Attività UGEI

Consiglio UGEIConsiglio UGEI26 Febbraio 2020
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HaTikwa, di Giulia Ciolli

Dal 16 al 20 Febbraio ho partecipato all’EU Activism Seminar, un seminario organizzato a Bruxelles dall’EUJS (European Union of Jewish Students). Per chi non sapesse cosa sia, L’EUJS è l’Unione Europea degli Studenti Ebrei, alla quale aderiscono le giovanili ebraiche di 36 paesi europei, compresa l’italiana UGEI. Da qualche anno organizzano seminari, e quest’anno vi ho partecipato come rappresentante dall’Italia ma allo stesso tempo come consigliera UGEI.

L’obiettivo di questi seminari è arricchire la propria conoscenza e informarsi sulle modalità di lavoro delle istituzioni europee con lezioni di “Advocacy”. Nei primi due giorni si sono svolti incontri sul tema con Griffin Terry, oltre a una lezione sulla campagna #neveragainrightnow, organizzata dall’EUJS e riguardante le persecuzioni degli uiguri, una minoranza etnica che in Cina viene internata nei campi di concentramento. Inoltre, abbiamo anche incontrato Jelena Jovanovic, coordinatrice dell’ARDI (Anti-Racism and Diversity Intergroup).

I primi due giorni il seminario si è tenuto al B’nai B’rith di Bruxelles, mentre il terzo giorno siamo stati al Parlamento Europeo. È stato veramente qualcosa fuori dal normale, dove abbiamo potuto incontrare Terry Reintke, parlamentare europea dei Verdi, femminista, e in aggiunta anche una donna davvero forte. Altre donne forti che ho incontrato erano Katherina Von Schnurbein, coordinatrice della Commissione Europea contro l’Antisemitismo, e Nicola Beer, vicepresidente del Parlamento Europeo e presidente del gruppo di lavoro contro l’antisemitismo.  Abbiamo incontrato anche Lopez Isturiz White, presidente della delegazione per i rapporti con Israele, Juan Fernando Lopez Aguilar, vicepresidente del gruppo di lavoro contro l’antisemitismo, ma soprattutto Carles Puigdemont, presidente Della Catalogna in auto-esilio.

C’è stato un meeting dopo l’altro, e dovevamo correre tra il parlamento, la commissione e il consiglio europeo. Ma grazie a questo seminario, è come se mi si fosse aperta una finestra sul mondo: ho una visione diversa adesso. Mi ha davvero impressionato ciò che ognuno di loro ha detto. Siamo stati ospiti del HIAS, un’associazione ebraica americana no profit che provvede a dare aiuto e sostegno ai rifugiati, dove abbiamo fatto un seder di Pesach collegato a questo tema. Il giorno dopo, tra un incontro e l’altro, siamo stati ospiti dell’AJC (American Jewish Committee), e abbiamo incontrato Walid Abu Haya, vicepresidente della Israeli Mission to the EU and Nato, e il direttore dell’AJC Daniel Schwammenthal.

L’ultima sera siamo stati ospiti della Moishe House di Bruxelles, dove abbiamo potuto incontrare Sergey Lagodinsky, vicepresidente del gruppo contro l’antisemitismo. Il mio compito, tornata dal seminario, non è quello di tenere per me questa esperienza e ciò che imparato, bensì diffonderlo nelle comunità, tra i giovani e nella stessa UGEI. Siamo la nuova generazione, e abbiamo il potere di cambiare qualsiasi cosa solo se lo vogliamo: antisemitismo, razzismo, xenofobia e altre forme di discriminazione non possono restare in silenzio. Ora più che mai tocca a noi alzarci e parlare.


Consiglio UGEIConsiglio UGEI18 Febbraio 2020
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HaTikwa, di David Fiorentini

È stato nel contesto del grande evento internazionale a Roma, il JIR, che l’UGEI è entrata in contatto con il Lussemburgo. Una realtà piccola, caratterizzata dal pendolarismo dei giovani verso le grandi città come Parigi e Bruxelles, che però ha grande consapevolezza della necessità di mantenere viva la vita ebraica nazionale. Per questo, il Presidente Nathan Moyse ha colto l’occasione del Jewish International R(h)ome per invitarci al prossimo weekend targato UJGIL, lo Shabbaton Internazionale del Lussemburgo.

Tenutosi lo scorso fine settimana, dal 14 al 16 Febbraio, grazie al costante rapporto tra il Consiglio UGEI e il Board UJGIL, è stato possibile organizzare una grande delegazione da ben 18 italiani provenienti da varie comunità del Paese. Non solo Milano e Roma; hanno preso parte ragazzi da Siena, da Savona e persino studenti israeliani residenti in Italia. Questo enorme sforzo logistico ha reso l’Italia la nazione straniera più rappresentata all’evento, un vero successo.

Partiti all’alba di venerdì, abbiamo raggiunto il Granducato in mattinata così da permetterci di cominciare a sbirciare le stupende vie del centro storico prima della cena di Shabbat, per la quale, la Comunità Ebraica di Lussemburgo ci ha ospitato presso la moderna Sinagoga Centrale. Il giorno successivo si è aperto con la suggestiva lettura dei Dieci Comandamenti in tipico minhag locale per poi dopo pranzo riunirci per un workshop sull’antisemitismo. L’attività, diretta da Dalia Grinfeld, era un’anteprima del corso che la Anti Defamation League offre a giovani studenti ebrei affinché questi abbiano gli strumenti per combattere l’antisemitismo, l’antisionismo e la discriminazione di Israele. Dopodichè, nel pomeriggio i padroni di casa ci hanno guidato per la tortuosa capitale del Granducato. I monumenti più recenti sono fortemente legati alle vicende dei due conflitti mondiali, in cui in Lussemburgo si è trovato entrambe le volte in balia dell’espansionismo tedesco. L’antica sinagoga, ispirata a quella di Firenze e situata in pieno centro storico, infatti fu distrutta nel 1943 ed è commemorata da un’imponente targa posta sull’edificio che oggi occupa quel suolo.

Finito il tour, la sera ci siamo immersi nella parte bassa della città: il Grund, quartiere famoso per la vita notturna, in cui l’UJGIL ha organizzato una memorabile festa per l’ottantina di partecipanti che sono giunti da tutta Europa.

Il weekend è stato anche un’ottima occasione di networking con altre organizzazioni ebraiche, come il JoH, l’unione dei giovani ebrei d’Austria e l’EUJS, l’unione degli studenti ebrei d’Europa. Per motzae shabbat si è tenuta una riunione tra i rappresentati del consiglio UGEI, il sottoscritto e il Tesoriere Daphne Zelnick, e dell’EUJS, il consigliere Alessia Gabbianelli e il Union Outreach Officer Samy Schrott. Abbiamo parlato dell’importanza di questi viaggi internazionali e di come possono migliorare la vita ebraica europea. Creando le connessioni giuste tra le varie union nazionali, si può ampliare l’offerta ai giovani ebrei sia in termini di quantità di eventi, ma anche di qualità, varietà e soprattutto ad un prezzo accessibile. Momenti aggregativi, come il prossimo evento UGEI di Lag Baomer oppure il Campeggio Invernale, hanno il potenziale di collegare un’enormità di giovani, che, anche se provenienti da diversi Paesi, con diversi background e minhagim, sono tutti accomunati dallo stesso ideale, che parafrasando il motto del Lussemburgo “Mir wölle bleiwe wat mir sin”, è  “rimanere ciò che siamo”, ovvero mantenere le proprie tradizioni e rimanere figli di Israele.


Consiglio UGEIConsiglio UGEI7 Febbraio 2020
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HaTikwa, di Luca Spizzichino 

Nella serata di mercoledì, presso l’Istituto Tevere, è stato organizzato dall’Unione Giovani Ebrei d’Italia, insieme con lo stesso Istituto Tevere, l’associazione Religions For Peace Italia e Scholas Occurrentes, l’incontro “Dalla Memoria alla Società Interreligiosa”.

Presenti all’incontro, il direttore dell’Istituto Tevere, Mustafa Cenap Aydin, Sandro Di Castro, ex Presidente della Comunità Ebraica di Roma, Responsabile della Sinagoga “Tempio dei Giovani” e neo Presidente della sezione romana del Bene Berith, Don Giuliano Savina, direttore dell’UNEDI, Luigi De Salvia, Presidente Religions for Peace Italia e in collegamento dall’Albania la Professoressa Milena Santerini, Coordinatrice Nazionale per la lotta contro l’antisemitismo.

Attraverso un breve videomessaggio la Coordinatrice Nazionale per la lotta contro l’antisemitismo ha spiegato come la Shoah “ci lascia non soltanto l’impegno affinché ciò che è successo non riaccada mai più, ma che noi da uomini e da donne, da fratelli e da sorelle dobbiamo essere uniti affinché questa Memoria significhi qualcosa di diverso”.

Il direttore dell’ANEDI ha sottolineato l’importanza del dialogo, attraverso un lungo processo partito dal Concilio Vaticano Secondo, che è arrivato alla nomina dell’attuale Papa, considerato da Don Giuliano Savina “non frutto del caso”. Ha spiegato inoltre come sia importantissimo il tema del dialogo per la Chiesa, perché proprio attraverso il dialogo “riconosce la gioia sua nell’essere nella Storia e nel mondo”.

L’intervento di Di Castro si è incentrato soprattutto sulla Memoria, ha raccontato un piccolo aneddoto, quello del suo incontro con Elie Wiesel, sopravvissuto alla Shoah, al quale domando quale fosse il modo migliore per ricordare quanto accaduto nel “Buco Nero della civiltà europea”, ovvero la Shoah, definita in questo modo dal dottor Di Castro. Secondo Wiesel, spiega Sandro Di Castro, il modo migliore è quello di ricordare la Shoah come noi ogni anno ricordiamo l’uscita dall’Egitto durante le prime due sere di Pesach, la Pasqua Ebraica. In questo modo spiega, “il ricordo genera una riflessione e un’innovazione del pensiero, e attraverso la memoria del passato, ci porta a generare dei pensieri che devono essere attualizzati alla realtà”.

Dopo una serie di altri piccoli interventi tra cui quella del Direttore dell’Istituto Tevere, del Consigliere UGEI Bruno Sabatello, e di altre persone del pubblico, l’incontro si è concluso con un piccolo rinfresco.


Consiglio UGEIConsiglio UGEI1 Gennaio 2020
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Il significato della parola HaTikwa in ebraico, è la speranza. Proprio come l’inno d’Israele, anche la nostra testata sceglie di distinguersi per la sua costante ricerca di luce. Scopriamo dunque che la ricerca di per sé diventa sintomo di speranza: inseguire un futuro migliore significa infatti accettare che il proprio presente non lo sia abbastanza. La ricerca di luce tuttavia dovrebbe trovare coniugazione al presente, non proiettarsi in un futuro ideale privo di odio e di indifferenza, ma occuparsi piuttosto dell’epoca storica che stiamo vivendo.

Nella storia del popolo ebraico e dell’umanità intera, i giovani hanno sempre avuto il compito di sognare, di vedere il bene lì dove il male sembrava assoluto. Questo continua ad essere il ruolo di noi giovani nella complessa realtà che ci circonda. Anche oggi. Un ruolo che comporta una grande responsabilità; quella di non perdere la fiducia nel bene, di non smettere di credere nell’unione che fa la forza, di non vedere nel dialogo una minaccia bensì un’opportunità.

Questa è la missione di HaTikwa, questa è la missione di noi redattori e di voi lettori: lasciare da parte l’ostilità, le diversità, il cinismo, per dar spazio alla tolleranza, alla comprensione, all’empatia. In una parola: alla speranza. La nostra missione comune è quella di guardare il presente con lo stesso ottimismo con il quale guardiamo il futuro, di guardare il prossimo con la stessa fiducia con la quale guardiamo noi stessi. Riconoscere quei rari punti di luce nel buio della quotidianità.

 

David Zebuloni, direttore HaTikwa

Luca Clementi, caporedattore HaTikwa

Luca Spizzichino, caporedattore HaTikwa

Nathan Greppi, caporedattore HaTikwa


Consiglio UGEIConsiglio UGEI31 Dicembre 2019
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HaTikwa – L’obiettivo era semplice, ma ambizioso: riportare al centro la voce dei giovani ebrei italiani. Una voce tanto fondamentale oggi, tanto unica nel tam-tam comunitario. Abbiamo provato a rendere HaTikwa uno strumento in grado di edificare quei ponti che ci uniscono al passato, al presente e al futuro. Il nostro futuro. Abbiamo provato ad abbattere i pregiudizi, che troppo spesso hanno inquinato la nostra immagine vista dall’esterno.

Abbiamo cercato un contatto con le realtà, ebraiche e non, attraverso articoli di attualità, servizi e video-interviste, iniziative e molto altro. Un ruolo centrale, come promesso, è stato dedicato a Israele. La nostra Israele. Tanti i temi trattati: società, religione, storia, arte, cinema, cucina, politica estera ed interna, nazionale e comunitaria, analisi di ogni tipo e diverse riflessioni.

145 articoli che hanno raccontato chi sono i giovani ebrei d’Italia, quali sono i loro interessi, quali sono i loro valori. 145 volti, sfumature, aspetti di un ebraismo che non smette mai di sorprendere per la sua rilevanza ed attualità. 145 pezzi di vita, pezzi di storia. La nostra storia.

Tra gli highlights di questa stagione conclusa, le interviste a Rav Riccardo Di Segni, Rabbino Capo di Roma, e Rav Alfonso Arbib, Rabbino Capo di Milano. L’intervista doppia agli esperti di politica e storia Francesco Giubilei e Elia Rosati. La rubrica della Parashà della settimana, la rubrica di fumetti ed ebraismo, la rubrica dei ragazzi di Taglit, la rubrica di attualità, la rubrica dedicata alla Memoria. La video-intervista all’On. Emanuele Fiano. L’intervista alla scrittrice Elena Lowenthal, al rappresentante israeliano all’Eurovision Song Contest Kobi Marimi, all’influencer ottantenne Madame Falafel, al giornalista autistico Ori Itzhaki, alla prima dottoressa con una paralisi celebrale Hodaya Oliel, all’eroe di guerra Avigdor Kehalani.

Le intenzioni sono state pure e sincere, l’impegno grande e continuo. Un ringraziamento ai nostri instancabili collaboratori, che hanno reso possibile tutto questo. E un ringraziamento a voi, cari lettori, per il sostegno e l’interesse. Per aver condiviso con noi una strada, un sentiero. Per esservi battuti con noi in nome di quei valori che da sempre ci guidano. Per aver creduto, anche solo per un attimo, che i giovani sono davvero l’unica speranza per un futuro migliore.

 

Ruben Spizzichino, vicedirettore e Responsabile Comunicazione HaTikwa

David Zebuloni, vicedirettore HaTikwa

David Moresco, direttore HaTikwa 

 



UGEI

L’Unione Giovani Ebrei d’Italia coordina ed unisce le associazioni giovanili ebraiche ed i giovani ebrei che ad essa aderiscono.


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