disegnata da Armando “Miron” Polacco, già autore di opere di graphic journalism. Entrambi hanno gentilmente concesso un’intervista ad HaTikwa.


Consiglio UGEIUGEI9 Novembre 2020
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di David Fiorentini

 

Riprendiamo, tradotta dall’inglese, un’intervista del Vicepresidente UGEI David Fiorentini pubblicata il 5 novembre dall’agenzia di stampa EJP (per l’originale cliccare qui).

Martin Engelberg è il primo ebreo eletto deputato nel parlamento austriaco. Membro del Partito Popolare Austriaco (OVP in tedesco), siede alla Camera dal 2017, dove è membro della commissione per gli affari esteri e portavoce per la cooperazione internazionale. Lunedì 2 novembre, 4 persone sono state uccise da un terrorista islamico che ha aperto il fuoco in 6 diversi punti di Vienna, di cui uno vicino alla Sinagoga Stadttempel, nel centro della capitale. 22 persone sono rimaste ferite, compreso uno degli agenti di polizia intervenuti sul posto. Gli attacchi sono stati rivendicati dall’ISIS.