Attività UGEI

Consiglio UGEIConsiglio UGEI13 Marzo 2019
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HaTikwà (G.Santoro) La parola Ashrei è l’inizio del libro dei Salmi e una parola di centrale importanza nelle nostre preghiere quotidiane. A questo proposito, il Tanach, tratta della gioia, la Simchà, diversa dalla felicità. La felicità è qualcosa che puoi sentire individualmente mentre la gioia, nel testo biblico, è qualcosa da condividere col prossimo. Lo scrittore Robert Louis Stevenson diceva “Cerca dove risiede la gioia e dalle una voce da dove possa cantare. Perché se manca la gioia manca tutto”.

Con l’UGEI a Verona, 27 giovani ebrei da tutta Italia hanno sperimentato la gioia dello Shabbat vivendo intensamente un weekend ricco di spunti e riflessioni in compagnia del rabbino Yosef Labi. L’importanza di questi incontri sta nel fatto di creare un’atmosfera energica e positiva nella quale il confronto ed il dialogo tra i singoli è molto importante. Ho avuto l’opportunità di conoscere altri ambienti ebraici italiani ed i diversi modi di vivere lo shabbat secondo vari minhahgim. Tornando al concetto di gioia, è emerso come sia difficile, in questo periodo “buio”, provare un tale sentimento. Dolore, tristezza, rabbia, risentimento, invidia, paura: queste sono le emozioni negative che oscurano la nostra visione, portandoci a riflessioni profonde ed a volte ad un senso di estraniamento dal mondo che ci circonda. La chiave di tutto? Forse sta proprio nel creare situazioni analoghe allo Shabbaton vissuto a Verona in quanto ritengo molto importante creare ambiti ebraici giovanili favorendo il dialogo aperto tra i singoli e la condivisione del loro modo di vivere l’ebraismo.

Si impara molto, si fanno crescite personali e ci sono anche momenti di dibattito nei quali ci si esprime apertamente su tematiche che riguardano la nostra quotidianità in quanto giovani ebrei. Colgo l’occasione per ringraziare l’Ugei, i consiglieri, la presidentessa e tutti coloro che ogni giorno lavorano per favorire questi bellissimi e gioiosi incontri.


Consiglio UGEIConsiglio UGEI27 Febbraio 2019
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HaTikwà (C.Cognini) – Di ritorno dal seminario di Jewish Advocacy organizzato da EUJS (European Union of Jewish Students) che si è tenuto a Bruxelles la scorsa settimana, vorrei condividere con voi le mie impressioni e riflessioni su questa interessante esperienza. Innanzi tutto, il clima che si è creato tra noi giovani partecipanti è stato fin da subito amichevole e collaborativo. Un gruppo di 21 ragazzi provenienti da 11 Paesi Europei, uniti da un comune sentire e da uno spirito profondamente europeo che, in 4 giorni di serrati impegni, ha potuto visitare le principali istituzioni dell’Unione Europea e confrontarsi con parlamentari e funzionari sui temi dell’antisemitismo in Europa e sui rapporti tra Europa e Israele: questa in sintesi è l’esperienza che ho potuto vivere grazie all’UGEI, che ha supportato la mia candidatura.

Tra gli incontri più significativi senza dubbio vi è stato quello con Vĕra Jourová, Commissario europeo per la giustizia, la tutela dei consumatori e l’uguaglianza di genere, e con Katharina von Schnurbein, Coordinatrice per il contrasto all’antisemitismo alla Commissione Europea, con le quali abbiamo potuto trattare direttamente di minoranze in Europa, di antisemitismo e delle strategie introdotte dall’Unione Europea per contrastare questo fenomeno preoccupante ed in crescita. Successivamente, al Parlamento Europeo abbiamo avuto l’opportunità di discutere con Péter Niedermüller, membro del Parlamento Europeo e della delegazione per i rapporti con Israele, che ci ha spiegato le difficoltà che lui stesso ha riscontrato all’interno delle istituzioni europee riguardo ai rapporti con Israele, dovute al fatto che ancora oggi il Parlamento Europeo non ha una visione chiara ed una posizione comune su tematiche come il conflitto Israelo-Palestinese. L’ultimo giorno di lavori abbiamo potuto incontrare, presso la sede dell’AJC TAI a Bruxelles, Jonathan Rosenzweig, diplomatico israeliano e consulente per la missione di Israele all’Unione Europea nel Dipartimento del Parlamento Europeo, con il quale abbiamo affrontato il tema dei rapporti tra Israele e Unione Europea, soprattutto riguardo alle più recenti politiche messe in atto dallo Stato Ebraico, e del ruolo di Israele all’interno del nuovo assetto politico europeo scaturito dall’allargamento dell’Unione Europea.

Partecipare al seminario di attivismo europeo non è stato solo questo, ma molto di più. I momenti di pausa e svago sono sempre stati accompagnati dalla condivisione e dallo scambio di opinioni ed esperienze personali sul nostro modo di vivere l’ebraismo come giovani cittadini europei. Per me tutto questo è stato un motivo di arricchimento ulteriore, in quanto mi ha permesso di conoscere la realtà in cui vivono giovani ebrei da tutta Europa, dalla Spagna all’Ungheria. Oltre alle conferenze e incontri, abbiamo anche avuto l’opportunità di visitare la città di Bruxelles, il cuore d’Europa, durante delle belle e soleggiate giornate di inizio primavera. Per concludere, l’esperienza che ho potuto vivere in prima persona è stata impagabile e di gran valore, in quanto studentessa di economia e studi internazionali. Consiglio vivamente ai giovani studenti dell’UGEI di sfruttare questa occasione partecipando l’anno prossimo.


Consiglio UGEIConsiglio UGEI29 Gennaio 2019
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HaTikwà (D.Fiorentini) – Come ormai da un paio di anni, si è svolta la Run For Mem: una corsa non competitiva per la Giornata della Memoria, ricordando le vittime dell’Olocausto. Quest’anno si è tenuta nella splendida cornice della città di Torino; un magnifico percorso lungo le strade del centro storico, che tra l’altro ha permesso ai numerosi partecipanti giunti da tutta l’Italia di ammirare le bellezze capoluogo piemontese.

Anche in questa edizione, l’UGEI ha partecipato attivamente portando ragazzi e ragazze da varie comunità e mettendoli nelle condizioni di vivere questa esperienza divertente, ma anche significativa. Inoltre, dopo aver raggiunto il traguardo, tutti i partecipanti insieme ai giovani del GET, si sono rifocillati nelle sale della Comunità Ebraica di Torino, che ha gentilmente offerto un leggero pranzo. Un momento, anche questo, molto conviviale in cui tanti giovani ebrei italiani hanno potuto incontrarsi o riallacciare rapporti che magari per la distanza si erano un po’ persi.

Prima di concludere, vorrei condividere con i lettori un episodio che forse è stato quello che di più mi ha segnato durante la giornata: cioè il momento in cui il corridore olimpionico Shaul Ladany, sopravvissuto alla Shoah e agli attentati alle Olimpiadi di Monaco del 1972, una volta tagliato il traguardo e dopo aver appena intravisto nella folla la bandiera d’Israele che avevo in mano, mi ha immediatamente gridato in ebraico: “הדגל , la bandiera”

Un gesto semplice forse, ma che mi ha davvero toccato. Spesso durante la Giornata della Memoria ci si focalizza sul ricordo del dramma che ha significato la Shoah per l’Umanità, scordando però un aspetto altrettanto fondamentale della Storia, ovvero la rinascita del Popolo Ebraico, concretizzata nella rifondazione dello Stato d’Israele. Chi è stato allo Yad Vashem di Gerusalemme sa che dopo un lungo percorso tra le varie atrocità che hanno dovuto subire gli ebrei sotto il regime nazista, si apre un’enorme terrazza con un vista panoramica mozzafiato su tutta Israele; questa a simboleggiare e testimoniare che il Popolo Ebraico non è morto nei campi di sterminio, ma ha saputo rialzarsi e creare qualcosa di ancora più grande e più potente del male che ha dovuto subire in passato. Per questo motivo, quando ho visto lo sguardo fiero e orgoglioso di Shaul nel tenere la bandiera per cui ha combattuto per tutta la sua vita, non ho potuto fare a meno che emozionarmi nel sentirmi parte anch’io di questa Patria.

עם ישראל חי


Consiglio UGEIConsiglio UGEI20 Gennaio 2019
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HaTikwa (D.Zebuloni) – I percorsi sono due, uno da quattro e l’altro da dieci chilometri. Le tappe sono sette e rappresentano i luoghi della Memoria della città di Torino. L’iniziativa è tanto semplice quanto straordinaria: una maratona per ricordare la Shoah e conoscere la strada verso il futuro. Il 27 Gennaio si terrà l’evento Run for MEM, per il terzo anno consecutivo, organizzato dall’UCEI (Unione delle Comunità Ebraiche Italiane) in collaborazione con la Comunità Ebraica di Torino e con il prezioso contributo dell’UGEI (Unione Giovani Ebrei d’Italia) che ha finanziato, per tutti i giovani che desiderassero aderire, il biglietto per il trasferimento dalla comunità di origine a Torino. Un’iniziativa ambiziosa, estremamente importante considerati i toni retorici che negli ultimi anni hanno accompagnato il Giorno della Memoria. Si corre per ricordare, per stare uniti, non per vincere. La Run for MEM è una corsa sportiva non competitiva, una gara che non vede vincitori né vinti, ma solo migliaia di partecipanti che hanno come unico obiettivo quello di dimostrare che la fiamma della memoria è ancora accesa. E arde. La partenza è prevista per ambedue i percorsi in Piazza Madama Cristina, a Torino. Vi sono alcune tappe comuni in cui è previsto un atto commemorativo, tra esse la Sinagoga in Piazzetta Primo Levi, Piazza Carlo Felice, Piazza CLN, il Rettorato in Via Verdi e Piazza Carlo Emanuele II (ex Ghetto). Il punto d’arrivo è Piazza San Carlo.

I media partner TV coinvolti nell’evento sono Sky Sport e La Stampa, il Testimonial d’eccezione invece sarà Shaul Ladany – superstite della Shoah, campione olimpionico e testimone diretto dell’attentato avvenuto alle Olimpiadi di Monaco nel ’72. Un personaggio dal vissuto eccezionale, con un passato da campione olimpionico ed un presente da docente universitario presso la Ben Gurion University. All’età di 82 anni Ladany non smette di emozionare. “Lo sport ha la capacità di evidenziare la nostra umanità superando le distinzioni di religione, credo, cultura e di genere e l’incontro con l’altro; un momento importante per oltrepassare confini e barriere”, dichiarano i vertici dell’organizzazione. “L’idea è di affermare la vita, che continua nonostante tutti i tentativi che hanno cercato nei secoli di sterminare gli ebrei così come altre popolazioni, con genocidi e massacri. La vita continua e va trasmessa la forza di vivere, a volte di sopravvivere e di avere il coraggio di raccontare quanto accaduto affinché non si ripeta mai più”. Noemi Di Segni, Presidente dell’organizzazione UCEI, definisce l’evento “un impegno dello sport contro l’antisemitismo”. La giornalista Paola Chiaraluce scrive a proposito dell’iniziativa: Gli orrendi volantini antisemiti di cui si è avuta notizia ci ricordano quanto questo impegno sia attuale. E quanto lavoro ancora ci sia da fare. Sarebbe bello se quelle scritte fossero sostituite da un cartello con scritto #WeRemember. Almeno per un giorno.”

Se dunque è vero che ogni lungo viaggio inizia sempre con un piccolo passo, la Run for MEM ci ricorda che la strada per un futuro migliore non è poi tanto lontana. Talvolta, comincia proprio sotto casa nostra. Basta indossare un paio di scarpe comode e scendere in Piazza.


Consiglio UGEIConsiglio UGEI3 Gennaio 2019
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“Mettetevi in gioco e rischiate di più: il tempo dell’adagio è finito”. Così Aron Di Castro ha affermato ieri in occasione dell’evento “Dalla Silicon Wadi alla Silicon Valley” promosso dall’Unione Giovani Ebrei d’Italia e Delet Assessorato alle Politiche Giovanili CER, nella splendida cornice dell’Office Jam – Coworking in Via Salento, 63.

L’incontro ha visto la presenza di 40 tra ragazze e ragazzi interessati e rapiti dall’esperienza di Aron Di Castro. Aron, 39enne nato a Roma, una militanza nel movimento giovanile Bnei Akiva, a 19 anni,  da fervente sionista, decide di fare il grande passo: l’Alya. E’ una scelta difficile, sofferta, ma che nel tempo si rivela vincente. Inizia il percorso accademico alla Bar-Ilan University, dove consegue la triennale in Communication & Political Sciences. Terminata l’università, nel 2004 comincia a lavorare all’Unilever con l’incarico di Program Manager. Nel 2008 il salto di qualità: alla ricerca di nuovi stimoli, Aron inizia a inviare CV alle aziende più disparate, tra queste anche la Google, che aveva da poco aperto la sede in Israele. Iniziano i colloqui, Aron viene convocato più volte dal colosso di Internet, solamente a seguito del quinto incontro verrà assunto e nominato Account Manager. Quelli sono gli anni del boom alla Google, si espande il mercato dell’advertising e della raccolta dati, Aron vive in prima persona la rivoluzione digitale. Dopo 9 anni di soddisfazioni, nell’aprile del 2017 arriva la proposta, quella irresistibile: contratto come Director Global Business Development & Partnerships alla Waze, in California. Inizia così l’American Dream di Aron.

Incalzato dal pubblico, Aron ha risposto ad alcune domande poste dai giovani presenti. In merito alle differenze tra mercato israeliano e americano e sul legame tra Silicon Valley e Israele ha detto “ Il lavoro in Israele è molto diverso rispetto agli Stati Uniti: in Israele è più dura, il ritmo di lavoro è intensivo. In America, nelle grandi aziende, alle 17:00/18:00 termina la giornata lavorativa. Si lavora di meno, ma non per questo si è meno produttivi. Nella Silicon Valley oggi ci sono circa 70mila israeliani. Ovunque ti giri si parla in ebraico. E’ una comunità compatta, sentita e fortemente integrata nella società americana”.

Durante l’incontro è stato presentato il progetto “Skilled Program”, un programma di formazione intensiva di due settimane, incentrato sull’Online Marketing, completamente gratuito, in collaborazione con gli uffici della Google, Aleph, IDC, Gvahim e altre organizzazioni israeliane. Molti considerano Israele la “Start Up Nation“, ma pochi arrivano in Israele con una conoscenza approfondita. L’obiettivo è dotare i ragazzi di conoscenze e competenze specifiche, così da avviarli in una carriera di successo nel settore del marketing online in Israele. Il programma è costruito su 3 pilastri: comprendere l’innovazione online e l’ecosistema di business in Israele; acquisire competenze pratiche di marketing digitale; testare l’apprendimento praticando le abilità appena acquisite. Sono solo 25 i posti a disposizione. Per l’Application è sufficiente consultare il sito www.skilledprogram.org

 

“E’ iniziato col turbo il 2019 per l’Unione Giovani Ebrei d’Italia. Come primo evento dell’anno non potevamo chiedere di meglio. Siamo onorati e grati ad Aron Di Castro per la sua generosa disponibilità e collaborazione. Siamo convinti che l’incontro di oggi sia stato d’ispirazione per molti dei nostri ragazzi. E’ per questo che investiremo ancora di più nella formazione“. Ha cosi commentato il Vice Presidente, Ruben Spizzichino che ha poi aggiunto – “Colgo l’occasione per ringraziare Ruggero Raccah, che ha reso possibile questo evento e Federico Raccah per gli spazi di Office Jam. Avanti così.“

 



UGEI

L’Unione Giovani Ebrei d’Italia coordina ed unisce le associazioni giovanili ebraiche ed i giovani ebrei che ad essa aderiscono.


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